Cingoli: scoperta truffa sulle vendite online, un giro d'affari di oltre 500mila euro

16/11/2018 - I carabinieri della stazione di Cingoli (Mc) hanno denunciato per truffa continuata alla Procura di Foggia, paventando anche un sodalizio da sottoporre alla valutazione dell’autorità giudiziaria, tre pugliesi rispettivamente un 64enne, un 46enne ed un 34enne, tutti noti alle cronache giudiziarie.

Tutto ha inizio nella terza decade del mese di gennaio scorso allorquando un cittadino cingolano varca la soglia della caserma Carabinieri di Cingoli per denunciare una truffa. L’uomo aveva posto in vendita su un sito e-commerce un trattore agricolo, con tanto di foto. Nel giro di pochi giorni era stato contattato, da un’utenza mobile, da un soggetto che si dichiarava interessato al mezzo e, nonostante gli inviti a visionarlo direttamente, l’interlocutore asseriva di essere soddisfatto delle foto postate e che si sarebbe recato a breve per il ritiro del veicolo pagandolo con assegno circolare. Presi accordi, nel giro di qualche giorno il mezzo veniva ritirato in cingoli da persona che, secondo lo stesso denunciante era diversa da quella che l’aveva contattato inizialmente, e che consegnava una carta di identità dell’acquirente, risultata poi falsa. Il mezzo veniva caricato su un idoneo veicolo e pagato con assegno circolare. ma la consegna è avvenuta di venerdì e quindi solo la settimana successiva l’assegno è stato posto all’incasso e scoperto che era “ballerino”.

I carabinieri di Cingoli hanno dato il via ad una serie di attività investigative che possiamo descrivere come step by step.

In primis hanno verificato se il modus agendi di cui era rimasto vittima il cingolano, fosse stato perpetrato anche in altre zone d’Italia, attraverso una navigazione nelle banche dati delle forze di polizia. E così è emerso che la stessa tecnica era stata utilizzata in diverse zone d’italia. Scovando è spuntato un nominativo, quello del 64enne che è stato riconosciuto dal denunciante cingolano come colui che aveva ritirato il mezzo e consegnato l’assegno falso. Si scopre che nelle altre truffe era stato consegnato sempre un assegno circolare che aveva lo stesso numero di serie di quello prodotto al malcapitato marchgiano, ovviamente con date e beneficiario diversi.

La successiva analisi dei traffici telefonici delle varie utenze emerse nell’indagine e soprattutto l’incrocio dei numerosi dati scaturiti, consentiva di acquisire un dato che segnerà un passo importante nell’inchiesta. Infatti si veniva a conoscenza che un cittadino di un paese nell’agro piacentino, aveva postato su un sito dedicato la vendita di un mezzo agricolo e che era stato contattato dalle medesime utenze che erano apparse nella truffa in danno del marchigiano.

I militari del comando di Cingoli, venuti a conoscenza del giorno e dell’ora della consegna, si sono presentati all’appuntamento e, dopo l'iniziale servizio di avvistamento in cui hanno riconosciuto il soggetto che aveva ritirato il mezzo a cingoli, prima che l'attrezzo agricolo fosse portato via, sono intervenuti evitando che il reato si concludesse.

Il passo investigativo seguente è stato quello di analizzare i dati raccolti nell’intervento ultimo, incrociare i dati telefonici e procedere a perquisizioni dove è stato rinvenuto anche un computer, ovviamente sviscerandone i dati in esso contenuti.

Al termine della capillare opera di analisi, incrocio e collazione dei dati, i carabinieri di cingoli hanno completato il mosaico giungendo alla conclusione che il terzetto aveva messo in piedi una holding dedita alle truffe in danno di ignari soggetti che, dopo aver “postato” su siti dedicati mezzi ed attrezzi agricoli per la vendita, venivano contattati telefonicamente per la contrattazione e successivo ritiro del bene. il pagamento avveniva mediante assegni circolari falsi, tutti con lo stesso numero. In particolare il terzetto si era diviso i compiti: il 34enne navigava su internet scovando i “polli da spennare” e li contattava, il 64enne era incaricato di ritirare il bene e, nell’occasione, dissimulando problemi contingenti, si presentava all’appuntamento sempre dopo le 17 o nei fine settimana per evitare che il venditore si accorgesse che il titolo consegnato era “farlocco”. Il tutto con la complicità del 46enne che aveva il compito di fornire i mezzi per il ritiro della merce. Per fare questo venivano attivate numerose sim intestate a persone inesistenti o ignari che avevano subito il furto dei documenti utilizzati, appunto, per l’ attivazione.

L’indagine, durata svariati mesi, ha permesso ai carabinieri di cingoli di scoprire che il gruppetto, spaziando dal nord, al centro ed al sud della penisola, ha messo a segno oltre 50 truffe conseguendo profitti quantificati in circa 500.000,00 euro.

I carabinieri consigliano di prestare sempre la massima attenzione nelle compra-vendite, anche quelle on–line contattando il “112” in caso di qualsivoglia dubbio che dovesse insorgere.


di Sara Santini
redazione@viveremarche.it




Questo è un articolo pubblicato il 16-11-2018 alle 20:22 sul giornale del 17 novembre 2018 - 2421 letture

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