Ascoli: discarica di Relluce, è polemica

16/01/2018 - Dopo aver perso un numero esagerato di oltre dieci ricorsi al TAR Marche avviati contro la Provincia, a spese degli Ascolani, il Comune di Ascoli Piceno e la Società Ascoli Servizi Comunali, proseguono imperterriti a ricorrere al medesimo Tribunale Amministrativo.

In quest'ultimo caso trattasi della sola Ascoli Servizi Comunali, che per merito della eccelsa gestione degli ultimissimi anni, ed in applicazione delle linee guida indicate dal pro-tempore Sindaco Guido Castelli, appare l'unica Società Pubblica in Italia che, avendo avuto, tra l'altro, l'incarico della raccolta e smaltimento dei RSU a Relluce per più di 2 milioni di metri cubi ha, al momento misteriose passività economiche. Ciò nonostante i notevoli esborsi effettuati dai cittadini Ascolani con il pagamento della TARSU e della TARI che ancora oggi continuano fortemente ad aumentare. L'ultimo ricorso è stato apprestato per l'annullamento di una determinazione la n. 642 del 26 aprile 2017, del Settore Ambiente della Provincia di Ascoli Piceno e di tale ricorso pubblico per correttezza la parte conclusiva i cittadini possono, dalla relativa lettura, rendersi conto di quale disastro ambientale hanno generato il Comune e la Società Ascoli Servizi Comunali con una gestione a dir poco irresponsabile degli impianti e delle discariche di Relluce.

In sintesi, da accertamenti eseguiti dalla Provincia di Ascoli Piceno, dall'ARPAM di Ascoli, dall'ARPAM Regionale e dalla stessa Ascoli Servizi Comunali, che si è avvalsa del laboratorio CIALAB, è emerso che, come sembrerebbe, negli ultimi anni i terreni di Relluce sono oggetto di preoccupanti dissesti geologici e di una grave situazione di disastro ambientale visti i dati dell'inquinamento e delle contaminazioni delle sostanze inquinanti riscontrate nelle acque sotterranee, inquinamenti che possono attraverso il torrente Chifenti ed il fiume Tronto ripercuotersi sui prodotti agricoli della vallata del Tronto e le spiagge ed acque del nostro mare, inquinamenti dovuti anche alla mancata organizzazione della ricopertura delle vasche esaurite, di cui gli oneri, compresi quelli relativi al post gestione trentennale, sono già stati pagati dai cittadini e dai Comuni e, forse, utilizzati per altri scopi.

Infatti, la determinazione del dirigente del Settore Ambiente della Provincia n.642 del 26aprile 2017, oltre a ribadire alcune mancanze, indica espressamente che i ripetuti superamenti dei valori limite soglie di contaminazione nelle acque sotterranee sono di notevole entità, come ad esempio nel mese di agosto 2015, si sono rilevati valori della concentrazione di Ferro pari a 2800 ug/l valore limite 200 ug/l, - Manganese pari a 2091 ug/l valore limite 50 ug/l, - Solfati pari a 8355 ug/l valore limite 250 ug/l, - Nichel pari a 79,9 ug/l valore limite 20 ug/l. A questo punto ci domandiamo: se tale procedura di controllo abbia rispettato la normativa vigente relativamente alle acque reflue superficiali di ruscellamento e/o di faglia, perchè, qualora siano confermati detti dati le nostre preoccupazioni sono veramente gravi. E' evidente a questo punto che le problematiche accertate siano di competenza della Procura della Repubblica nella Persona della Dr.ssa Piccioni.

In conclusione il Comune di Ascoli e la Società Ascoli Servizi Comunali hanno generato, ciascuno per la sua parte, un danno enorme per l'Ambiente, con una gestione dissennata ed illegale? Almeno secondo ciò che emerge dalla lettura del documento provinciale, delle discariche di Relluce che continuano a dilapidare risorse pubbliche con l'attivazione di procedimenti giuridico/amministrativi infondati e con la redazione di progetti intesi alla realizzazione di ulteriori discariche nel medesimo sito, non senza indurre un ulteriore grave danno patrimoniale che si innesta sul conclamato ed inspiegabile dissesto economico-finanziario della Ascoli Servizi Comunali. Tra l'altro crea perplessità la nuova strategia politico-amministrativa del Sindaco Castelli, in scadenza di mandato, e, del suo cerchio magico, nominato nelle partecipate, in rapporto alla Società Piceno Ambiente, sulle politiche ambientali di pertinenza del territorio comunale di Ascoli. Parliamo di milioni di euro ?

Claudio Sesto Travanti, ex Assessore all'ambiente Comune di Ascoli Piceno





Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2018 alle 11:18 sul giornale del 17 gennaio 2018 - 723 letture

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