La questione Giano arriva in Parlamento

6' di lettura 14/12/2013 - 'Dopo i tragici eventi legati all’alluvione in Sardegna delle scorse settimane, torna in primo piano il progetto di ritombatura del Fiume Giano a Fabriano', così il Comitato 'Alla scoperta del Giano'. Di seguito gli interventi alla Camera e in Senato delle parlamentari fabrianesi Terzoni e Fucksia.

SERENELLA FUCKSIA , Senato della Repubblica, seduta del 3/12/2013:

I crimini contro l’ambiente sono crimini contro l’umanità. Per un duplice nesso: l’offesa alle meraviglie del creato e le vittime che i disastri ambientali generati dall’uomo producono. E’ ciò a cui abbiamo assistito ancora in questi giorni in Sardegna, in Calabria, Abruzzo e in misura meno tragica in altre Regioni tra cui le Marche, come macabra reiterazione di fatti ed errori, che ogni volta a danno avvenuto, con malcelata ipocrisia dichiariamo di non voler più né vedere, né ripetere.

Ma gli interventi efficaci, i correttivi, gli investimenti relativi sfumano e si ha l’impressione che per qualche Amministratore, il mandato, anche se ben intenzionato in partenza, si esaurisca in un’applicazione pedissequa e inconsapevole di tecnicismi e vincoli astratti non funzionali ad una più lungimirante e opportuna visione capace di rispondente alle reali necessità presenti e future della cittadinanza. Queste amare storie vengono vissute con lo spirito di Eduardo “Addà passà ‘a nuttata!”.
Nella mia Città, Fabriano, assistiamo a qualcosa che ha dell’incredibile.

Offesa profondamente dal terremoto del ’97 ed ancor più oggi da un terribile e rapido fenomeno di deindustrializzazione con pesantissime conseguenze occupazionali, economiche e sociali, Fabriano ha ricevuto in virtù della legge 61 del ‘98 un contributo finanziario che offre la giusta occasione per interrompere una vergogna che si protrae da più di 50 anni: l’utilizzo delGiano, il fiume che attraversa il Centro Storico Medioevale della Città, simbolo araldico e identitario della cultura delle Arti che ne ha caratterizzato la sua storia eccelsa, attorno e grazie al quale la città è sorta e cresciuta, usato vergognosamente come fogna e ricoperto da un manto del peggior calcestruzzo!

Ora c’è finalmente la possibilità di liberarlo, bonificarlo con la realizzazione di un collettore fognario che potrà restituire le acque alla loro primitiva salubrità. Ma ecco che il sonno della ragione si erge a direttorio e la mano di “Attila de noaltri” (o forse per farmi capire meglio dai miei coincittadini, dovrei dire l’ingegnosa “coda di topo” compulsivamente addestrata a fantasiose e cementizie diavolerie) si innalza contro quella che sarebbe dovuta essere una logica e sana pacificazione con la Natura! Si escogita un “teorema” tutto particolare secondo cui per proteggere le case e le persone che vivono a ridosso del fiume sarebbe necessario ritombare nuovamente il fiume liberato e sul nuovo manto di copertura realizzare un altrettanto fantastico parking per 50 auto.

Poco importa se le città più virtuose suggeriscono di liberare i centri storici dal traffico veicolare e dalle loro emissioni inquinanti o se continuando così a Fabriano la macchina diventerà un lusso non accessibile a tutti o se tanti cittadini ed associazioni ambientali e culturali si sono entusiasticamente impegnati a raccogliere firme per impedirne la ritombatura. Non influisce nemmeno la consapevolezza, ormai universalmente acquisita, sul ruolo determinante e aggravante tipico delle coperture e delle cementificazioni degli argini dei fiumi nello scatenare tante tragedie da cui dovremmo ricavare un senno almeno a posteriori o la maggiore difficoltà di manutenzione ordinaria che ne segue, fondamentale per la sicurezza fluviale! Non sono state prese in considerazione nemmeno le ragionevoli ed elevate proposte alternative avanzate dalle migliori competenze del settore. Inoltre questa è solo una parte dell’insipienza seminata a piene mani su questo caso.

Come ci ricorda A. Einstein “La prima necessità dell’uomo è il superfluo” e questa non ci viene a mancare!
Perché il fiume ospita, lungo il suo corso, alcuni ponti di epoca medioevale di cui uno, il Ponte dell’Aera, di straordinario valore storico e monumentale,attribuito da valenti storici dell’arte all’ingegno di Bernardo Rossellino, architetto del XV sec., già allievo di Leon Battista Alberti, autore del progetto urbanistico di Pienza come modello di Città Ideale del Rinascimento.
Ebbene non solo, secondo lo scellerato progetto dell’Ufficio Tecnico del Comune di Fabriano, questo Ponte vedrà la luce per alcuni giorni, per poi essere definitivamente sepolto sotto il peso di svariate tonnellate di calcestruzzo, ma assieme agli altri ponti meno famosi e prestigiosi subirà l’onta del sacrilegio.

Sì perché, in ossequio ai dispositivi tecnici della legge 61/98, ma in disprezzo totale del valore storico e architettonico delle opere, questi ponti saranno violati come mai è stato fatto nel corso dei 700 anni della loro gloriosa storia. Subiranno la mutilazione delle loro armoniche arcate inferiori, che saranno ricoperte da futuristiche fibre di carbonio affogate in una colata straordinaria di malta cementizia. Non si sa con quale risultato pratico, ma dai calcoli matematici la 61 è accontentata! Peccato il danno all’arte, alla storia, alla città! La Città e gli esperti interpellati hanno dato soluzioni ed espresso volontà, ma la pseudo-ragion di stato di “non perdere il finanziamento” ed il timore di avere contenziosi con le Ditte appaltanti, ha prevalso finora sul buon senso.

Ironia della sorte nel 2011, pochi mesi prima dell’approvazione di questo scellerato progetto, il Consiglio Comunale all’unanimità aveva approvato un documento strategico di indirizzo della politica urbanistica del territorio che recitava: “Uno degli elementi che caratterizza il capoluogo è il corso del fiume Giano, attualmente in parte tombato. L’intero tratto che partendo dall’area delle vecchie cartiere, attraversa il centro storico, “collega” ospedale, polo sportivo per poi arrivare fino alle immediate vicinanze della zona di Santa Maria, costituisce una risorsa come asse connettivo della relazione di parti di città, nonché una “riserva di naturalità” in pieno centro urbano. Occorre rilanciare la strategia che restituisca centralità al sistema di volumi e spazi aperti che si sviluppano lungo il fiume, connettendo ad esso anche il cuore del centro storico: il sistema della città con nuove funzioni, abitative, ricettive, ristorative che vanno ad aumentare le occasioni di vivere il fiume; fiume da non usare più come retrocittà, garage o deposito ma come elemento che rivitalizzi il centro e recuperi il rapporto tra Fabriano e le sue risorse di paesaggio naturale circostante”. Beata coerenza!

Resoconto stenografico completo: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=728921

PATRIZIA TERZONI, Camera dei Deputati, audizione prefetto Gabrielli, capo dipartimento della Protezione Civile, del 27/11/2013:

“Vengo dalle Marche, che è stata colpita una settimana prima della Sardegna. La cosa non ci ha stupito più di tanto: ogni autunno succede la stessa identica cosa. C’è un problema di fondo che è la manutenzione ordinaria del territorio, in più, molti amministratori, come ha già ricordato Gabrielli, ancora non capiscono quello che sta succedendo. Ad esempio c’è un fiume che passa dentro la mia città, il fiume Giano, che è completamente coperto. Nel momento in cui una pianta o altro si blocca, come è successo una settimana fa in Sardegna, neanche ti rendi conto di quello che succede dentro. Vedo la pochezza di certi amministratori che non capiscono cosa c’è oltre la semplice gestione della città, ovvero l’urbanistica e la gestione del territorio”.

Intervento completo su: http://webtv.camera.it/evento/4345


da Comitato 'Alla scoperta del Giano'





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2013 alle 16:06 sul giornale del 16 dicembre 2013 - 793 letture

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