Coordinamento Acqua Pubblica Fabriano: 'Pensavamo che la lunga battaglia per la tutela di questo bene comune fosse vinta e conclusa'

2 si per l'acqua pubblica 2' di lettura 14/09/2012 - 'Fuori l’acqua dalla multiservizi, fuori i profitti dall’acqua', questo lo slogan del Coordinamento Acqua Pubblica Fabriano che lunedì 17 settembre presso il circolo ARCI 'Il Corto Maltese', via Verdi 7, promuove un incontro sul tema.

Dopo il referendum del 12 e 13 giugno, in cui la volontà popolare si è insindacabilmente espressa a favore di una gestione pubblica e partecipata del servizio idrico, pensavamo che la lunga battaglia per la tutela di questo bene comune fosse vinta e conclusa. A distanza di più di un anno tuttavia,il movimento nazionale si è visto costretto a riattivarsi e a mettere in moto una campagna di “obbedienza civile”: è necessario ribadire che la gestione del servizio idrico integrato deve essere sottratta al principio della libera concorrenza, e realizzata senza finalità lucrative. Il voto degli italiani è divenuto lettera morta e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito” è rimasta inapplicata. Poiché le istituzioni non si sono mosse per far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini a farlo.

La campagna di “obbedienza civile” consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”. Il Coordinamento per l’acqua pubblica di Fabriano è pronto a rimettersi in moto per l’attuazione diretta del referendum; tale gruppo di lavoro vuole coinvolgere i cittadini e le soggettività che già si stanno muovendo e hanno avviato una fase di dialogo con le istituzioni. E’ necessario ripartire con una campagna di sensibilizzazione e informazione,bisogna tornare in piazza preservando la trasversalità e l’universalità che hanno reso vincente il movimento per l’acqua. Ci proponiamo di attivare una forma diretta di democrazia dal basso, auto-organizzata, capace di esigere nuova gestione del servizio idrico,tramite un’azienda pubblica nella proprietà quanto nel diritto,partecipata che non persegua finalità lucrative.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2012 alle 15:30 sul giornale del 15 settembre 2012 - 585 letture

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