Centrali biogas, Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina: 'Spacca...scappa?'

gian mario spacca 4' di lettura 11/10/2012 - Continuano le discussioni riguardo le centrali biogas, in particolar modo dopo lo scorso venerdì 5 ottobre quando il presidente Spacca ha partecipato ad un incontro a Fabriano, 'Matching X le Marche', durante il quale la questione delle centrali biogas ha infiammato gli animi.

CVD. Come Volevasi Dimostrare. Il Consiglio Regionale, nella ultima seduta del 9 ottobre, ha trovato un altro motivo (che a dire il vero, ci suona più da scusa) per non discutere dell’invasione di centrali a biomasse/biogas nei nostri territori e della risoluzione di questa “scottante” questione che, vale la pena ricordarlo, è stata creata dagli atteggiamenti e dai provvedimenti della stessa Regione. La motivazione per non discutere del biogas? L’assenza del Presidente Spacca per impegni istituzionali. Una motivazione che riteniamo risibile, visto che lo scorso venerdì 5 ottobre, Spacca ha proclamato pubblicamente a Fabriano che i marchigiani le centrali se le devono tenere, rifuggendo già, di fatto, qualsiasi opportunità di confronto con i cittadini giustamente preoccupati per la loro Salute ed i loro Diritti.

Dopo una uscita pubblica in quei termini e con quei modi, viene da chiedersi: “quale contributo costruttivo per i cittadini avrebbe potuto dare la presenza di un Presidente così, al dibattito nel Parlamento Regionale della scorsa seduta?” Anzi, più che “costruttivo” dovremmo dire “fondamentale”, visto che senza di esso la Giunta ha sentito la necessità di chiedere il rinvio della pratica. In relazione ai palesi vizi di difformità costituzionali della LR. 3/2012, è ormai chiaro a tutti nel territorio regionale che il gioco di proporre l’adozione di ulteriori leggi o emendamenti sostanzialmente per ottenere “un’altra legge che annulli la legge non conforme alla legge” ha permesso la scappatoia politica per certi politici, e l’allungamento dei tempi, pericoloso ed inutile. Pericoloso perché ha concesso agli uffici lo spazio per finire di autorizzare anche le centrali con il procedimento in itinere. Inutile, perché, come evidenziato nei nostri pareri legali che abbiamo inviato in Regione il 24 settembre ed il 2 ottobre (quest’ultimo a firma dell’Avv. Ranieri Felici) e ribaditi pubblicamente nella manifestazione che abbiamo tenuto ad Ancona lo scorso 22 settembre, ci sono GIA’ le normative nazionali ecomunitarie, che rendono non solo opportuno ma addirittura DOVEROSO lo stop degli impianti.

Verrebbe, quindi, naturale chiedersi “di chi fa il gioco” proporre certe strategie tese a procrastinare in avanti lo stop di certi procedimenti, lasciando così, di fatto, ulteriore tempo ai funzionari per autorizzare tutto ciò che è rimasto da autorizzare per poi magari sentirli dire “ci dispiace, per i progetti già autorizzati non possiamo fare nulla”. A questo punto, se la Regione ed i nostri politici regionali continueranno a “nicchiare”, dimostrando ancora una volta di non essere capaci di seguire la via maestra di un provvedimento che blocchi TUTTI gli impianti autorizzati senza Valutazione di Impatto Ambientale e senza valutazione dei contesti sociali, ambientali e sanitari in cui vengono calati, li bloccheremo noi cittadini da soli, uno ad uno, come abbiamo già fatto in passato. E di questo chiederemo conto ai responsabili. Con queste finalità nelle prossime settimane organizzeremo un WORKSHOP con tutti i Comitati interessati, al termine del quale ognuno avrà le competenze per disinnescare ogni singolo procedimento ed aprire, ove occorre, per ognuno di essi, un’ oceano di contenziosi contro la Regione, in tutte le sedi competenti (non solo al TAR!).

A livello coordinato e regionale procederemo dapprima con una diffida/messa in mora per esigere il rispetto delle normative comunitarie violate, poi procederemo, se non si muoveranno, con le dovute azioni per arrivare alla richiesta dei danni nel momento in cui le violazioni saranno confermate. Non siamo infatti abituati a proporre “class action” farlocche e impercorribili come talvolta ci è capitato di vedere, ma azioni oggettivamente fattibili basate sulle normative e la giurisprudenza esistente. Dentro i procedimenti amministrativi e fuori, cioè nelle sedi giudiziarie. Nel frattempo, andiamo avanti con l’implementazione del pacchetto di azioni legali lanciato il 22 settembre, con il deposito della informativa esposto alla Corte dei Conti (già depositato dal CTSAV) e con la verifica dello status di società agricole per le aziende proponenti. Scappare di fatto dalle proprie responsabilità come abbiamo visto fare lo scorso 9 ottobre, mentre fuori dal Palazzo vanno avanti i lavori degli impianti sotto le nostre case e nei nostri territori, non è più tollerabile. E pensare che, lo stesso Spacca, non più tardi di una settimana fa', disse: “Dobbiamo recuperare credibilità”. Siamo sicuri che questo sia il modo giusto, Presidente ?!?


dal Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-10-2012 alle 15:02 sul giornale del 12 ottobre 2012 - 1240 letture

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