Jesi: antibiotici non hanno più efficacia, medici dell'Urbani lanciano l'allarme 'No a uso scorretto'

antibiotici bambini 13/11/2018 - Punto di informazione allestito al secondo piano nella settimana europea degli antibiotici: informazioni per contrastare il fenomeno della antibiotico - resistenza, sempre più diffuso.

La resistenza agli antibiotici è in continuo aumento e rappresenta un importante problema di Sanità Pubblica. "La causa principale di questo fenomeno risiede nell’uso scorretto, eccessivo e spesso improprio di questi farmaci“: a lanciare questo allarme è l’Ospedale Carlo Urbani di Jesi, in particolare la dr.ssa Virginia Fedele, Direttore del Rischio Clinico, il Dr. Marco Candela, Direttore dell’U.O.C. Medicina Interna e la Dr.ssa Anna Maria Schimizzi, Dirigente Medico Infettivologo dell’U.O.C. Medicina Interna.

Per questo motivo, è stata organizzato presso l’Ospedale di Jesi, il giorno 15 novembre, in occasione della “Settimana Europea degli Antibiotici”, uno spazio espositivo al secondo livello, nei pressi della portineria, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e il personale sanitario su un tema così importante. Dalle ore 9 alle ore 16 circa, chiunque potrà ricevere informazioni, nonché un opuscolo informativo sull’argomento, direttamente dal personale medico della Medicina Interna di Jesi, che sarà presente in tale fascia oraria. Gli antibiotici sono farmaci che servono per trattare le infezioni batteriche che possono colpire ognuno di noi. La resistenza a un antibiotico significa perdita dell'efficacia dello stesso nei confronti delle infezioni che così non potranno più essere adeguatamente trattate; i farmaci resistenti, infatti, non verranno in futuro facilmente sostituiti da altri nuovi, in quanto si prevede che verranno immessi in commercio nel prossimo futuro solo un numero limitato di nuovi antibiotici.

Quella dell’antibiotico-resistenza è una vera sfida per questo secolo: prescrizioni inappropriate, l’uso dell’automedicazione e largo impiego degli antibiotici negli allevamenti degli animali concorrono allo sviluppo di questa piaga assistenziale. In Europa, la situazione è allarmante, ed ancor di più in Italia dove, secondo quanto rilevato dall'Istituto Superiore di Sanità, la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate e le previsioni future non sembrano confortanti. Ogni anno dal 7% al 10% di pazienti ricoverati in ospedale presenta un’infezione con batteri multi resistenti, con una mortalità che coinvolge 4.500 -7000 casi. Si stima che nel mondo, nel 2050, le infezioni batteriche da germi multi resistenti possano causare circa 10 milioni di morti, superando i decessi per tumore, diabete o incidenti stradali.

Per contrastare tale fenomeno si sono attuati programmi di Stewardship antibiotica che ogni ospedale dovrebbe adottare: sono programmi di interventi diretti all’orientamento e al monitoraggio dell’uso degli antibiotici in ospedale, attraverso un approccio sistematico supportato dall’evidenza per ottenere un utilizzo giudizioso dei farmaci.

E, a tal proposito, il GISA (Gruppo Italiano per la Stewardship antimicrobica) ha presentato al Ministero della Salute un decalogo finalizzato al corretto uso degli antibiotici e al contrasto dell’antibiotico resistenza in Italia. Tra i 10 punti, spicca l'importanza della copertura vaccinale, che deve essere migliorata soprattutto nei gruppi a rischio e negli over 65, l’ottimizzazione dell'impiego di antibiotici in sala operatoria e la priorità nell’assistenza sanitaria del controllo delle infezioni.

Ognuno è responsabile dell’uso corretto degli antibiotici. In particolare, per il medico è un obbligo morale usare in maniera appropriata gli antibiotici, ma anche la popolazione deve capire che è opportuno rinunciare al “fai da te”. Bisogna sapere che gli antibiotici, necessari ed efficaci per combattere infezioni batteriche, se vengono utilizzati quando non servono, per esempio in caso di un semplice raffreddore o di influenza causati da virus, non solo non hanno alcun effetto, ma possono accelerare la comparsa e la diffusione di batteri resistenti.

E’ fondamentale quindi non ricorrere agli antibiotici senza aver prima consultato il medico curante o il pediatra.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-11-2018 alle 08:54 sul giornale del 14 novembre 2018 - 1051 letture

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