PD, presentata una mozione nei consigli comunali sui decreti sulle fonti rinnovabili

emanuele lodolini 3' di lettura 03/05/2012 - Sono due le questioni al centro di una mozione che, presentata dal Segretario provinciale Emanuele Lodolini, verrà depositata nei Consigli comunali della provincia di Ancona, a partire da quello di Falconara dove Lodolini è consigliere, affinché il Governo affronti il problema del fotovoltaico con determinazione: «esprimere al Governo la propria contrarietà al ridimensionamento degli incentivi per il settore fotovoltaico e sottolineare con forza la necessità di porre al centro dell’agenda del Paese la questione energetica e la connessa elaborazione di un Piano Industriale Nazionale».

L’Italia, difatti, dipende per quasi il 90% del proprio fabbisogno energetico dall’estero ed ancora oggi circa l’85% della produzione energetica deriva da fonti fossili. Tale asservimento rende il Paese particolarmente soggetto a speculazioni economiche e crisi politiche e rende pressoché impossibile alle nostre imprese presentarsi in maniera competitiva sul mercato globale;

L’ormai pluriennale protrarsi della crisi economica globale ha iniziato a manifestare i propri effetti sull’economia reale, innestando una spirale recessiva che ha mortificato i consumi e bloccato l’intero sistema produttivo italiano, in una spirale di decrescita che solo misure strutturali di rilancio del sistema socio-economico saranno in grado di spezzare. Fra tali misure strutturali vi è certamente l’elaborazione a livello statale di una politica energetica lungimirante e coerente, che sappia affrancarci dalla dipendenza dall’Estero e portare al graduale superamento delle fonti fossili, esauribili, costose ed inquinanti.

Al contrario di quanto auspicabile, a partire dal 2010 il Governo Berlusconi diede risposte contraddittorie ed indecise rispetto alla politica energetIca, dapprima togliendo gli incentivi per le ristrutturazioni “energetiche”, poi ridefinendo al ribasso gli incentivi anche sugli investimenti già effettuati sul fotovoltaico, salvo poi ritornare sulla propria scelta a causa delle proteste, il tutto senza concertazione alcuna né riflessione di lungo periodo. Oggi, alla vigilia, del Quinto Conto Energia, e dopo le polemiche già suscitate nel dicembre scorso dalla previsioni del DL Liberalizzazioni, il Governo Monti sembra prospettare una repentina diminuzione degli incentivi sul fotovoltaico che rischierebbe di mettere in ginocchio uno dei pochi settori produttivi dell’imprenditoria italiana, che conta quasi 63.000 addetti;

A fronte di un costante e significativo sviluppo del settore - che nel 2011 ha visto l’installazione di circa 9,3 Gw in più del 2010 – e dell’abbassarsi dei costi delle componenti necessarie all’installazione del fotovoltaico, è senz’altro opportuno ridefinire l’incentivazione economica, che incide sulla collettività con costi aggiuntivi sulla bolletta elettrica. Tuttavia la riduzione degli incentivi va fatta con gradualità. Salvaguardando l’occupazione del settore, permettendo alle Regioni di portare avanti le programmazioni energetiche di emancipazione dalle fonti fossili e dalla dipendenza straniera, e soprattutto contestualizzandola entro l’elaborazione di un Piano Industriale nazionale che da troppo tempo l’Italia attende e che della politica energetica dovrà fare pilastro nell’elaborazione degli obiettivi strategici.

Con questa mozione il PD invita le amministrazioni comunali ad esprime al Governo la propria contrarietà a ridimensionare gli incentivi per il settore del fotovoltaico. A sottolineare con forza la necessità di porre al centro dell’Agenda del Paese la Questione Energetica e la connessa elaborazione di un Piano Energetico Industriale Nazionale






Questo è un articolo pubblicato il 03-05-2012 alle 15:31 sul giornale del 04 maggio 2012 - 634 letture

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