Biogas, Terre Nostre Marche: 'Il solito disco rotto'

04/02/2014 - Un film già visto. Un disco rotto, che ripete imperterrito la stessa canzone, stonata, sbagliata. Dispiace vedere come il ceto politico che governa la nostra Regione non solo ha gravemente sbagliato, ma continua arrogantemente a perseverare. Non chiediamo tanto: almeno un po’ di fantasia e creatività politica nell’impostare un minimo di strategia. Invece niente: continuano a difendere l’indifendibile con i soliti modi, sbagliati e perdenti, che abbiamo già ben conosciuto, combattuto e respinto in questi anni (Sadam e Belcecchi docet). Se non fosse per il fatto che invadono la nostra terra con impianti impattanti e invasivi, sarebbero quasi noiosi, oltreché incapaci di portare avanti persino le peggiori assurdità (figuriamoci il 'bene comune').

Spacca, come Belcecchi ai suoi tempi, ha prima cercato di ignorare il Consiglio (non rispettando le due delibere di giugno e settembre 2012 in cui si richiedeva la sospensione degli iter autorizzativi delle centrali). Poi ha ignorato i sindaci, i cittadini, le loro istanze, le loro documentazioni, non ha tenuto conto delle loro memorie legali in cui era già tutto chiaro; poi ha costretto comitati e territorio a rivolgersi ai magistrati ed ai giudici per far valere i propri diritti; e quando dai tribunali (ordinari, costituzionali, amministrativi) con avvisi di garanzia o sentenze è stata sancita la infondatezza e la scelleratezza politica di quanto fatto… ha continuato imperterrito.

Così durante la seduta del Consiglio Regionale del 28 gennaio u.s., il Presidente si è ritrovato a “giocare in difesa” come raramente ci era capitato di vedere prima. Il Presidente che poco più di un anno fa con arroganza politica rispondeva ai cittadini “Voi le centrali ve le tenete” in Consiglio è corso a parar colpi, fino a fornire una fatidica “cartellina gialla” a tutti i consiglieri regionali.

Quando un Governo, per tentare di difendersi, attacca scompostamente e apertamente i cittadini che dovrebbe invece tutelare è praticamente alla frutta.

All’interno della cartellina, appunto, un raffazzonato dossier intitolato “La strategia del Terrore” con il quale cerca di screditare le legittime battaglie dei cittadini riportando notizie sparse qua e là su presunte imprecisioni apparse via web e attribuibili a soggetti vari che in questi mesi hanno preso posizione contraria alla scellerata scelta della Giunta Regionale di “spammare” il territorio marchigiano con centrali a biogas e biomasse.

Prendiamo atto che, con Terre Nostre Marche gli è andata male e che nella “cartellina gialla” non ha potuto inserire nessun nostro comunicato: purtroppo per lui, sarà dura trovare appigli per queste specie di "messe in scena" nelle nostre comunicazioni. Al contrario, probabilmente conviene ai paladini marchigiani del biogas stare ben attenti a non divulgarle troppo.

Perché infatti, Spacca non ha riportato all' attenzione dei Consiglieri Regionali il parere legale che come comitati abbiamo depositato in Regione il 24 settembre 2012, in cui avevamo delineato, con supporto di consolidata giurisprudenza, l’impercorribilità dell’iter scelto poi dalla Giunta ed avevamo quindi chiarito la doverosità di una sospensione degli iter in autotutela, proprio per non alzare la palla a possibili richieste di risarcimento danni (dai cittadini o forse anche dalle aziende)? Perché, nella sua opera di ricerca della “strategia del terrore”, non ha riportato il parere che abbiamo inviato come comitati nell’ ottobre 2012, firmato dal noto avvocato Ranieri Felici, sul superamento del legittimo affidamento e sulla percorribilità di una sospensione con efficacia retroattiva delle autorizzazioni, prevedendo già il quadro che appare irrisolvibile (se non con l’annullamento delle autorizzazioni) poi effettivamente delineatosi?

Perché Spacca non ha inserito nella cartellina gialla, l’ Istanza di Revoca della Autorizzazioni che Terre Nostre Marche promuove da alcuni mesi e che decine di cittadini gli hanno già pesantemente depositato sul tavolo, con la quale si delinea, sulla base di importante supporto giurisprudenziale, l’impercorribilità della VIA postuma e della sua proposta di legge “Pacco di Natale”, nonché la doverosità di un annullamento delle autorizzazioni?

Perché non ha riportato all' attenzione dei Consiglieri ed agli atti del Consiglio le memorie depositate dai comitati nei procedimenti e le note che sono state poi girate anche alla Magistratura (con le conseguenze che i cittadini, il Presidente e soprattutto alcuni suoi funzionari conoscono bene)?

L’ apoteosi della noia Spacca l’ ha toccata quando, per l’ennesima volta, ha sostanzialmente dichiarato che tutte le sue scelte (sbagliate) fatte finora sono state sempre supportate da pareri e staff legali. Se questo è vero, e se non fosse invece che lo staff dei tecnici è stato utilizzato per supportare in qualche modo delle scelte politiche (sbagliate) preordinate del Presidente e dei suoi, ci chiediamo se e quando la Regione si libererà di certi burocrati, visti gli “errori” che hanno commesso. In una qualsiasi azienda, uno staff legale o amministrativo che non funziona si cambia. E nella Regione Marche?

E mentre Spacca continua a "nascondersi dietro un dito", il Consiglio di Stato ha confermato le interpretazioni giurisprudenziali sull’ annullamento di autorizzazioni rilasciate senza VIA, sentenziando nuovamente in tal senso poche settimane fa, come evidenzieremo nei prossimi giorni alla Commissione Consiliare IV presieduta dal Presidente Giancarli.

Ci preme riportare l’attenzione dei cittadini sul nocciolo di tutta questa storia: non è una questione di energia, di fonti rinnovabili, ecc… di cui qualcuno, con le solite politicanti manovre di distrazione di massa, continua a parlare, magari comperandosi pagine intere di giornali. Ma è, in estrema sintesi, una questione di SOLDI (incentivi pubblici milionari) ed un problema di LEGALITA’ e RISPETTO DEI DIRITTI (a partire da quello alla tutela dell’Ambiente, della Salute, della proprietà, della partecipazione ai procedimenti e della informazione) .

Ai sensi delle normative vigenti, gli impianti in questione danno accesso a contributi pubblici di notevole entità erogati dal GSE -Gestore del Servizio Elettrico – ( a titolo esemplificativo, si evidenzia come un impianto a biogas di potenza 0,999 MW possa permettere l’accesso ad un incentivo pubblico denominato “Tariffa Onnicomprensiva” fino a oltre 30 milioni di euro per un contratto quindicennale). E’ pacifico che la regolarità dell’ accesso a tali contributi è legata all’ottenimento delle autorizzazioni (e quindi alla piena legittimità delle stesse) ed alla messa in esercizio degli impianti.

Ecco perché da agosto abbiamo inviato al GSE una istanza di revoca dei contributi agli impianti autorizzati sulla base di una normativa dichiarata illegittima, in violazione della Costituzione e della vigente Direttiva Europea. Oggi questa istanza è tanto più rafforzata, visto che sono intervenute diverse sentenze di annullamento delle autorizzazioni da parte del TAR, confermando la fondatezza di quanto in essa riportato.

Invitiamo quindi i cittadini a continuare a firmare le istanze di revoca delle autorizzazioni e dei contributi pubblici (tutto il materiale è scaricabile qui) che invieremo a Regione e GSE.

Agli Enti pubblici ed a tutte le forze parlamentari chiediamo di fare quanto di competenza, anche con azioni di sindacato ispettivo, affinché venga verificata la piena legittimità dell’assegnazione degli incentivi al GSE e venga anche dato corso, quindi, alla nostra istanza di revoca dei contributi pubblici, già sottoscritta dai cittadini e da alcuni parlamentari, nonché già inviata per conoscenza a Procura della Repubblica e Corte dei Conti.

Certi impianti non dovrebbero dirsi alimentati “a biomasse” ma “a soldi pubblici”; se vogliamo che vengano spenti, basta togliere questi!





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-02-2014 alle 16:10 sul giornale del 05 febbraio 2014 - 833 letture

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