La Bohème di Puccini con la regia di Zeffirelli l’8 aprile in diretta al "Movieland" dal MET di NY

La Bohme di Franco Zeffirelli 4' di lettura 01/04/2014 - Il toccante racconto di Puccini sull’amore giovane e spensierato è il più rappresentato al MET. La storica produzione di Franco Zeffirelli ha come protagonisti Anita Harting, che debutta al MET nei panni della gracile Mimì, e il tenore Vittorio Grigolo che interpreta il suo appassionato amante, Rodolfo. E potremo vedere La Bohème di Puccini con la regia di Zeffirelli nei cinema delle Marche l’8 Aprile alle ore 19.30 in diretta dal Metropolitan Opera di NY.

Zeffirelli ha dedicato tutta la sua vita all’arte. Creatore di opere caratterizzate da una forte valenza estetica, Franco Zeffirelli (all'anagrafe Gianfranco Corsi Zeffirelli) nasce a Firenze il 12 Febbraio del 1923. Esordisce come scenografo teatrale per Luchino Visconti e tra gli anni '40 e '50 diventa assistente di affermati registi quali Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e lo stesso Luchino Visconti. La sua attività ha spaziato in vari campi, dal teatro al cinema alla televisione e in ognuno di essi ha sempre riscosso grande successo.

Dopo il debutto cinematografico avvenuto nel 1957 con "Camping", si è subito distinto per i sontuosi adattamenti dei testi shakespeariani da "La bisbetica domata" ("The Taming of the Shrew") del 1967 con Elizabeth Taylor e Richard Burton a "Romeo e Giulietta" ("Romeo and Juliet") dell'anno seguente, con Leonard Whiting e Olivia Hussey che negli anni '70 sarà la Maria sposa di Giuseppe nel kolossal "Gesù di Nazareth". Nel 1972, Franco Zeffirelli dirige "Fratello Sole, sorella Luna" ("Brother Sun, Sister Moon") sulla vita di San Francesco d'Assisi e subito dopo diventa letteralmente la vera forza creativa capace di condurre in porto l'impresa di "Gesù di Nazareth", co-prodotto dalla RAI italiana e dalla britannica ITC International Television Corporation di Sir Lew Grade e trasmessa nel 1977. Il 23 aprile dello stesso anno gli viene conferita l'onoreficenza di Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana su iniziativa del Presidente della Repubblica.

Nel periodo seguente, a parte il toccante "Il Campione" ("The Champ") del 1979 con Jon Voight e Faye Dunaway e "Amore senza fine" ("Endless Love") del 1981 con Brooke Shields e Martin Hewitt, Franco Zeffirelli ha iniziato a dedicarsi ai film tratti da celeberrime opere quali "Pagliacci" del 1982, "Cavalleria rusticana", sempre del 1982 e "Otello" del 1986. Nel 1988 realizza "Il giovane Toscanini" con C. Thomas Howell ed Elizabeth Taylor e nel 1990 "Amleto" ("Hamlet") con Mel Gibson e Glenn Close. Nel 1992 torna all'opera con "Don Carlo", interpretato da Luciano Pavarotti, e quindi firma le regie di "Storia di una capinera" ("Sparrow") del 1993, "Jane Eyre" del 1996, "Un tè con Mussolini" del 1999 ("Tea with Mussolini") e "Callas Forever" del 2002.

Del 2009 è il documentario "Omaggio a Roma". Il film, realizzato con la collaborazione del comune di Roma e del ministero per il turismo e presentato come evento speciale al festival del film di Roma, è interpretato dal tenore Andrea Bocelli e l'attrice Monica Bellucci, che rivivono la magia della città sospesa tra passato e futuro attraverso le immagini del grande regista che sceglie l'acqua come filo conduttore dell'opera.

La firma di Zeffirelli, una delle più grandi eccellenze italiane nel mondo, ha permesso al documentario una fama mondiale ancora prima della sua presentazione tanto che numerose ambasciate hanno comprato il prodotto ancora a scatola chiusa, cioè senza averne visto il contenuto. Il costo della produzione, realizzata interamente a Roma, è stato di circa 750 mila euro.

Il Maestro Franco Zeffirelli è stato celebrato in tutto il mondo, ricevuto da capi di Stato e onorato con innumerevoli premi e riconoscimenti che lo hanno reso, a parte il prestigio personale, uno degli italiani che maggiormente hanno portato lustro all'immagine del nostro paese sia in campo culturale che cinematografico. Franco Zeffirelli è l'unico italiano a poter vantare il titolo di "Sir", conferitogli nel 2004 dalla regina Elisabetta II per l'eccezionale contributo alla diffusione del teatro inglese nel mondo e per i meriti avuti nel rappresentare in maniera così raffinata e fedele l'opera di William Shakespeare.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-04-2014 alle 17:56 sul giornale del 02 aprile 2014 - 685 letture

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