Tares, Polo 3.0: 'Gli amministratori insensibili alla situazione della città se ne devono andare'

3' di lettura 02/12/2013 - 'Il comune è l'ente più prossimo al cittadino e ha il compito di tutelarlo ma questa amministrazione è priva del concetto di comunità', così i due consiglieri del Polo 3.0, Solari e Peverini, che, in una conferenza stampa, hanno detto la loro sull'applicazione della Tares presentando conti e confronti fra la vecchia Tarsu e la nuova tassa, ormai approvata in consiglio comunale.

"La nostra proposta di tornare alla Tarsu non è mai stata una proposta strumentale, c'era la possibilità e il tempo per farlo perchè crediamo che situazioni straordinarie, come le difficoltà che sta attraversando la nostra città, vadano affrontate con strumenti straordinari".

Decisi i due consiglieri di minoranza che in una conferenza stampa hanno tenuto a illustrare tutto l'iter della questione Tares, discussa in ben tre consigli comunali, per il comune di Fabriano. Gli scontri in aula erano iniziati a luglio quando il consigliere Peverini aveva presentato un emendamento al regolamento il cui fulcro era la modifica del coefficente della tassa per riuscire ad innalzare la cifra da pagare per gli istituti di credito in modo da provare a pesare meno sulle categorie merceologiche. L'emendamento era stato votato dalla minoranza e da 6 consiglieri della maggioranza e così discussione e votazione relative alla Tares erano slittate alla seduta successiva, quando poi venne approvata invece da una maggioranza tornata compatta. "L'assessore Tini in quel caso delegittimò il consiglio comunale ripresentando un documento identico alla volta precedente e disattendendo l'emendamento già approvato" ricorda il consigliere Solari.

Quello che vuole sottolineare il Polo 3.0 è che con lo spostamento del termine dell'approvazione del bilancio di previsione al 30 novembre "ci sarebbe stato il tempo per fare un passo indietro e tornare alla Tarsu". La legge su cui poggia il ragionamento dei due consiglieri è la legge 124 del 28 ottobre 2013 che permetteva ai comuni che non avevano ancora approvato il bilancio 2013 di continuare ad applicare la Tarsu in vigore lo scorso anno mentre a tutti gli altri di restare con la Tares, eventualmente modificando le tariffe già deliberate.

A supporto di tutto ciò il Polo 3.0 mostra le cifre comparando l'applicazione per l'anno 2013 della Tares e della Tarsu.
Ecco alcuni esempi:

Utenze domestiche:

- l'utenza con 1 componente nucleo familiare con superficie abitativa di 100 mq avrebbe pagato una Tarsu di 96,67 euro invece che una Tares di 150 euro, con un risparmio del 35%.

- l'utenza con 3 componenti nucleo familiare con stessa superficie avrebbe pagato una Tarsu di 145 euro invece di una Tares di 234 euro con un risparmio del 40%.

Utenze non domestiche:

- un bar con una superficie di 50 mq avrebbe pagato una Tarsu di 282 euro invece che una Tares di 599 euro, con un risparmio del 200%.

- un ristorante con una superficie di 100 mq avrebbe pagato una Tarsu di 566 euro invece che una Tares di 1.626 euro, con un risparmio del 300%.

- una banca con una superficie di 200 mq avrebbe pagato una Tarsu di 1.198 euro invece che una Tares di 394 euro, con un aumento del 300%.

"Il Consiglio Comunale aperto convocato ufficialmente per sabato 7 dicembre è quindi ormai totalmente inutile e rappresenta l'ennesima incapacità di questa amministrazione" concludono i consiglieri del Polo 3.0.






Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2013 alle 22:56 sul giornale del 03 dicembre 2013 - 1981 letture

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