Anche i sindaci di Cerreto D'Esi e Fabriano scendono in piazza contro le RIR

2' di lettura 24/03/2013 - Le ‘Donne di Matelica’ contro le industrie insalubri RIR, insieme alle donne di Cerreto ed Esanatoglia hanno sfilato oggi pomeriggio, 23 marzo, per le vie del centro di Cerreto d'Esi. Il corteo partito con in testa il Sindaco David Alessandroni (in foto), presente con fascia tricolore e gonfalone si è portato fino alla piazza centrale del paese dove è stato lo stesso sindaco ad aprire gli interventi.

Il Sindaco di Cerreto ha chiarito di essere sceso in piazza non contro il Sindaco di Matelica, ma a favore del territorio, della salute dei nostri figli e dei nostri nipoti. Gli fa eco il Sindaco di Fabriano, Giancarlo Sagramola, il quale esordisce dicendo che non era opportuno intervenire, a Matelica, ad una manifestazione contro una delibera comunale, ma che è dovere di un Sindaco raccogliere la protesta per farne una proposta, se le cose non sono state fatte bene.

Precisa, inoltre, Sagramola che in tanti anni di esperienza mai gli era capitato di vedere adottare una variante che consente l'insediamento di industrie insalubri, di seconda classe, a rischio di incidente rilevante, solo su alcuni lotti comunali. Come Sindaco ha criticato fortemente il metodo adottato per l'applicazione della variante, preannunciando ricorso alla prefettura di Ancona, che dovrà valutare il tutto di concerto con quella di Macerata, nonché alla Regione Marche.

Non è pensabile che si facciano delle scelte che avranno conseguenze per decine di chilometri, senza tener conto di cosa ne pensino le amministrazioni o i cittadini. Anche gli interventi tecnici hanno chiarito ulteriormente gli effetti su territorio, ambiente e salute della presenza di industrie insalubri a rischio di incidente rilevante. In particolare, l'Ing. Donati ha esortato a non cadere nella chimera dei posti di lavoro, perché, simili impianti non sono in grado di dare una risposta effettiva alla richiesta di occupazione, anzi, per loro caratteristica hanno sicuramente una valenza negativa in termini occupazionali, rispetto ad industrie che non rientrano in quella categoria e che caratterizzano il tessuto del manifatturiero marchigiano.






Questo è un articolo pubblicato il 24-03-2013 alle 20:54 sul giornale del 25 marzo 2013 - 937 letture

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