La troupe di “Paesi Che Vai” ha fatto visita alle Grotte per incontrare gli scopritori e immortalarne il racconto della scoperta

06/03/2018 - L'emozione della calata nell'oscurità che avvolgeva l'interno della montagna. Quel brivido che ha assalito gli scopritori nel momento in cui si sono resi conto di aver trovato una meraviglia della natura. Il silenzio straniante, spezzato solo dallo stillicidio delle gocce d'acqua in caduta perpetua.

Tutto questo è il racconto che le telecamere di RaiUno sono venute ad immortalare questa mattina (martedì 6 marzo) per la trasmissione “Paesi Che Vai” in onda la domenica mattina alle 9,45.

Domenica prossima, all'interno della rubrica “Naturosa”, saranno protagoniste proprio le Grotte di Frasassi, attraverso immagini di rara bellezza e soprattutto attraverso le parole di alcuni tra gli scopritori (Maurizio Bolognini, Fabio Sturba), l'esploratore Costantino Cioffi e la guida esperta Graziano Morettini.

"Non sapevamo che cosa avevamo sotto i nostri piedi – racconta Bolognini alla troupe televisiva – ci eravamo appena affacciati da questo enorme buco sulla parete rocciosa. Sotto di noi l'oscurità più totale. Quindi lanciammo un sasso per capirne la profondità. Aspettavamo di sentire il rintocco immediato sulla roccia. Passarono cinque secondi. Cinque interminabili secondi. Capimmo, a quel punto, che sotto di noi c'era una caverna di almeno 100 metri di altezza".

"Ogni volta che ripenso a quando iniziai la calata – ha raccontato Fabio Sturba davanti agli obiettivi della Rai – mi viene il groppo in gola. Un'emozione fortissima. Ricordo che non ebbi paura, ma stringevo fortissimo tra le mani la cima a cui ero imbragato. Cominciai a girare su me stesso, per un naturale effetto cinetico della discesa. Vedevo vicinissima a me la parete rocciosa. La potevo quasi toccare. Poi d'improvviso scomparve. Ero nel vuoto più assoluto".

Le parole dei primi due speleologi che misero piede all'interno delle Grotte di Frasassi, in quell'ormai lontano 1971, catturano magicamente l'attenzione degli operatori Rai.

"L'unica luce che possedevamo era quella del caschetto che avevamo in testa – prosegue Sturba – raggiunto il suolo camminammo poggiando le mani a tentoni sulle concrezioni. Ad un certo punto sentimmo di essere accanto a delle concrezioni enormi. Erano quelle che oggi chiamiamo i Giganti, all'interno della sala Abisso Ancona. Eravamo proprio lì in mezzo".

Un racconto in grado di emozionare ogni volta. E ad immortalare queste parole sono state le telecamere di RaiUno.

Ancora una volta le Grotte di Frasassi sono la punta di diamante di un turismo esperienziale in forte crescita. E a trarne vantaggio l'intero territorio che ospita una tale meraviglia della natura.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2018 alle 18:24 sul giornale del 07 marzo 2018 - 350 letture

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