Tares, l’opposizione chiede le dimissioni del sindaco. In piazza protesta e raccolta firme.

4' di lettura 14/12/2013 - Cittadini riuniti in piazza a Fabriano per protestare contro il caro Tares. Tra striscioni e banchetti per la raccolta delle firme spunta anche una bara con scritto ‘Fabriano è morta’. Le forze consiliari di opposizione chiedono al Consiglio Comunale di esprimersi su due questioni: la rateizzazione del pagamento della Tares e le dimissioni del sindaco.

Nella mattinata di sabato 14 dicembre un gruppo di cittadini si è dato appuntamento nella piazza cittadina per manifestare contro il caro Tares e contro l’attuale amministrazione comunale. Insieme al gruppo ‘Sveglia fabrianesi’, questo il nome del movimento spontaneo di cittadini costituitosi su facebook, in piazza c’erano anche alcuni consiglieri comunali di opposizione che portavano avanti la raccolta delle firme, iniziata nei giorni scorsi, per chiedere le dimissioni del sindaco Sagramola.

Nel corso di una conferenza stampa le forze consiliari di opposizione comunicano di aver protocollato un ordine del giorno per chiedere al Consiglio Comunale di esprimersi su due questioni: la rateizzazione del pagamento della Tares e le dimissioni del Sindaco. Sembrerebbe però che il Consiglio Comunale di dicembre non si terrà. “La decisione unilaterale della maggioranza di non tenere il Consiglio Comunale di Dicembre è inaccettabile e le motivazioni addotte danno il peso dell’inconsistenza politica di questa Amministrazione e del Sindaco Sagramola in testa” così i consiglieri della minoranza, che continuano “Le ragioni per cui, secondo la maggioranza, non si può procedere alla convocazione dell’assise di dicembre sono di due ordini: la prima è che i partiti e il Sindaco temono le proteste dei cittadini per la questione Tares; la seconda è che alcuni partiti non sono in grado di garantire la presenza dei propri consiglieri nel mese di dicembre. Sono due motivazioni, a nostro avviso, risibili ma soprattutto estremamente dannose sia a livello di gestione democratica del civico consesso, sia a livello di tenuta sociale del territorio”.

Il consigliere Giovanna Leli: “Come opposizione abbiamo iniziato l’11 luglio a chiedere la rateizzazione della Tares ma l’amministrazione è stata un muro di gomma, sorda a tutte le istanze dei cittadini”.

Il consigliere Arcioni: “E’ passato un anno e mezzo e non abbiamo ancora visto un solo atto per tirare fuori questa città dalla crisi in cui si trova”.

Riguardo poi alla modalità di pagamento della Tares il sindaco Sagramola si è assunto la responsabilità di aver dato la possibilità ai cittadini di rateizzare la tassa: alla scadenza originaria della Tares, il 16 dicembre, si potrà decidere di pagare solo una delle due voci, quella che consiste nel 20%, che compongono la tariffa. L'altra parte, l'80%, si potrà pagare entro il 28 febbraio. Scrive così Sagramola sulla sua pagina facebook: “Ribadisco che la cosa giusta è pagare tutto entro il 16 dicembre. Chi proprio non ce la fa, paghi la sola quota comunale entro il 28 febbraio, la situazione è difficile. Mi si chiedeva di far votare al Consiglio cose che mettono a rischio i consiglieri, mentre io credo che sia giusto che il sindaco si assuma i rischi”, rispondendo alle polemiche riguardo le possibili more a cui si andrebbe incontro non pagando entro il 16 “se ho causato danno erariale per aiutare qualche cittadino in difficoltà nel pagare la Tares, ne sono orgoglioso e pagherò”.

Proprio su questo aspetto però il consigliere Arcioni esprime dei dubbi: “C’è stata solo una dichiarazione verbale fatta dal sindaco circa la responsabilità di questa dilazione del pagamento che, nonostante ciò che dice Sagramola, ricadrà probabilmente sui cittadini”.

Il consigliere Solari: “Sembra di essere alla Corrida: dilettanti allo sbaraglio. Nei giorni scorsi, sul sito Piazzalta, era stata pubblicata la comunicazione del sindaco sulla modalità di pagamento della Tares e la possibilità di rateizzazione dell’importo; poi il comunicato è sparito. Questo testimonia l’approssimazione di questa amministrazione; i cittadini sono confusi e non sanno cosa possono o non possono fare a riguardo”.

“C’è un clima difficile in città” concludono i consiglieri di opposizione “ne siamo consapevoli pienamente, ma crediamo e ribadiamo con forza che i problemi si devono affrontare e non rimandare. Per questi motivi vogliamo un Sindaco diverso che sappia affrontare con coraggio le problematiche pubbliche che di volta in volta si presentano ed anche le critiche politiche rivolte direttamente a lui e alla sua Amministrazione. Avere paura del confronto, anche aspro, significa rimanere immobili e continuare a far morire questa città”.








Questo è un articolo pubblicato il 14-12-2013 alle 18:05 sul giornale del 16 dicembre 2013 - 1422 letture

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