M5S: 'Lo striscione cala come un sipario sul de profundis Indesit'

Joselito Arcioni 3' di lettura 24/12/2013 - Mi fa piacere leggere dalla dichiarazione del Sindaco che la vertenza Indesit si é conclusa, ma purtroppo, per noi che siamo stati i primi in consiglio comunale ad attenzionare la comunità su questo problema, chiedendo in tempi non sospetti un consiglio comunale aperto, la questione non la riteniamo assolutamente risolta.

Vorremo tanto sbagliarci ma l'accordo firmato da sindacati "venduti" (solo la FIOM si é smarcata dal siparietto patetico della calata dello striscione), capaci solo di arrivare al capezzale del morto, é sostanzialmente una cambiale in bianco nei confronti dell'Azienda che ha ottenuto la delocalizzazione delle lavatrici prodotte a Teverola, dando in cambio alcune produzioni di scarso valore da allocare a Melano ed Albacina (fornetti ad incasso prodotti dalla Fagor in Spagna e forni di poco valore prodotti in Polonia).

Queste produzioni insieme a promesse di eventuali aumenti di volumi spinti dal mercato non consentiranno ai siti di Fabriano di sopravvivere nei prossimi anni e forse è proprio quello che vuole l'Azienda. I 1400 esuberi sono improvvisamente scomparsi dalla scena come una grande illusione di Houdini, ma sono rimasti tutti lì con l'impegno dell'Azienda a gestirli nell'arco di 5 anni utilizzando gli ammortizzatori sociali disponibili oggigiorno, ma senza un impegno formale da parte del governo; non sappiamo infatti cosa succederà in futuro e cosa cambierà nel welfare nostrano. I piani prodotti a Melano saranno trasferiti a Carinaro (circa 700.000 pezzi) insieme a quelli prodotti dalla Mencarelli (altri lavoratori licenziati).

L'Azienda si è impegnata a non promuovere unilateralmente fino al 2018 compreso la procedura di mobilità, però ha minacciato di licenziare i lavoratori di Refrontolo e Brembate che non accetteranno i trasferimenti a Comunanza (AP) ed ha fatto firmare l'accordo con la procedura di mobilità aperta; i lavoratori hanno votato l'accordo con questa pistola puntata alla tempia, senza avere in realtà altra soluzione e voglia di combattere per il loro futuro. Questo l'Azienda lo sapeva benissimo ed ha giocato benissimo la propria partita,sapendo che i lavoratori Marchigiani preferiscono un reddito sicuro invece che il lavoro. Voci incontrollate dicono che l'Azienda si stia preparando a lasciare l'Italia già alla fine del piano industriale presentato (2014-2016) e questo fa gioco alla famiglia Merloni che ha messo in vendita il pacchetto azionario di controllo, rassicurando l'eventuale compratore sulla scomparsa dei siti produttivi italiani dal panorama internazionale.

Allora caro Sindaco Sagramola, come dice lei, é sicuro che questa vertenza si é conclusa?

Il grande, lui si, imprenditore Adriano Olivetti scrisse:

"Ognuno può suonare senza timore la nostra campana. Essa ha voce soltanto per un mondo libero, materialmente più fascinoso e spiritualmente più elevato. Suona soltanto per la parte migliore di noi stessi, vibra ogni qualvolta é in gioco il diritto contro la violenza, il debole contro il potente, l'intelligenza contro la forza, il coraggio contro la rassegnazione, la povertà contro l'egoismo, la saggezza e la sapienza contro la fretta e l'improvvisazione, la verità contro l'errore, l'amore contro l'indifferenza".

BUON NATALE e che il 2014 porti un pò di pace e serenità alla nostra città.


da Joselito Arcioni
Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Fabriano





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-12-2013 alle 14:36 sul giornale del 27 dicembre 2013 - 1708 letture

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