Manovra, PD: 'Non possono pagare sempre gli stessi e gli enti locali'

Partito Democratico 2' di lettura 22/08/2011 -

“Ovviamente non ci sfugge la delicatezza del passaggio. L’Italia è in un tornante storico difficile, dove alla situazione globale di crisi si sommano problemi strutturali. Ma non possono pagare sempre gli stessi, vale a dire i ceti popolari e medi. Non possono di nuovo essere i comuni e gli enti locali a sobbarcarsi la maggior parte dei sacrifici. I cittadini devono sapere che il Governo mette due volte le mani nelle loro tasche perché, scaricando sugli enti locali l’onere di tagliare i servizi, gli stessi servizi (trasporto pubblico, welfare) non potranno più essere garantiti o dovranno essere alzate le tariffe”.



E infine sulle Province, “noi rilanciamo proposta del Pd di una riforma organica che parta dalla riduzione del numero dei Parlamentari sino all’accorpamento delle società che fanno capo ai comuni. Dentro questo quadro parliamo pure di Province e di piccoli Comuni da accorpare.

Ma facciamolo senza demagogia. Senza una diversa distribuzione delle competenze e senza un disegno di riforma del Sistema Paese che lo renda più efficiente, più efficace e meno costoso, si rischia di creare soltanto caos, di indebolire la rappresentanza democratica e quindi il territorio, esattamente come avverrà nel caso del Consiglio provinciale che eleggeremo nella primavera 2012 a seguito dei provvedimenti contenuti nella manovra. Non si tratta di difendere chissà quali privilegi, ma, al contrario, un'architettura istituzionale che ha prodotto e produce dalle nostre parti buon governo”. “Il problema dei costi della politica si risolve in maniera definitiva solo con una riforma complessiva che investa tutti i livelli istituzionali” E’ molto duro il giudizio del Segretario provinciale del Partito Democratico sulla manovra di ferragosto del Governo.

Critiche all’impianto “sostanzialmente iniquo e incapace di offrire prospettive di crescita”, ma anche una sottolineatura sull’incapacità di gestione di questa delicata fase. “Se siamo arrivati a questo punto – fa notare – con la necessità di introdurre misure severe da ‘lacrime e sangue’ è perché Governo, PDL e Lega si sono rifiutati di comprendere la portata della crisi e in questi anni hanno messo in pratica una politica economica dissennata”.






Questo è un articolo pubblicato il 22-08-2011 alle 15:44 sul giornale del 23 agosto 2011 - 602 letture

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