Governo M5S – Lega: cancellata la Pedemontana Fabriano – Muccia?

21/05/2018 - Quale sarà la sorte della tanto famigerata “grande opera” che conosciamo come Pedemontana? A quale “piano segreto” si riferisce qualche altisonante nome della politica d’altri tempi, quando la definisce “opera strategica”? Strategica per chi e per che cosa? Qual è il vero impiego a cui sarà destinata questa strada finalizzata al traffico di mezzi pesanti?

E soprattutto sarà l’ennesima opera incompiuta, visto che nel contratto del nuovo Governo M5S – Lega c’è scritto che verranno riviste e, molto probabilmente, cancellate molte delle Grandi Opere finanziate dai precedenti governi? Troppi gli interrogativi dopo mesi di silenzio, in cui i lavori per i tratti approvati e finanziati sono proseguiti con non pochi problemi e le amministrazioni locali hanno avuto tempo per confrontarsi sulle conseguenze dei tratti progettati, per questo abbiamo deciso di tornare a farci sentire. Notiamo con stupore la scomparsa da tutti gli atti amministrativi dell’ultimo anno della motivazione iniziale, con cui quest’opera era stata approvata su tutti i tavoli decisionali dalla Giunta Comunale al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, vale a dire la creazione a livello locale di 8.000 posti di lavoro/anno e 90.000 in 10 anni, dati che avevano allora giustificato una spesa di oltre 220 milioni di euro. Venuta meno tale motivazione anche il CIPE, che nel 2016 ha dovuto decidere dei fondi per la copertura economica, ha cancellato il finanziamento a carico degli imprenditori, che non ci sono più e per il cui sviluppo la strada era stata progettata, e ha deciso che i costi di realizzazione, andassero a gravare sulla popolazione attraverso l’addizionale IRPEF.

La Pedemontana Fabriano - Muccia, lo ricordiamo agli sfegatati fautori del progetto, avrà due sole corsie con un limite di 90 km orari essendo destinata, per le caratteristiche costruttive, ai mezzi pesanti, inoltre non eliminerà l’attuale strada che continuerà ad avere i noti problemi di sicurezza. Ancora una volta torniamo ad esporre pubblicamente i nostri dubbi, abituati come siamo a non ricevere risposte neanche dagli alti vertici istituzionali, come se le opere che impattano sul destino di una Comunità, non dovessero essere pubblicamente giustificate e motivate ai diretti interessati, vale a dire alla popolazione. Se la strada è la soluzione agli investimenti delle imprese e al lavoro, come mai la realizzazione dell’opera della Quadrilatero non ha scongiurato l’ennesima messa in cassa integrazione dell’ultimo polo industriale della zona, resa nota in questi giorni? Quale sarà la vera utilità di questa particolare tipologia di strada se la nostra area è già depressa e da tempo i giornali locali parlano anche dello spopolamento e della depressione economica che si è abbattuta sull’entroterra colpito dal sisma? Servirà davvero una strada per mezzi pesanti a riportare gente e lavoro sull’appennino? Laddove il territorio si desertifica trovano terreno fertile (per la flebile voce popolare) infiltrazioni di imprese per quei progetti più pericolosi che altrove trovano la disapprovazione e la scesa in campo di intere popolazioni.

Per capirci siamo davvero sicuri che la Pedemontana sia portatrice di industrie produttive, alimentari e vantaggiose per il territorio? O piuttosto non apporterà interesse per chi deve smaltire rifiuti, costruire inceneritori, scavare nuove cave e smaltire macerie? Sarà forse un caso che il tratto viario tocchi proprio due delle sedi più volte verificate dalle Autorità per la possibile installazione di termovalorizzatori? Il trasporto di 190.000 tonnellate di rifiuti, tanto è stato l’impegno della Regione Marche, richiederebbero una infrastruttura dedicata e l’optimum sarebbe se venisse pagata proprio dalla popolazione. E l’agricoltura biologica, il settore vitivinicolo, il turismo, che fine faranno a quel punto? Inoltre, come mai i lavori iniziati sembrano quasi “impantanati” e da mesi si sta lavorando allo stesso tratto con continui interventi. Come mai si sta tanto investendo in strutture di contenimento delle colline tagliate a “mezza costa”? Non era stato detto che la strada in superficie era più economica e meno impattante di quella in galleria inizialmente prevista? Sono stati per caso rivisti i capitolati d’opera? Per quanto tempo dovremo subire cantieri aperti e lavori volti a contrastare i problemi irrisolvibili di un tracciato scellerato? A quali costi dovrà far fronte la popolazione per questa decisione assurda di definire il tracciato non secondo requisiti di norma ma per intercettare le necessità di lobby di interessi?

Questi i dubbi a cui da un anno stiamo cercando di dare risposta e che abbiamo condiviso un mese fa con gli amici No Tav, ma anche con TerreInMoto, Legambiente, Italia Nostra, DirApplet, Associazioni che si stanno battendo su fronti diversi ma che hanno dovuto confrontarsi con la medesima opacità, la stessa assenza di buon senso, il medesimo spreco di risorse pubbliche a fronte di obiettivi dubbi se non oscuri. I cittadini vogliono rassicurazioni e non bastano certo quelle di alcuni politicanti di vecchio corso. Passano i mesi e le cose non si chiariscono, anzi tutto comincia ad assumere contorni inquietanti. Prima ancora che chiedere ai cittadini inutili referendum su scuole da realizzare non prima di 6-7 anni, non sarebbe il caso di dare la parola della popolazione su una costosa strada senza logica, che si allunga stancamente e che rischia di apportare ben più danni all’ambiente e all’agricoltura che reali benefici economici e viari? Questi i quesiti a cui vorremmo che le istituzioni fornissero debita risposta, il Comitato ha più volte chiesto l’intervento della politica per la razionalizzazione dell’opera e l’ottimizzazione dell’attuale tracciato per la messa in sicurezza viaria della popolazione, l’impiego delle risorse economiche così risparmiate nella ricostruzione e negli incentivi alle imprese , oltre a garantire il coinvolgimento democratico della popolazione nelle decisioni che impattano irreversibilmente sul destino di una intera comunità.

A questo punto aspettiamo e confidiamo nelle prossime decisioni del nuovo Governo M5S – Lega e speriamo che la Pedemontana Fabriano – Muccia rientri tra le “grandi opere” da cancellare, in quanto ritenuta un’opera anacronistica, inutile e dannosa, cosa che noi sosteniamo, invano, da decenni…





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-05-2018 alle 09:11 sul giornale del 22 maggio 2018 - 1289 letture

In questo articolo si parla di politica, matelica, Pedemontana

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