La mostra 'Da Giotto a Gentile' si è conclusa con uno straordinario successo

9' di lettura 19/01/2015 - Ancora con numeri straordinari e la fila quasi continua in biglietteria delle quasi 1900 persone arrivate in extremis l’ultimo giorno – si è conclusa ieri notte, domenica 18 gennaio, a Fabriano la grande mostra 'Da Giotto a Gentile'. Ma, c’è da scommetterlo, rimarranno accesi per lungo tempo i riflettori sull’esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, con il sostegno della Fondazione Veneto Banca e del Comune di Fabriano, in collaborazione con la Regione Marche e altri soggetti del territorio.

Una mostra dei record con le oltre 75.000 presenze. Un successo che ha permesso alla città di Fabriano e al suo territorio di tornare fortemente alla ribalta sotto il profilo artistico e culturale.
La mostra, che si è aperta al pubblico lo scorso 26 luglio, è stata prorogata eccezionalmente al 18 gennaio proprio per lo straordinario e continuo afflusso di visitatori provenienti da tutta Italia. Oltre 100 le opere esposte presso la Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli”, ma non solo. L’itinerario prevedeva infatti anche la Chiesa di Sant’Agostino con le Cappelle Giottesche, la Chiesa di San Domenico con la Cappella di Sant’Orsola e Sala Capitolare la Cattedrale di San Venanzio, Cappelle di San Lorenzo e della Santa Croce. . Il catalogo, edito da Mandragora, è stato curato da Vittorio Sgarbi insieme a Giampiero Donnini e Stefano Papetti responsabile anche dell'allestimento con Liana Lippi, direttore e coordinatore dell'evento. Circa 6500 le copie vendute.

Come sottolineato più volte dal curatore Vittorio Sgarbi, la grande mostra ha cambiato definitivamente l'approccio e la percezione della storia dell'arte tra Due e Trecento segnando una nuova pagina, inedita nella storia dell’arte italiana.
“Da Giotto a Gentile una mostra che è come un libro di scuola. La differenza è che in nessun manuale d’arte viene indicata la peculiarità e la specificità della scuola di Fabriano – ha sottolineato Vittorio Sgarbi - con questa esposizione, attraverso il Maestro di Sant’Emiliano, il Maestro di Campodonico, il Maestro dell’Adorazione dei Magi fino al più conosciuto Gentile da Fabriano, la scuola di Fabriano acquista una sua dignità sin dagli inizi del Trecento. La Mostra rimarrà dunque un passaggio fondamentale della storiografia.”

Grandissima la soddisfazione da parte della Fondazione Carifac per il risultato raggiunto, come dichiarato dal suo Presidente Guido Papiri: “La mostra è stata decisa dalla Fondazione Carifac per celebrare i 150 anni di storia di questa città e per dare impulso al territorio, favorendone la sua conoscenza e creando così un circuito virtuoso di turismo dell'arte che portato in città tante migliaia di visitatori (siamo arrivati a oltre 70.000 presenze) con i conseguenti benefici effetti per tutte le attività del territorio (ristoranti, bar, negozi, alberghi). Il successo della mostra è dato dall’essere stata curata e allestita con rigore tecnico e scientifico, grazie specialmente all’operato di Sgarbi, Papetti, Lippi e Donnini. Il risultato, in proporzione alle risorse impegnate, è da ritenersi davvero eccezionale. La gestione dell'esposizione ha fatto conoscere una realtà di giovani preparati che sono stati l'anima della mostra. L'ottimo risultato deve indurre le istituzioni locali ad una riflessione concreta per l'attivazione di una serie di azioni per fare sì che non si disperdano gli effetti positivi”.

La mostra “da Giotto a Gentile” non è stata dunque solo volano per la cultura ed il turismo, ma ha dato un nuovo impulso all’economia della Città. A sostenerlo anche il Sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola: “La mostra ha restituito fiducia alla capacità di saper fare che da sempre ha caratterizzato la nostra bella città di Fabriano. Visti i risultati raggiunti, dobbiamo continuare a ragionare in questa logica di sinergia e collaborazione, incentrando ulteriori interventi sul grande patrimonio artistico e culturale del nostro territorio”.
“L’exploit straordinario della mostra – dice il Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - è la conferma più concreta della qualità e dell’unicità di questo progetto. Un evento che ha segnato un sentiero nuovo di crescita per la comunità di Fabriano ed ha impreziosito l’offerta turistica e culturale delle Marche. Il successo di critica e di pubblico rafforza la strategia del governo regionale che ha individuato nella cultura legata al turismo e al paesaggio, un nuovo motore di sviluppo per il nostro territorio”.

Soddisfazione anche da parte del principale sponsor: “Il nostro Istituto – sottolinea l’avvocato Maurizio Benvenuto, Consigliere di Veneto Banca - ha creduto al progetto della Fondazione Carifac sin da subito: il suo successo ci rende orgogliosi ma non ci stupisce più di tanto. Le oltre 70mila presenze testimoniano una volta di più come la cultura, se di livello e gestita in maniera professionale, sia un grande volano di sviluppo economico e vivacità intellettuale”.
“Una scommessa vinta - commenta così Stefano Papetti, curatore del catalogo e dell’allestimento – Una scommessa vinta! Il Maestro di sant'Emiliano e il Maestro di Campodonico, ora finalmente conosciuti anche dal grande pubblico, possono essere utili a risollevare le sorti di un territorio che segna il passo sul versante manifatturiero, ma che può contare su un passato di eccellenze da promuovere”.

Ma veniamo ora più concretamente proprie alle valutazioni di chi ha beneficiato delle ricadute sul territorio e le attività economiche. Segnali positivi arrivano dalla Confcommercio Imprese per l’Italia, sezione di Fabriano: “L’incremento economico registrato dagli albergatori e ristoratori è senza dubbio alto - sottolinea il segretario Nello Baldoni – mentre per le attività del settore della somministrazione e accoglienza ad avere avuto un beneficio immediato sono stati gli esercizi ubicati in centro storico. Per quanto riguarda i negozi la ricaduta sarà sicuramente più lenta, ma dai commercianti arrivano segnali importanti, come la volontà di ritararsi sulle esigenze del turista”.

Da un’indagine su un campione rappresentativo realizzata dalla Fondazione Carifac risulta che il 49% ha dichiarato il proprio fatturato aumentato circa del 20%, mentre il 31% ha registrato un aumento del 10%, il 12% ha segnalato un aumento tra il 20% e il 30% mentre il 6% un incremento più del 50%. L’86% degli ospiti delle strutture ricettive è stato rappresentato da clienti di nazionalità italiana e il 14% da stranieri.

Dall’indagine relativa alla misurazione della Customer Satisfaction (sempre su un campione rappresentativo) emerge quanto segue: I visitatori provenienti dalle Marche hanno rappresentato circa il 34% del totale, il 17% dal Lazio, il 10% dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna, il 5% dall’ Umbria, dal Veneto, il 3% dal Piemonte, il 2% dalla Liguria, dal Friuli Venezia Giulia, il restante dal centro – sud Italia. Circa il 76% dei visitatori ha pernottato in città. Il 60% ha valutato la mostra con il giudizio “Ottimo”, il 25% Buono e il 15% “Eccellente”. Il servizio di accoglienza è stato valutato dal 37% “Ottimo”, dal 21 % “Buono”, “Eccellente” dal 18%. Molto partecipate anche le attività didattiche che hanno coinvolto le scuole di ogni ordine e grado: 8410 le presenze registrate, che rappresentano circa l'11% dei visitatori totali. Delle 8410 presenze l’8% proveniva dalla scuola dell’infanzia, il 21% dalla primaria, il 33% dalla secondaria di primo grado e il 38% dalla secondaria di secondo grado. Il 72% degli studenti provenivano dalla provincia di Ancona.

Audience diffusa quindi e trasversale. Tanto che non sono mancate nei mesi di apertura diverse personalità di spicco (provenienti dal mondo ecclesiastico, politico, culturale e artistico) che non hanno voluto lasciarsi sfuggire l’occasione di ammirare da vicino i capolavori esposti. Dai 13 Vescovi della Conferenza Episcopale Marchigiana, tra cui il neo eletto Cardinale l'Arcivescovo di Ancona - Osimo S.E. Mons. Edoardo Menichelli: “Una visita che si è rivelata soprattutto un grande momento di contemplazione e di riflessione” all’Assistente Ecclesiastico Generale dell' Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano S. Ecc. Mons. Claudio Giuliodori, Vescovo Emerito della Diocesi di Macerata: “Un' esposizione che dimostra come questa nostra storia, per le sua tradizione religiosa ed artistica, sia la culla delle espressioni più alte”.

Istituzioni ma anche qualche “VIP”. Tra questi lo chef per antonomasia, Gualtiero Marchesi, affascinato soprattutto dall’artista “rivelazione della mostra, il Maestro di Campodonico: “un 'opera di purezza essenzialità e raffinatezza”. L’eleganza dell’esposizione non è sfuggita nemmeno alla stilista Alberta Ferretti, in visita l’8 dicembre: “Non posso che fare i miei complimenti per questa mostra, per l’organizzazione e per la raffinatezza”

Last but not least, massiccio in questi mesi, l’apprezzamento manifestato dalla critica e dalla stampa nazionale, in particolare verso la “rivelazione della mostra”, il Maestro di Campodonico: “Sì che, al di là della parole e della scarsa notorietà presso il pubblico grosso , il Maestro di Campodonico brilla come l’astro più fulgido del tratto dell’arte che si estende da Giotto a Gentile da Fabriano” (Marco Bona Castellotti Il Sole 24 Ore), “Drammaticissimo, espressivo e diciam pure espressionisticissimo, Maestro di Campodonico: formidabile (Marco Vallora La Stampa); “Una mostra che entra nel vivo tessuto di una piccola patria italiana” (Antonio Paolucci Osservatorio Romano); “Giotto proponeva l’architettura del dramma, Gentile la ricchezza di una nuova scoperta del naturale. Questa ricca mostra conferma dunque la tesi di un significativo polo artistico fabrianese” (Arturo Carlo Quintavalle Corriere della Sera); “Una morbida, impeccabile, persino commovente passeggiata tra dipinti e sculture”(Renato Borsoni Corriere della Sera); “Fabriano, terra del magnifico Gentile che reinterpreta Giotto con forza drammatica. Fabriano, oro delle Marche.”(Massimo Di Forti 24 Agosto 2014 Il Messaggero e Mattino); La mostra è una ricognizione sull’arte in quest’area relativamente appartata (Claudio Strinati, la Repubblica).
Non resta che guardare avanti ora, e mentre si rincorrono le ipotesi sui temi di una nuova possibile grande inziativa nel 2016, il presidente della Fondazione Carifac Guido Papiri lascia intendere che al momento è allo studio una nuova iniziativa museale ipotizzabile per il 2016..








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-01-2015 alle 13:55 sul giornale del 20 gennaio 2015 - 682 letture

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