Sviluppo locale nell’Appennino Basso Pesarese ed Anconetano, al via la fase attuativa dell'Area Interna

Sviluppo locale nell’Appennino Basso Pesarese ed Anconetano, al via la fase attuativa 03/08/2017 - Le dimore della creatività nelle Alte Marche stanno prendendo forma. Dopo la firma dell’Accordo di programma quadro (APQ) tra l’Agenzia per la Coesione territoriale, la Regione Marche, l’Unione Montana del Catria e Nerone e i ministeri coinvolti, l’Appennino Basso Pesarese ed Anconetano entra nella fase attuativa la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI).

Il budget complessivo della Strategia d’area è pari a circa 12 milioni di euro, di cui 3,74 milioni di provenienza statale, a valere su quanto stanziato in legge di Stabilità: le prime risorse a disposizione del territorio verranno indirizzate alla riqualificazione funzionale degli immobili pubblici destinati ad ospitare gli “Asili dell’Appennino”, le dimore della creatività dei Comuni di Acqualagna, Apecchio, Cagli, Cantiano, Frontone, Serra Sant’Abbondio, Piobbico, Arcevia e Sassoferrato, a cavallo tra le due province di Pesaro e Urbino ed Ancona.

“Gli Asili -spiega Francesco Passetti, sindaco di Frontone (PU), presidente dell’Unione Montana del Catria e Nerone (Ente capofila) e referente per la SNAI- riprendono un modello che il nostro territorio ha sviluppato a Cagli negli anni Novanta, con le residenze teatrali che hanno portato numerosi artisti a scegliere la cittadina per allestire e mettere in scena i propri spettacoli, regalando al nostro territorio le prime assolute. Vogliamo declinare questa esperienza di residenza creativa anche negli ambiti della formazione, dell’accoglienza turistica, dell’educazione, della salute e del benessere” racconta Passetti, aggiungendo che con il nome di Asili “si vuol dare l’idea di uno spazio a disposizione per sviluppare la propria creatività.”

Gli immobili destinati ad ospitare gli Asili d’Appennino non sono ruderi, ma alcuni degli edifici monumentali più rappresentativi del territorio. Dal Castello Brancaleoni di Piobbico, con le sue 130 stanze, al castello della Porta di Frontone, al Palazzo Ubaldini di Apecchio, al convento di Sant’Agostino di Cantiano fino al Palazzo degli Scalzi di Sassoferrato. 
Il budget a disposizione per questi interventi è pari a circa 2 milioni di euro. “Mettiamo a disposizione i nostri gioielli -dice Passetti-: è una scelta coraggiosa, anche perché questo è solo il primo passo per avviare un processo di gestione integrata, per arrivare ad affidare la gestione degli spazi a un unico soggetto, individuato tramite una gara unica, e far sì che la programmazione e le attività proposte in questi edifici dialoghino in forma permanente.”

Attraverso gli Asili d’Appennino, l’area interna vuole creare un prodotto turistico originale ed unitario, capace di catalizzare l’attenzione dei visitatori per un periodo più lungo di una giornata, ma anche l’interesse di potenziali futuri abitanti, che potrebbero essere attratti da questi elementi di qualità culturale, soprattutto se supportati con il rafforzamento del sistema dei servizi ai cittadini, per il quale si prevedono interventi che riguardano in particolare la mobilità e la salute. Nei nove Comuni vivono poco meno di 40mila abitanti. Oltre un quarto sono anziani, che verranno seguiti con un sistema di tele-assistenza e assistiti in maniera più capillare con l’istituzione della figura dell’infermiere di comunità, già sperimentata in Liguria e in Piemonte in altre aree interne analoghe. “Dopo il ridimensionamento dei servizi erogati dalla struttura ospedaliera di Cagli, ma anche di quelle di Sassoferrato e Arcevia, i nostri cittadini vivono un senso di insicurezza e abbandono, anche per le lunghe distanze che spesso li separano dal primo pronto soccorso strutturato, che si trova ad Urbino o a Fabriano. Vogliamo che le nostre comunità si sentano più ‘sicure’ e ‘supportate'“dice Passetti.

Per il sindaco di Frontone, la Strategia Nazionale Aree Interne ha rappresentato “un elemento rivoluzionario da un punto di vista amministrativo, permettendo di far dialogare in modo costante i comuni.”. Ciò ha prodotto nel corso degli ultimi anni un coordinamento capace di funzionare anche in ambiti che non rientrano nella Strategia d’area, dalla condivisione di un percorso finalizzato all’istituzione di un Geoparco all’attivazione di un sistema di videosorveglianza integrata in tutti i Comuni, passando per la partecipazione congiunta, con l’Unione Montana come lead partner, ad un bando nell’ambito del progetto di cooperazione Italia-Croazia, con l’obiettivo di esaltare le nostre peculiarità turistiche in collaborazione con territori analoghi del nostro Paese e dell’altra sponda dell’Adriatico.

Un partenariato permanente, rafforzato dalla partecipazione alla definizione della Strategia d’area di oltre un centinaio di stakeholder del territorio, che hanno contribuito anche attraverso la redazione delle schede progetto, che individuano gli interventi oggetto di finanziamento. “Con la firma dei tre primi Accordi programma quadro, che oltre alle Marche hanno riguardato due aree interne della Lombardia, Valtellina e Valchiavenna, la SNAI è più ‘vera’, perché si entra nella fase attuativa -sottolinea Sabrina Lucatelli, cooordinatrice del Comitato Tecnico Aree Interne presso il Dipartimento politiche di coesione della presidenza del Consiglio dei ministri-. Detto ciò, per noi rappresenta un risultato importante anche il modello di lavoro, di cooperazione e condivisione tra gli enti favorito dalla Strategia, e in questo i 9 Comuni dell’Appennino Basso Pesarese e Anconetano hanno dimostrato che insieme, adeguatamente accompagnati da una Regione che su aree interne ha creduto, è possibile immaginare lo sviluppo locale seguendo tracciati che ogni singolo ente in autonomia non avrebbe saputo percorrere.”

Ne è ulteriore dimostrazione l’incontro dello scorso 13 luglio tra Filippo Mario Stirati, sindaco di Gubbio e referente per l’area interna del Nord-est dell’Umbria, e Francesco Passetti, con il secondo che ha fatto visita al primo su invito di Sabrina Lucatelli. Le due aree interne, infatti, sono gemelle e confinanti, appartengono a Regioni diverse ma hanno molto in comune: sono infatti attraversate dal tracciato della antica via Flaminia, ed interessate alla sua valorizzazione, anche in chiave turistica, oltre a condividere esigenze analoghe in campo sanitario. “Con Stirati -spiega Passetti- abbiamo discusso possibili forme di collaborazione in campo turistico, trasportistico e sanitario, e per questo solleciteremo le Regioni Marche ed Umbria a sottoscrivere accordi che permettano di erogare i servizi sulla base della prossimità territoriale e non dei confini regionali. Da alcune località dell’appennino pesarese, infatti, molti scelgono l’ospedale di Gubbio.”. Le aree interne possono riscrivere la geografia del Paese.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-08-2017 alle 00:00 sul giornale del 03 agosto 2017 - 241 letture

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