Sassoferrato: inaugurata la 61° edizione della Rassegna Internazionale d'Arte, Premio 'G.B.Salvi'

Rassegna Internazionale d'Arte, Premio 'G.B.Salvi' 6' di lettura 31/07/2011 -

Pubblico delle grandi occasioni, ieri pomeriggio, per l’inaugurazione dell’evento clou dell’estate sassoferratese, la 61^ edizione della Rassegna Internazionale d’Arte/Premio “G.B. Salvi”. Oltre trecento persone hanno preso parte al prestigioso evento dedicato alle arti visive, tenuto a battesimo dall’assessore regionale Luigi Viventi.



Rappresentati istituzionali, esponenti del mondo culturale ed artistico, autorità politiche, civili, militari e religiose hanno presenziato alla cerimonia inaugurale, Un tavolo di relatori particolarmente qualificato, per la presentazione dell’evento, con il sindaco di Sassoferrato Ugo Pesciarelli e l’assessore alla cultura Massimo Bardelli a fare gli onori di casa: oltre a Viventi e ai due citati esponenti dell’esecutivo cittadino, sono intervenuti la presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande, il vescovo della diocesi mons. Giancarlo Vecerrica, il prof. Galliano Crinella, in rappresentanza dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Patrizia Offray, presidente della società Limited Company PVO, LCC, che si occupa della promozione delle eccellenze delle Marche negli Stati Uniti d’America, e, naturalmente, i due responsabili scientifici della Rassegna, il prof. Gabriele Simongini, coordinatore-curatore generale e la prof.ssa Silvia Cuppini, curatrice.

Da parte di tutti i relatori è stato sottolineato l’importante ruolo che la manifestazione sassoferratese ricopre per la promozione e la diffusione dell’arte e della cultura. «La Salvi - ha detto Viventi - rappresenta un’eccellenza che va apprezzata e sostenuta, perché in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo è molto importante promuovere e valorizzare la cultura, l’arte, la creatività e l’estro, e la Regione, nonostante la forte riduzione di risorse decisa dal Governo nazionale, dedica un’attenzione particolare a questo settore, così come alle politiche del lavoro, dei servizi sociali, della formazione giovanile e delle infrastrutture».

Sulla stessa lunghezza d’onda la presidente della Provincia Patrizia Casagrande, la quale ha dato merito al Comune di Sassoferrato di «mantenere viva una manifestazione culturale che rappresenta un punto di riferimento non solo a livello regionale e che contribuisce alla valorizzazione del nostro entroterra per la qualità e la vitalità delle sue proposte». Ha inoltre sottolineato che «non è proprio il caso di togliere le risorse economiche alle attività che rendono la comunità più colta e, proprio per tale motivo, noi non faremo mancare il nostro sostegno a iniziative di questo tipo».

Un’importante novità in tema di visibilità a livello internazionale è stata annunciata dal sindaco Pesciarelli: la convenzione stipulata dal Comune con la citata società Limited Company PVO, LCC, la quale ha individuato nella Salvi una delle eccellenze marchigiane da trasferire negli Stati Uniti d’America, che troverà concreta attuazione attraverso specifiche mostre con opere, opportunamente selezionate, provenienti dalla Rassegna sassoferratese. Tra i presenti alla cerimonia inaugurale anche altre personalità: l’assessore alla cultura della Provincia Carlo Maria Pesaresi, l’ex sindaco di Sassoferrato Luigi Rinaldi, il curatore delle tre precedenti edizioni della Rassegna, Mariano Apa.

La Rassegna Per quanto concerne i temi squisitamente artistici, va detto che questa nuova edizione della Salvi, dal titolo La vertigine della visione, si presenta particolarmente interessante per la qualità delle opere in mostra, molte delle quali inedite, l’originalità, la cura degli allestimenti (il cui progetto è “firmato” da Enrico Branchini) e il tema trattato.

«Sotto il titolo La vertigine della visione - spiega in proposito Simongini - si presentano tre mostre che hanno come protagonista la forza visionaria degli artisti, capaci di prefigurare gli scenari futuri della nostra società mettendo in gioco le nostre inquietudini spesso più nascoste e votati soprattutto a guardare il mondo con un “occhio interiore” che ci restituisce il respiro e il battito profondo delle cose».

Organizzata dal Comune con la collaborazione di Regione, Provincia di Ancona, Fondazione Carifac e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, la Rassegna ospita oltre cento opere, “firmate” da sessantadue artisti, di cui sette stranieri, allestite nelle ampie ed eleganti sale della sede espositiva. Tre momenti espositivi, dunque, che, seppur caratterizzati da forme espressive e linguaggi stilistici diversi, riconducono all’elemento centrale, quello, appunto, “visionario” dell’intera manifestazione. La prima mostra, dal titolo Vasco Bendini: la pittura come soffio vitale, è dedicata a uno dei massimi artisti italiani dei nostri tempi, Vasco Bendini appunto. Il maestro emiliano è presente con una rassegna di undici opere, una per decennio a partire dagli anni ’50, oltre ad una piccola selezione di quadri recentissimi. «Sublime visionario della luce e del vuoto - scrive Simongini nel catalogo che “accompagna” la mostra - Bendini è sempre di più, a quasi novant’anni, il pittore-sciamano dell’impalpabile soglia fatta di bianchi e di neri come non sono dipinti da nessun altro».

Si tratta di una significativa sintesi dell’itinerario artistico di un autore dotato di grande sensibilità e capacità creativa, che dà lustro alla manifestazione. Il secondo momento espositivo, che costituisce il nucleo centrale della Rassegna, ospita invece ventotto artisti di grande intensità, ciascuno presente con due opere. Un gruppo di autori, di varie generazioni e di diversa esperienza e formazione artistica, i quali presentano una loro riflessione creativa sui vessilli ideali dei propri valori in relazione anche ad una prospettiva sociale, geografica e culturale in continuo mutamento, alle attuali identità nazionali, con i loro cambiamenti, con le loro fratture. Una mostra, questa, che vuole essere anche un omaggio simbolico al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Curata dalla prof.ssa Cuppini, la terza esposizione, anche questa in linea con il tema della mostra tra visione e vertigine, presenta invece trentatre artisti, residenti o attivi nelle Marche, i quali partecipano con un’opera ciascuno. «Le Marche - osserva la curatrice - è stata terra feconda di artisti che hanno scelto la vertigine, che, come scrive Henri Focillon, si pone come naturale conseguenza della visione: Gentile da Fabriano, Raffaello, Lorenzo Lotto, le incisioni di Luigi Bartolini e quelle degli artisti della Scuola urbinate - incisione come arte dell’ombra - costituiscono una sequela ininterrotta di un modo di interpretare il visibile, rappresentano un mondo dove è la Sibilla che ha imposto il suo nome al territorio dei vaticini, diversamente dalle sibille Delfica e Cumana, la cui identità è segnata dai luoghi di appartenenza. Un mondo, dunque, le Marche - sottolinea la Cuppini - che ha saputo interpretare il senso del confine, quello che è limite anche ad ogni esperienza umana». La mostra è impreziosita da un catalogo, riccamente documentato, contenente i testi critici dei singoli eventi espositivi, le immagini delle opere esposte e le biografie degli artisti.

La Rassegna resterà aperta fino al 4 settembre, tutti i giorni, festivi compresi, con orario d’ingresso dalle 16,30 alle 19,30.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-07-2011 alle 16:11 sul giornale del 01 agosto 2011 - 2452 letture

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