Condannato a 1 anno e 4 mesi il camionista ungherese che travolse Quinto Pittori sulla A13

Quinto Pittori 22/11/2017 - Pittori, di Apiro e che lavorava per una ditta di trasporti jesina, è stato travolto nel 2015 da un camion mentre era in panne sulla corsia di emergenza.

Un anno e quattro mesi, come richiesto dal PM dott. Di Benedetto, è la condanna che lunedì 20 novembre il dott. Marini, giudice e Presidente della sezione penale del Tribunale di Ferrara, ha inflitto al camionista ungherese Karoly Szuda, di 53 anni, nel processo aperto per omicidio colposo a seguito della morte di un altro autotrasportatore. Quinto Pittori, di 60 anni, di Apiro era morto nel terribile incidente autostradale. Il giudice ha anche stabilito una cospicua provvisionale per la moglie, i due figli e i due fratelli come anticipo sul risarcimento da quantificare in sede civile.

L'incidente successo alle 8.50 dell'11 novembre 2015 sull'autostrada A13 Bologna-Padova, nella corsia sud nel territorio comunale di Ferrara, aveva coinvolto ben quattro mezzi pesanti. e Pittori, autotrasportatore professionista che lavorava per una società cooperativa di Jesi, procedeva con il suo autotreno Iveco regolarmente assicurato con rimorchio Cardi in direzione Bologna quando – la sua unica “colpa” - il suo mezzo è andato in avaria per problemi alle sospensioni.
Il sessantenne quindi ha accostato in corsia di emergenza ed è sceso dal veicolo, sul lato sinistro, per controllare l'entità del guasto e la situazione dei polli vivi che trasportava, visto che dal mezzo cominciava a fuoriuscire del fumo. 
L'autoarticolato Mercedes che lo seguiva, condotto da A. P., un (oggi) 32enne di Zimella (Verona), ha a sua volta accostato in corsia di emergenza dietro all'Iveco per prestare aiuto al collega camionista in difficoltà, ma in quel mentre è piombato su di loro l'autoarticolato Volvo/Schmitz guidato appunto dal 53enne di nazionalità ungherese, che a sua volta sopraggiungeva in direzione Bologna.
Szuda prima ha tamponato il Mercedes, quindi lo ha colpito lungo tutta la fiancata e poi, purtroppo, ha travolto in pieno con l'avantreno il povero Pittori, che era in piedi al limite tra la corsia d'emergenza e la parte destra della prima corsia di marcia, all'altezza del primo asse del semirimorchio, e che non ha avuto scampo morendo sul colpo.
Nella drammatica carambola che ne è seguita anche il semirimorchio dell'autoarticolato condotto da Szuda è stato successivamente tamponato da un autocarro Scania, il cui conducente, tuttavia, non ha avuto alcun ruolo attivo nella tragedia.

La Procura di Ferrara ha aperto un procedimento per omicidio colposo indagando sia Karoly Szuda sia l'autista veronese, la cui posizione è stata stralciata essendo stato riconosciuto come il suo mezzo pesante, per quanto debordasse inevitabilmente di qualche centimetro fuori della corsia di emergenza, non abbia contribuito all'investimento mortale.
E' stata la perizia cinematica affidata dal Pubblico Ministero a un consulente tecnico, l'ingegner Francesco Rendine, con studio a Ferrara, a far ricadere le responsabilità sull'autotrasportatore ungherese poiché avrebbe tenuto “una condotta di guida pericolosa nel frangente, per la prolungata distrazione e per il mancato rispetto della distanza di sicurezza dall'autocarro che lo precedeva, sia continuamente temeraria per il reiterato superamento del limite di velocità di 80 km/h imposto agli autoarticolati, e per di più in condizioni atmosferiche tali da raccomandare andature ben inferiori”. L'autotreno travolse il povero Pittori ad una velocità “certamente non inferiore a 90 km/h e verosimilmente alquanto superiore” così come affermato in perizia. Al momento dell'incidente la visibilità era anche ridotta per la nebbia (caso in cui per legge non si dovrebbero superare i 50 km/h).

La condanna arriva non solo alla luce della perizia tecnica ma anche dalle testimonianze rese nel corso del processo da altri camionisti, che hanno visto l'autotrasportatore ungherese, viaggiare a zig zag tra la corsia di emergenza e la corsia di marcia già prima di arrivare sul luogo dove ha poi travolto Pittori.
Oggi arriva la condanna, sia pur con pena sospesa, che rende giustizia alla famiglia della vittima. 


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it




Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2017 alle 20:41 sul giornale del 23 novembre 2017 - 228 letture

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