Cupramontana: Vinicio Capossela apre i grandi concerti della Sagra dell'Uva

25/09/2017 - Vinicio Capossela torna a Cupramontana per aprire i grandi concerti dell'ottantesima edizione della Sagra dell'Uva.

Il Combat folk di Vinicio Capossela fa tappa a Cupramontana venerdì 29 settembre 2017. Un binomio che viene riproposto ad appena quattro anni dall'ultima visita del cantautore nella capitale del verdicchio. Ma il personaggio è uno di quelli che meglio interpretano forse lo spirito della storica festa.

Le date denominate “Combat folk”, sono rivincite all’aperto in contesti molto popolari dedicati al folk e alla terra, che celebrano il disco “Canzoni della Cupa” dopo i due tour “Ombra” e “Polvere”. Fanno parte di “Atti unici e qualche rivincita”: non un tour, né uno spettacolo che si ripete, ma un esercizio di eclettismo.

«L’atto unico è come una piroetta, un prototipo - scrive Vinicio Capossela - Una barchetta di carta che si mette in acqua e poi si capisce se affonda quando non c’è più tempo per salvarla o per riprovarci. E’ una disciplina che educa a non mettere da parte nulla. Come il potlach, la distruzione rituale dei beni. Come i castelli di sabbia, edificare qualcosa che verrà immediatamente cancellato dalla prima mareggiata. Non si fa a tempo di capire cosa è davvero successo, che ecco, è già finito. Si riconosce dalla coda, ed è un pesce che si immerge veloce. Per darci il giusto di rimettersi di nuovo, subito a pescare».

Quella di Vinicio Capossela è infatti un’estate all’insegna dell’eclettismo nei luoghi più suggestivi d’Italia, dove mette in scena tutta la sua creatività in campo musicale: dai duetti, all’orchestra, ai brani corali fino alle rappresentazione più immaginifiche dell’Odissea dell’artista.

Diversamente dal luogo chiuso del teatro, dove si crea la sospensione dell’incredulità, i luoghi aperti rappresentano per Vinicio Capossela la nostra natura effimera e possono essere conquistati solo di volta in volta, con «il massimo sforzo per il massimo risultato». Si tratta quindi di esercizi per contrastare la ripetizione, dando seguito e rivincita a diverse passioni che proseguono ostinate negli anni.

Con “Atti unici e qualche rivincita” Vinicio Capossela pesca nel proprio passato, fa tesoro dei tanti anni di carriera e ne approfitta per organizzare nuovi incontri con vecchi compagni di viaggio o con avventurieri freschi d’incontro.

A proposito dei concerti “Combat folk” VINICIO CAPOSSELA afferma: «Si tratterà di concerti di “Combat folk”, in cui la musica, più che la scenografia o l’evocazione teatrale è protagonista. Una formazione a due trombe, con propulsione a tamburo e pompa di contrabbasso, schitarrante di ballate, violino e serenate, al grido di battaglia di “All’incontrè ‘R”, come il festival sponzante nelle terre che questa musica ha generato. Per rivoltare la polvere!».

VINICIO CAPOSSELA
Biografia

Cantautore, poeta, scrittore e fantasmagorico entertainer, VINICIO CAPOSSELA (Hannover, 1965) debutta nel 1990 sotto l'egida di Renzo Fantini (Paolo Conte, Francesco Guccini) con il disco “All'una e trentacinque circa”, che gli vale la Targa Tenco, premio che gli verrà attribuito altre tre volte negli anni successivi. Se sono i primi dischi "pre-biografici", come “Modì” (1992) e “Camera a sud” (1994), a confermarne il talento in Italia e all’estero – è del 1995 un prestigioso sold out al Theatre de la Ville di Parigi - con “Il ballo di San Vito” (1996) arriva il primo deragliamento musicale di Capossela: fanfare macedoni e la chitarra di Marc Ribot si fondono in una musica che vive di riferimenti e rimandi immaginifici e al tempo stesso più personali. Coliche di immaginazione le definisce lo stesso Capossela, che approfitta di un never ending tour di due anni circa per realizzare nel 1998 il suo primo album dal vivo, intitolato “Liveinvolvo” e realizzato con la complicità di Neat Veliov e della sua Kocani Orkestar. Importanti, in questo primo periodo della sua carriera, anche le incursioni nel mondo del teatro, dove lavora con la compagnia di Paolo Rossi a spettacoli come “Pop e rebelot” (1993) e “Milanin Milanon” (1994). Sempre con Paolo Rossi, Capossela fa il suo debutto televisivo nel programma “Scatafascio” (1997-1998), per il quale firma l’omonimo brano.

Dall’album “Canzoni a Manovella” (2000) in poi, Capossela rivolge la sua attenzione a temi più universali, spesso ispirati alla grande letteratura, da Melville a Céline, da Dante ad Omero, mentre la sua attività concertistica, tanto in Italia che all’estero, è sempre più tesa alla rappresentazione dell’opera in forma di spettacolo e a radicarsi al tempo stesso in una serie di eventi unici senza repliche. Non mancano poi nel curriculum di Capossela gli appuntamenti fissi, come i Concerti per le Feste che si svolgono puntualmente ogni anno dal 1998 al 2013 nei giorni di Natale al Fuori Orario di Taneto di Gattatico (Reggio Emilia). La passione per il progenitore ortodosso di Santa Klaus, vale a dire Santo Nicola, e la favola del Natale vede inoltre Capossela, nell’arco di un decennio, realizzare ben tre radioracconti a tema natalizio: “Canto di Natale” (2001), “I cerini di Santo Nicola” (2008) e “Il gigante e il mago” (2009).

Nel 2003, dopo due anni di intensa attività concertistica, arriva “L’indispensabile”, la prima raccolta di successi contenente anche la sua prima cover di sempre, “Si è spento il sole” di Adriano Celentano. I lavori successivi, “Ovunque Proteggi” (2006), “Da Solo“(2008) e “Marinai Profeti e Balene” (2011), oltre ad incarnarsi in spettacoli di grande successo, forniscono lo spunto per una documentazione filmata, come nel caso dei due live “Nel niente sotto il sole” (2007) e “Solo show” (2009). Accanto ai progetti discografici Capossela lavora anche a progetti inediti, come quello realizzato nel 2007 con il violoncellista Mario Brunello in occasione del “Genio Fiorentino” e dedicato alle “Rime” di Michelangelo intitolato “Fuggite, amanti, amor”.

Radio, scrittura, cinema, sono spesso confluiti nel percorso artistico di Vinicio Capossela, segno distintivo di un artista che da sempre non considera ma, anzi, travalica le barriere esistenti tra le diverse arti: è del 2004 il suo primo romanzo, “Non si muore tutte le mattine”, da cui trae uno spettacolo di teatro d'ombre e le “Radiocapitolazioni“ trasmesse da Radio 3. Nel 2009 pubblica, sempre per Feltrinelli, “In clandestinità” con l’amico-poeta Vincenzo Costantino “Cinaski”. Il libro diventa un reading che i due presentano in tutta Italia dove, al posto del palcoscenico, ci sono un ring, un giudice, un pianoforte e i due in scena per un improbabile quanto realistico incontro di boxe, dove parole e canzoni sostituiscono i pugni. Alla Grecia e al rebetiko, "più che una musica, un modo di vivere", Capossela dedica invece il disco “Rebetiko Gimnastas” (2012), il film “Indebito” (2013), girato insieme al regista Andrea Segre, presentato in anteprima al festival di Locarno e proiettato al cinema con enorme consenso di pubblico e critica, e il libro “Tefteri, taccuino dei conti in sospeso” (2013), pubblicato da Il Saggiatore.

Nell’estate del 2013 Capossela è impegnato in diversi progetti: presenta un nuovo spettacolo nello stupefacente scenario di Villa Adriana, “Il Carnevale degli Animali e altre bestie d’amore”, che lo vede protagonista insieme al Trio Amadei ed ai solisti della Vianiner Philarmoniker, spettacolo replicato anche l’estate successiva al prestigioso Ravenna Festival e in altri contesti. Sempre nel 2013 debutta come produttore per il disco “Primo Ballo” della Banda della Posta, un album di musiche per sposalizi con cui si esibisce in un tour di più di cinquanta date. Sul tema dello sposalizio, inoltre, incentra la prima edizione del Calitri Sponz Fest (2013), un festival da lui ideato e di cui è direttore artistico. Il festival viene riproposto anche nell’estate del 2014 con il tema Mi sono sognato il treno e nell’estate 2015 con il tema Le vie dei muli i sentieri dei miti.

Nell’aprile del 2015 Feltrinelli pubblica il suo quarto libro, “Il paese dei Coppoloni”, candidato al Premio Strega. A giugno 2015 risulta l’autore più votato del Dante al Premio Strega e viene premiato dai circoli di lettura dei comitati italiani ed esteri della Società Dante Alighieri. Il 29 agosto, nell’ambito dello Sponz fest, festeggia la Notte d’argento per i suoi 25 anni in musica: un grande concerto con ospiti speciali, durato più di 7 ore nella stazione di Conza in Alta Irpinia, preludio di un tour celebrativo intitolato “Qu’Art de Siècle”, che lo vede esibirsi in Italia (Catania, Milano, Roma e Venezia) e nelle principali città europee (Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, Zurigo, Berna, Salonicco) in una serie di concerti-atti unici per ospiti e repertorio.

Il libro “Il paese dei Coppoloni” porta in dote un film-documentario prodotto da LaEffe per la regia di Stefano Obino intitolato “Vinicio Capossela – Nel paese dei Coppoloni”, presentato al cinema nel gennaio 2016 e la cui colonna sonora è tratta dal nuovo album di studio dell’artista, “Canzoni della Cupa”. Il disco, diviso in due lati (Polvere e Ombra), è uscito il 6 maggio 2016 ed è stato seguito da un lungo tour di presentazione diviso in due parti: una prima estiva, intitolata “Polvere”, ambientata in spazi all'aperto, ed una autunnale intitolata “Ombra” nei principali teatri italiani.

Primavera e estate 2017 sono dedicate a “Atti Unici e qualche rivincita”: non un tour, né uno spettacolo che si ripete, ma un esercizio di eclettismo in luoghi di Italia di alta suggestione. Vinicio Capossela pesca nel proprio passato, fa tesoro dei tanti anni di carriera e ne approfitta per organizzare nuovi incontri con vecchi compagni di viaggio o con avventurieri freschi d’incontro. Sono attualmente in corso gli ultimi “Atti Unici”, che stanno attraversando tutta Italia riscuotendo grande consenso di pubblico e critica.

A giugno The Sunday Times inserisce l’album “Ovunque Proteggi” tra i 30 migliori dischi di World Music, definendo Vinicio con queste parole “Canta come Tom Waits, scrive come Ovidio.”

Dal 23 al 27 agosto si è svolto lo Sponz Fest in Alta Irpinia, il festival di cui Capossela è direttore artistico, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, con il titolo "All'Incontre'R - Rivoluzioni e mondi al rovescio".

Vinicio Capossela si è aggiudicato il Premio Lunezia Canzone d'Autore 2017 per l’album "Canzoni della Cupa", la sua opera è stata definita dalla Commissione «Album epocale».

L’artista ha vinto il prestigioso Premio Tenco 2017, il riconoscimento assegnato dal 1974 alla carriera degli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale e che colloca così il nome di Capossela accanto a quello di altri grandi cantautori già vincitori (tra gli altri Leo Ferrè, George Brassens, Leonard Cohen, Atahualpa Yupanqui, Tom Waits, Caetano Veloso, Joni Mitchell, Patti Smith, Paolo Conte, Renato Carosone, Franco Battiato).





Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 25-09-2017 alle 15:40 sul giornale del 26 settembre 2017 - 300 letture

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