Italia Nostra: cosa accade nelle cave della Gola della Rossa?

06/05/2014 - Secondo diverse testimonianze, che si basano su rilievi de visu e fotografici, sarebbe in corso un ulteriore ampliamento delle aree di escavazione alla cava della Gola della Rossa. In particolare è stato segnalato un ampliamento nella parte più alta della stessa con invasione dell’ area del parco della Gola della Rossa, al cui interno essa si trova.

Sulla Gola della Rossa insiste un vincolo paesaggistico in base alla L.1497/39 ed al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, un vincolo regionale come area floristica protetta ed un vincolo idrogeologico, nonché due vincoli europei come aree SIC e come Zona di Protezione Speciale. Tutto attorno al limite delle escavazioni si estende il territorio protetto del Parco della Gola della Rossa e della Gola di Frasassi Dopo le prime contestazioni degli anni ‘80 e l’apposizione dei vincoli paesaggistici nel 1985, la prosecuzione delle attività fu autorizzata nel 1990 dalla Regione Marche solo come progetto di “recupero ambientale”.

Nel 2007 è stato approvato un progetto di trasferimento dell’attività da “cielo aperto” in galleria (come previsto dal Piano Provinciale delle Attività Estrattive), a cui non si è dato ancora seguito dopo ben 8 anni! Nel 2009 sono state attivate due sanzioni amministrative per l’escavazione non autorizzata di mc. 67.332 con una multa di € 2 milioni e 215.222,80 per la cava Gola della Rossa e di mc.10.088 con una multa di € 331.895,20 per la cava della FATMA. In base alla Legge regionale 1 Dicembre 1997, n. 71 “Il calcare massiccio con purezza superiore al 98 per cento, quale quello della Gola della Rossa dovrebbe essere utilizzato esclusivamente per segmenti di mercato ad elevato valore aggiunto, quali industrie chimiche ed affini” ma anche su questo aspetto vi sono critiche sulla autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Ancona all’utilizzo anche per segmenti di mercato senza alcun valore aggiunto (es. produzioni di conglomerati cementizi e conglomerati bituminosi etc).

Inoltre la persistenza dell’attività a cielo aperto pone seri dubbi sulla volontà delle aziende interessate di voler effettivamente proseguire l’attività in galleria. Esistendo quindi, a nostro parere, tutte le motivazioni e più di un precedente, Italia Nostra Marche ha richiesto ai numerosi Enti deputati alla sorveglianza di attivarsi con tutta la sollecitudine del caso per accertare la reale situazione. In tal senso è stata rigirata apposita segnalazione alla Provincia di Ancona, al Corpo Forestale dello Stato, al Presidente dell’Ente Parco Gola della Rossa, al Sindaco di Serra San Quirico, alla Regione Marche perché provvedano con urgenza a verificare la situazione e la presenza dei denunciati sconfinamenti.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2014 alle 17:42 sul giornale del 07 maggio 2014 - 1122 letture

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