Merloni, Prc: evitare che una crisi industriale si trasformi in massacro sociale

giuliano brandoni 1' di lettura 09/02/2010 - \"Interlocutorio o dilatorio? Questi i confini terminologici – sostanziali le differenze – che sembrano perimetrare il confronto svoltosi lunedì al Ministero dello Sviluppo Economico per la siglatura dell’accordo di programma per la Antonio Merloni\".

Slittata la sottoscrizione dell’accordo a data da definire, non ben quantificate le risorse messe a disposizione dal Governo, solo abbozzate le ipotesi di riconversione industriale dei siti produttivi di Marche ed Umbria, per certi versi fantasiose e poco credibili (come nel caso dell’intervento in Umbria della Quadrilatero che tra l’altro diventa l’occasione per ritrasformare di nuovo questa società in quell’arzigogolo pericoloso che la maggioranza regionale delle Marche aveva più volte contestato e criticato), poco resta in mano a sindacati e lavoratori se non una generica assunzione di impegni sul prosieguo degli ammortizzatori sociali e sull’impegno a continuare l’approfondimento delle operazioni necessarie al salvataggio del maggior numero possibile di posti di lavoro.



Anche l’assenza del Ministro Scajola dal tavolo delle trattative non predispone certo all’ottimismo. Rifondazione Comunista, che ha portato alla discussione in Consiglio regionale di una mozione, poi approvata all’unanimità, in cui si individuano percorsi e contenuti da proporre per l’accordo di programma, auspica che, ora più che mai, si mantengano alti i livelli di vigilanza e mobilitazione di lavoratori, sindacati, forze politiche ed amministrazioni locali per evitare che una crisi industriale, grave e profonda, si trasformi nel massacro sociale di interi territori da cui però traggano profitto i soliti, pochi, noti.


da Giuliano Brandoni
Presidente del gruppo consiliare regionale Prc-Se




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-02-2010 alle 18:15 sul giornale del 10 febbraio 2010 - 1378 letture

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