Cna provinciale in prima linea con gli artigiani Roma. Santini: 'Pazienza esaurita. Agire subito'

Cna Ancona 3' di lettura 20/02/2014 - “Ora basta! Lo abbiamo urlato in maniera forte e chiara ieri a Roma ed eravamo tanti, 60mila da tutta Italia, oltre 500 dalla nostra provincia e circa 1500 dalle Marche. Tanti nostri imprenditori che rinunciando spontaneamente ad una giornata di lavoro.

Per la prima volta insieme alle altre sigle sindacali della rappresentanza datoriale si sono dati appuntamento in Piazza del Popolo per denunciare unitariamente con passione, forza ed autorevolezza questa politica malata ed inadeguata.” Così si esprime Massimiliano Santini, direttore provinciale Cna Ancona, appena rientrato dalla trasferta romana.

Si aggiunge il presidente provinciale Cna Ancona, Marco Tiranti: Da martedì il nostro modus operandi sindacale ha cambiato pelle e passo. La pesante ed irreversibile crisi che ancora grava sulle migliaia di piccole e medie imprese ci impone di tenere un profilo sindacale più alto, serrato e determinato, inflessibile ed impietoso verso i nostri interlocutori istituzionali e politici. Essi debbono avere chiaro un semplice concetto: la propaganda elettorale pre voto deve avere riscontri reali con quanto mettono in pratica dopo l’esito elettorale.

Per essere estremamente chiari: basta con le promesse per strappare i voti, che facciano realmente ciò che dichiarano di voler fare, visto che amministrano larga parte delle risorse generate dal nostro mondo senza le quali il loro stesso ruolo sarebbe messo in discussione. Pertanto non si possono più permettere il lusso di mantenere privilegi, sprechi ed alimentare malversazioni sulle nostre spalle, disattendendo gli impegni presi e trascurando un mondo che da ieri non farà più sconti a nessuno e pretende dal prossimo governo Renzi risposte chiare ed in tempi brevi”.


"La manifestazione di martedì – aggiunge Santini - ha sancito ufficialmente l’insostenibile clima che si respira ogni giorno dentro le nostre aziende, le quali chiedono in sintesi il rispetto della loro dignità di imprenditori e un pizzico di responsabilità da chi ci governa. Esse ogni giorno debbono far fronte ad un sistema Paese che crea ostacoli anziché rimuoverli, che deprime gli investimenti e la fiducia anziché alimentarla. L’apparato dei burocrati e dei politicanti che ogni giorno fanno a gara per ritagliarsi spazi da prima pagina appaiono ormai come una moltitudine di cicale, incuranti delle milioni di piccole formichine che quotidianamente alimentano la loro crescente voracità.

Tra le tante cose che pretenderemo entro il 2014 dal nascituro governo Renzi, ve ne sono due a nostro avviso urgenti ed improrogabili, che preludono ad un 2015 che ci vedrà ulteriormente soffocati dal “fiscal compact”, da rinegoziare perché imposto dall’Europa su presupposti insostenibili. Innanzitutto destinare i circa 25 miliardi stimati dal recupero delle spese pubbliche improduttive interamente nell’abbattimento del cuneo fiscale per sbloccare gli investimenti ed alimentare i consumi interni da un lato e tagliare del 25% il costo della burocrazia dall’altro, intervenendo in ogni sua manifestazione, con un impatto economico pari ad un 2% di Pil. Se non otterremo risposte soddisfacenti in tal senso, siamo pronti ad andare avanti facendoci sentire in maniera ancora più forte, mettendo in chiaro qual è il nostro contributo economico e fiscale alla ricchezza del Paese”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2014 alle 11:31 sul giornale del 21 febbraio 2014 - 693 letture

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