Gruppo Ghergo, sindacati: 'Trema la terra, trema il lavoro'. Incontro in Regione con il presidente del cda

Ghergo Matelica 2' di lettura 22/11/2016 - Il 28 novembre è previsto il prossimo incontro presso la Regione Marche con il presidente del cda del GRUPPO GHERGO, in merito al futuro di tutto il gruppo, che occupa 350 dipendenti tra Porto Recanati, Matelica e Sassoferrato, come stabilito nell’incontro tenutosi il 4 novembre.

Il 28 novembre, come garantito alla presenza dell’assessore al lavoro Loretta Bravi, dovrà essere presentato il PIANO INDUSTRIALE per tutto il gruppo, con il mantenimento degli accordi in essere e delle prospettive di investimento negli stabilimenti. Ma … che succede nel frattempo nei tre stabilimenti?

MATELICA
I lavoratori, per garantire la continuità lavorativa, stanno lavorando in condizioni climatiche proibitive, in attesa dei lavori necessari a seguito del crollo di una porzione del capannone a causa del sisma del 26 ottobre. L’azienda, a distanza di 20 giorni dal crollo, ancora non ha assegnato l’appalto per i lavori di ripristino del perimetro dei capannoni agibili e destinati alla produzione, al fine di rendere nuovamente sostenibili le condizioni di lavoro. Il sacrificio e l’attaccamento all’azienda dei lavoratori viene del tutto vanificato dalla recentissima scellerata decisione del nuovo cda di annullare l’ordine del nuovo impianto di verniciatura, fulcro del progetto di rilancio produttivo del sito di Matelica, frutto di lunghe trattative e della lotta dei lavoratori.

L’assemblea dei lavoratori riunitasi oggi ha deciso inoltre UN’ ORA DI SCIOPERO (ultima ora del turno odierno) come prima risposta alla disdetta dell’ordine.

SASSOFERRATO
Gli investimenti promessi per il sito di Sassoferrato saranno come quelli garantiti per Matelica? Legittimo dubitare, mentre solo il “saper fare” dei lavoratori consente di continuare la produzione, nonostante le tecnologie ormai obsolete.

PORTO RECANATI
Mentre i lavoratori attendono il fatidico piano industriale, che risponda a tutte le domande rimaste eluse, continua lo spreco dell’ammortizzatore sociale richiesto e non condiviso dalle OOSS, teso unicamente a confermare liste di prescrizione di lavoratori non graditi all’azienda. Cresce anche la preoccupazione rispetto a lavorazioni che potrebbero essere effettuate dai lavoratori dello stabilimento e che invece vengono sistematicamente, in costante aumento e senza reale efficacia esternalizzate a ditte esterne, con perdita di competenze e valore aggiunto in pieno contrasto con i dichiarati impegni di percorsi di formazione e riqualificazione dei dipendenti.

Non c’è alternativa al PIANO INDUSTRIALE. Il 28 novembre: RISPOSTE O LOTTA!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-11-2016 alle 15:47 sul giornale del 23 novembre 2016 - 642 letture

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