Antonio Merloni, quattro le linee d’intervento per affrontare le conseguenze della crisi

Gian Mario Spacca 3' di lettura 18/04/2009 - Sono quattro le linee d’intervento rilanciate per affrontare le conseguenze che la crisi dell’Antonio Merloni ha prodotto sul territorio, indotto delle piccole imprese e reddito delle famiglie. Le ha illustrate il presidente Gian Mario Spacca, che ha coordinato il gruppo di lavoro sulle aree di crisi riunitosi ieri nella sede della Regione.

Una risposta rapida da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sull’Accordo di Programma Governo-Regioni, il cui documento iniziale è stato inoltrato già nel settembre scorso. Il Tavolo si è costituito ufficialmente ad ottobre, ma ha tenuto la prima riunione solo nei giorni scorsi. Come più volte ricordato le misure da adottare riguardano: la difesa del lavoro e dell’indotto, l’attrazione di nuovi investimenti produttivi, la diversificazione produttiva. Seconda linea d’intervento: il progetto per il distretto tecnologico delle Marche. Il presidente , il mese scorso, ha sollecitato il Ministro Gelmini affinché venisse sostenuta un’azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell’abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell’area. La terza linea: una ulteriore proroga per la busta pesante. Un intervento già richiesto anche prima della crisi dell’A. Merloni e ora particolarmente attesa da lavoratori e famiglie.



La proposta è di considerare quale misura anticrisi, tra l’altro semplice e veloce, l’aumento della quota di esonero degli oneri sospesi, portandola dal 60 al 90%. In questo senso è stata inviata oggi una lettera indirizzata al premier Berlusconi, Letta e Tremonti, firmata da Spacca e Lorenzetti. Il presidente Spacca ha quindi lanciato un’ulteriore proposta: la richiesta di far nascere nel territorio del distretto il quarto polo nazionale del fotovoltaico, un progetto strategico e innovativo, che già interessa i territori di Liguria, Lazio e Sicilia. Il gruppo di lavoro ha inoltre fatta propria la richiesta avanzata dalla Regione di un intervento straordinario per l’attrazione di investimenti e la riconversione industriale. Entro aprile deve essere approvato il disegno di legge 1195, che ripropone una nuova 181. Con l’articolo due della nuova normativa si possono attivare, attraverso un Accordo di Programma con la Regione, 50 milioni di euro per progetti di questo tipo. Un ammontare di risorse in grado di provocare investimenti per 350 milioni e circa 3000 posti di lavoro.



Questa la richiesta ufficiale che il gruppo di lavoro fa al Ministero per lo Sviluppo economico. Spacca ha rivolto anche una sollecitazione al Ministero dell’Economia per il parere per sbloccare l’operatività di finanziamenti, già garantiti dall’UE e assicurati dal pool di banche che si è costituito. All’incontro a cui hanno partecipato due commissari (Antonio Rizzi e Silvano Montaldo), i rappresentanti sindacali e delle categorie, i rappresentanti della Regione Umbria e del Ministero, Elda Fiorillo, che coordina il Tavolo nazionale. Presenti anche gli assessori Fabio Badiali e Lidio Rocchi. Il commissario Rizzi ha informato su quelle che sono le procedure relative alle manifestazioni di interesse: non sono vincolanti, ha detto, sono utili per capire come risponde il mercato, dopo di che occorre acquisire le informazioni necessarie per capire se si può trattare di manifestazioni da prendere in considerazione: un lavoro che deve concludere il Ministero.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2009 alle 15:58 sul giornale del 18 aprile 2009 - 940 letture

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