Rapporto annuale 2013 Cna Ancona: la crisi rallenta la corsa, ma segnali positivi ancora deboli

3' di lettura 07/02/2014 - L'economia della Provincia di Ancona rifiata ma non è lontana dal risollevarsi del tutto. La sintesi emerge dall'indagine congiunturale di Cna Imprese relativa al 2013. Il campione di riferimento era composto da 294 aziende distribuite tra i vari settori manifatturieri.v

A presentare l'indagine nella sede provinciale di Ancona c'erano il neo direttore CNA Provincia Ancona Massimiliano Santini; Maurizio Paradisi, Vice Presidente CNA Provincia Ancona; Giovanni Dini, Direttore Centro Studi Sistema CNA Marche; Matteo Sticozzi, della QBS Costruzioni di Monte San Vito; Emanuela Pulcinelli, della maglieria EffePi di Senigallia; Serena Mercanti, della parrucchieria Serena Sas di Ancona. Presenti anche Marzio Sorrentino, responsabile divisione economica e sociale e Stefano Sargentoni, responsabile organizzazione e sviluppo.

Il 2013 per l'area vasta ha portato un alleggerimento della crisi: è cresciuta sia nel primo sia nel secondo semestre la quota delle imprese con attività in crescita (al 15% del totale a fine anno) mentre è calata soprattutto nel secondo semestre dell’anno (fino al 45,9%) la quota delle imprese con attività in diminuzione. I casi di difficoltà comunque sono ancora tre volte più numerosi di quelli di miglioramento.

Meglio la performance di manifatture e servizi. Male invece edilizia e impianti. Nel corso del 2013 tiene il il tessile abbigliamento e calzature, segmento dove le imprese che aumentano l’attività produttiva giungono a un quinto del totale. Anche nel legno-mobile le cose sembrano volgere al meglio grazie soprattutto alla minore quota di imprese in ulteriore difficoltà. Nella meccanica, invece, si registra in corso d’anno un peggioramento dovuto alla maggiore diffusione di casi di difficoltà (43,8%) e alla stagnazione (40,6%) dei casi di miglioramento.

L'estero continua ad essere àncora di salvezza per le imprese, anche se la sua componente di domanda, rispetto alle altre, è meno incisiva. "Il motivo - ricorda Dini del centro Studi Trend - è la crisi crescsente del mercato europeo e la stagnazione di quello extra-continentale".

Sempre critica la situazione finanziaria delle imprese che vede una quota do aziende costrette alla dilazione temporale dei pagamenti dai clienti rispetto a quella che riesce a ottenere più tempo dai fornitori. Poca liquidità quindi. Aggravata se possibile da un credit crunch che vede la provincia dorica collocata al 20esimo posto nella graduatoria della diminuzione (2011 su 2013) nell'ammontare totale del credito dalle banche.

Buon segnale dagli investimenti , in aumento nel 22% del campione, mentre è in difficoltà l'occuopazione che è in diminuzione nel 26% dei casi di aumento che però aumentano dal 6,7 al 7,8%.

Secondo il direttore Cna Massimiliano Dini "le imprese vogliono dare un segnale di ripresa ma hanno bisogno di meno tasse e burocrazia per ripartire". Opinione sostenuta anche dagli imprenditori intervenuti con Emanuela Pulcinelli della Effepi di Senigallia (settore moda) che lamenta "un costo del lavoro troppo alto". Fa suo questo assunto anche Matteo Sticozzi della QBS di Monte San Vito S(Edilizia) che pone l'accneto soprattuto "sul mancato credito e ritardi nei pagamenti". Vorrebbe infine "fare imprese in un ambiente economico più favorevole" Serena Mercanti della parrucchieria Serena Sas di Ancona.








Questo è un articolo pubblicato il 07-02-2014 alle 10:12 sul giornale del 08 febbraio 2014 - 881 letture

In questo articolo si parla di economia, osimo, vivere osimo, roberto rinaldi

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/X8S





logoEV