Cisl: 'Ritirare le Raccomandate, sempre più difficile in ufficio!'

3' di lettura 16/07/2016 - Capita che rientrando in casa si trovi l'avviso del portalettere che ha tentato di recapitarci una corrispondenza a firma, si insomma la raccomandata! e allora resta poco da fare per ritirarla è necessario recarsi nell'ufficio inesitate. A Fabriano sta diventando un problema visto che ripetutamente i cittadini, o clienti come l'azienda ama definirli da qualche anno, si trovano davanti ad una porta chiusa dove un cartello, quasi sicuramente fatto in casa, annuncia TORNO SUBITO.

"Siamo molto preoccupati perchè se questo è il cambiamento annunciato dalla più grande azienda si servizi che si sta collocando sul mercato allora meglio fermarsi e riflettere. Se invece ancora oggi qualche "furbetto" può permettersi di interrompere un servizio pubblico allora è ben più grave e vanno presi provvedimenti".

Un'altra estate calda per cittadini pensionati e lavoratori di Poste Italiane. "...in un clamoroso silenzio, senza alcun dibattito pubblico o politico, si sta per
compiere una operazione scellerata: la completa privatizzazione di Poste Italiane! Azienda che per decenni ha rappresentato la liquidità del Paese, e che
a breve potrebbe essere tolta completamente al controllo dell'azionista pubblico che per decenni ha potuto contare sui suoi ricavi".
Proveremo in ogni modo a fermare tale scempio.

"Unitariamente abbiamo cominciato una vertenza che porteremo avanti perchè le Poste sono un asset strategico
di questo Paese, un patrimonio di tutti noi. per questo abbiamo aperto un conflitto di lavoro e manifestato in piazza lo scorso 2 luglio, e proclamato uno sciopero
delle prestazioni straordinarie per il prossimo mese di agosto".

E' necessario sensibilizzare tutti per mantenere un servizio importante come quello postale, questo il nostro messaggio alla popolazione marchigiana:
Gentili Cittadini e Pensionati delle Marche; in un assordante silenzio, e con una preoccupante accelerazione, il Capo del Governo e l’Amministratore delegato di Poste Italiane Spa stanno completando un miope percorso di privatizzazione, anzi sarebbe più corretto dire di completo collocamento in borsa del Gruppo Poste.
Le manifestazioni che i sindacati di categoria stanno organizzando su tutto il territorio nazionale e quella che abbiamo programmato il 2 luglio ad Ancona, hanno lo scopo di informarvi su quanto sta accadendo, che riteniamo vada decisamente contrastato per le gravi motivazioni che tenteremo di spiegarvi.

Innanzitutto come rappresentanti dei lavoratori siamo preoccupati per lo smembramento della azienda e per le conseguenti ricadute sul piano occupazionale.
Sono a rischio almeno 20.000 posti di lavoro! altro che le 8.000 assunzioni narrate nel piano industriale.
Il progetto che stiamo tentando di fermare non ha motivazioni industriali. Consentirà solo ed esclusivamente a raccogliere denari, pochi per l’esattezza, a fare cassa per contrastare il crescente debito pubblico del paese.

Gli altri effetti che si produrranno, invece, saranno gravi ripercussioni sui servizi resi alla cittadinanza oltre che come abbiamo detto sulle famiglie dei dipendenti.
L’azienda Poste, sinora caratterizzata per la sua capacità di coniugare la vocazione al mercato ed il suo ruolo universale, a seguito della totale dismissione da parte dello Stato delle azioni di sua proprietà perderà, senza dubbio, la propria missione sociale. All’orizzonte si profila una “proprietà privata” avida di crescenti guadagni, controllata da Fondi Sovrani di paesi esteri, a cui poco importa del servizio pubblico, della trasparenza e della sicurezza del risparmio postale.
Tale proprietà punterà ad una sempre più marcata finanziarizzazione del Gruppo.
Vale a dire massimizzazione degli utili da distribuire agli investitori.

A tutti noi rimarranno invece:
- servizi di peggiore qualità;
- minore presenza nelle periferie;
- maggiori costi, complessità e rischio sui prodotti finanziari offerti al posto del tradizionale risparmio postale
Stiamo cercando di contrastare tutto questo
e vi chiediamo di sostenere le nostre iniziative per il bene di tutti.
Poste Italiane sono patrimonio del Paese: dei cittadini, dei pensionati e dei lavoratori.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2016 alle 16:04 sul giornale del 18 luglio 2016 - 1194 letture

In questo articolo si parla di attualità, cisl, fabriano

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