Area Vasta 2: è l'ora del confronto tra i sindacati e il direttore Ciccarelli

Giacomo Mancinelli, Alessandro Mancinelli e Stefano Tenenti 4' di lettura 11/12/2013 - Dopo aver proclamato lo stato di agitazione delle Rsu Area Vasta 2, in data 25 novembre, a seguito del comunicato con precise richieste da parte delle Rsu, ecco il momento tanto atteso dell’incontro tra le organizzazioni sindacali e il direttore Ciccarelli.

Giacomo Mancinelli della Cigl si è espresso in maniera molto forte, durante la conferenza stampa di sabato scorso; “Riteniamo la situazione dei lavoratori non più sostenibile, abbiamo aspettato che si verificassero quei presupposti per proseguire il dialogo sindacale ma non crediamo a questo punto possa proseguire. O almeno ci riserviamo di decidere dopo l’incontro dell’11 dicembre”.

Le richieste avanzate sono molto chiare e riguardano in primis quella di porre al vertice dell’Area Vasta 2 un nuovo direttore, che sia svincolato dalla direzione dell’Asur Marche. “Occorre rompere col passato, e vogliamo iniziare proprio dal cambio di vertice; vogliamo parlare finalmente delle liste d’attesa, ricordando le esperienze vincenti delle regioni Toscana e Lombardia; ma anche dello stop agli incarichi di consulenza esterna”, prosegue Mancinelli.

I sindacati presenti sabato nella sede della Cigl di via Colocci a Jesi, in preparazione dell’incontro dell'11 con il direttore Ciccarelli, hanno più volte ribadito che i tagli al budget in materia sanitaria sono stati raggiunti, anzi superati, perciò chiedere altri sacrifici non sarebbe più accettabile. I sindacati pongono l’attenzione sulla riorganizzazione delle reti cliniche, ritenendo impossibile conseguirla senza coinvolgere i professionisti e le oo.ss., così come era scritto nelle delibere firmate da Carmine Ruta. “Anche in questo importante argomento vi è una grave mancanza, e qui a non aver capito la gravità della situazione sono i sindaci, - sostiene Giacomo Mancinelli - perché si sono lasciati sfuggire tutto di mano, senza vigilare sui processi in atto, dalla riorganizzazione all’avanzamento dei privati. Questo processo di avanzamento va assolutamente fermato, soprattutto nei piccoli comuni come Filottrano e Montecarotto. Chiediamo che si fermi tutto, che si riveda la riorganizzazione con un nuovo direttore, responsabile e autonomo rispetto all’Asur. L’attuale gestione è ormai negativa e imbarazzante, perché la sanità deve essere costruita sulle persone da chi abbia a cuore le persone. Serve una inversione di tendenza”.

Alessandro Mancinelli, segretario generale Cisl FP Ancona, ha espresso le stesse perplessità sul proseguimento del dialogo sindacale con l’attuale direzione, e aggiunto: “Ci sono problematiche gravi che devono essere risolte per poter garantire i servizi: tra dicembre e gennaio 2014 scadranno 51 contratti di lavoro, dei quali 48 sono precari (1 in Asur centrale, 8 a Senigallia, 13 a Jesi, 8 a Fabriano e 18 ad Ancona). Riteniamo che in assenza di proroga di questi lavoratori ci sarà un tracollo dei servizi, perché veniamo da una fase di enormi tagli del personale dal 2011. Altri tagli non saranno più sostenibili. Si sta attivando un percorso nazionale che tende a riconoscere delle proroghe mentre inspiegabilmente nelle Marche accade l’esatto contrario: sono rimasti a casa parecchi precari un anno fa e non vogliamo trovarci come allora. Chiediamo il nostro coinvolgimento nella definizione dei rapporti di lavoro, perché non deve più accadere che alcuni precari perdono il posto di lavoro mentre l’Asur decide con determina l’erogazione di un cospicuo premio di produttività ad un direttore amministrativo (pari ad oltre 30 mila euro). Mandiamo a casa la gente ma consentiamo queste cose? Tutta la situazione è stata mal gestita dall’inizio, con errori strategici e spreco di soldi pubblici, non c’è mai stata chiarezza su quali funzioni verranno accentrate. Non dimentichiamo che senza mantenere dei presidi sui territori e con un’Area Vasta come la nostra, che conta oltre 4mila lavoratori, sarà impossibile gestire la situazione da Fabriano”.

Stefano Tenenti, della FP Cgil provinciale, ha infine anticipato che si sta preparando un presidio per dare una risposta forte alla regione, come hanno fatto anche i medici in questi ultimi giorni. “L’incontro dell’11 verte sui contratti di lavoro e sulle proroghe, nonché sull’applicazione della Legge Balduzzi per gli operatori assistenziali, superando il limite delle proroghe. I risparmi sono stati conseguiti già dal 2011 ben oltre la soglia che si cercava, perciò non ci sono più motivi di tirare il cappio intorno al collo dei lavoratori dell’Area Vasta 2 e dei precari”.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 11-12-2013 alle 01:45 sul giornale del 12 dicembre 2013 - 721 letture

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