La FORM si esibisce in concerto al Teatro Gentile con le opere di Ravel e Stravinskij

Orchestra Filarmonica Marchigiana ph luigi angelucci 2' di lettura 01/03/2013 - Come ogni stagione, giunge l’appuntamento in cui sale sul podio il Direttore principale ed Artistico della Filarmonica Marchigiana, il M° Donato Renzetti. Ed ogni volta ci si trova di fronte a programmi di grande spessore esecutivoe storico-culturale.

Il 3 marzo, infatti saranno eseguiti il Concerto in Sol (1929-1931) di Maurice Revel, con la prestigiosa presenza al pianoforte di Roberto Cominati, e la Suite del balletto”L’uccello di fuoco”op.20 (1919) di Igor Stravinskij.

Il primo dei due brani sarà preceduto dall’asciutta quanto struggente “Pavane pour une enfante defunte”, composta originariamente per pianoforte nel 1989 e successivamente orchestrata dall’autore nel 1910. Se la Pavane denota un evidente moto di ispirazione nei confronti delle incipienti ispirazioni neoclassiche del suo insegnante Gabriel Faurè (autore dell’analoga e celeberrima Pavane), nel Concerto in Sol Ravel manifesta tutta la sua adesione ad un clima culturale, quello parigino a cavallo tra le due guerre, in cui un’ormai natura estetica neoclassica si apre al confronto con le musiche extraeuropee, in particolareil jazz americano. Coevo del più famoso Concerto per la mano sinistra, si differenzia da questo per una scrittura di fatto più equilibrata, non soltanto per l’evidente e normale distribuzione paritetica del materiale musicale fra le due mani, quanto piuttosto per un virtuosismo che, rispetto alla spazialità e profondità sonora di ascendenza tardoromantica, oppone invece una trasparenza quasi cameristica.

I tre movimenti, Allegramente, Adagio assai e Presto, scorrono con gaiezza e leggerezza attraverso ambientazioni espressive che offrono, come nel caso dell’Adagio, momenti di grande ispirazione.

L’Ouverture-Fantasia “Romeo e Giulietta” (1869) di Ciajkovskij, brano a programma ispirato evidentemente alla trama shakesperiana e suggerito dal fondatore del nazionalistico gruppo dei cinque Mily Balakirev, funge da mediatore fra la matrice originaria russa di Igor Stravinskiy e la sua identità acquisita parigino-cosmopolita.

L’Uccello di Fuoco, infatti, rappresenta emblematicamente questo passaggio in quanto, primo lavoro della trilogia dedicata al Ballet Russe del coreografo Serghey Diaghilev, combina magicamente la lezione armonico-colorista nazionalmente incarnata da Rimskij-Korsakov con i parametri stilistici ed estetici della musica parigina del primo decennio del secolo, con una particolare attenzione nei confronti di Debussy. La suite, realizzata dall’autore stesso ed estratta dall’intero impianto ballettistico, mostra le sezioni musicalmente più significative: in particolare spicca il feroce contrasto che determina l’incastonatura dell’inquietante Danza Infernale del re Kastchei fra la leggiadra Ronda delle Principesse e la sognante Berceuse.






Questo è un articolo pubblicato il 01-03-2013 alle 16:55 sul giornale del 02 marzo 2013 - 662 letture

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