Secondo appuntamento per 'Il tratto d'Europa' con 'Cultura Creatività Lavoro'

 Il tratto d’Europa 2' di lettura 06/12/2013 - Sabato 7 dicembre al Museo della Carta e della Filigrana dalle 16:30 si terrà la presentazione del libro Il sogno che uccise mio padre con Luca Tarantelli e Leonello Tronti e la proiezione del documentario La forza delle idee di Luca Tarantelli e Monica Repetto.

La cultura e le industrie culturali rappresentano oramai un settore chiave nelle politiche di sviluppo nazionali ed europee (in Italia tale comparto produttivo, insieme a quello del turismo culturale, giunge a rappresentare il 15% del valore dell’economia nazionale e il 18% degli occupati totali, circa quattro milioni e mezzo di persone). Dopo ormai oltre quattro anni di crisi economica e occupazionale, dunque, parlare di cultura significa anche parlare di lavoro.

“I lavoratori debbono sapere che Ezio Tarantelli era con tutta la sua passione dalla loro parte”: con queste parole Antonio Lettieri concludeva il suo articolo sul Manifesto all’indomani della morte dell’economista Ezio Tarantelli, avvenuta per mano delle BR il 27 marzo 1985 all’interno della città universitaria della Sapienza di Roma. Tarantelli un bersaglio, un simbolo, per il suo profilo tecnico eppure vicino ai problemi reali del Paese in anni complicati; per la sua formazione internazionale e la fiducia nel valore del lavoro e nella lotta alla disoccupazione e all’inflazione, con un occhio alle esperienze europee di quegli anni; capace di vedere così lontano, che le sue idee possono ancora oggi, forse mai come oggi, essere prese a modello, com’è per il saggio Lo scudo dei disoccupati. Una proposta per il lavoro in Europa (Edizioni Lavoro, 2010). Ed è oggi Luca Tarantelli a raccontarci questa figura pubblica, il clima e il Paese di quegli anni, ma anche l’uomo, il marito, il padre – il proprio – , attraverso le pagine del libro Il sogno che uccise mio padre (Rizzoli, 2013) e dalle immagini del documentario – La forza delle idee – realizzato assieme alla regista Monica Repetto. Da dove quell’uomo emerge come l’ha descritto lo scrittore Ermanno Rea: “Esuberante, pieno di vitalità, caparbio, ricco di impulsi umanistici”. un uomo che a proprio motto aveva eletto la frase, oggi scolpita in via del Castro Laurenziano nel luogo dell’attentato, secondo la quale “l’utopia dei deboli è la paura dei forti”.

Evento a ingresso gratuito.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2013 alle 15:41 sul giornale del 07 dicembre 2013 - 725 letture

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