Sassoferrato: mostra “Omaggio a Padre Stefano Trojani”

29/12/2018 - Inaugurata Venerdì 7 Dicembre 2018 a Palazzo degli Scalzi, la prestigiosa sede della Galleria civica d’arte contemporanea sentinate, la Mostra “Omaggio a Padre Stefano Trojani”, organizzata dall’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato” con il patrocinio del Comune di Sassoferrato, resterà aperta nei fine settimana fino al 6 gennaio 2019.

La Mostra è curata da Galliano Crinella e Sandro Pazzi. Padre Stefano Trojani è venuto a mancare oltre due anni fa, ma non è venuta meno la memoria del suo infaticabile e proficuo impegno in ambito culturale e associativo, nella città sentinate e nel più ampio contesto regionale.

La Mostra nasce con l’obiettivo di esprimere, anche in questa forma e nel campo dell’esperienza artistica, la riconoscenza per quanto, ad iniziare dalla Rassegna d’arte / Premio “G.B. Salvi”, il francescano ha dato per la promozione della cultura artistica. E così ben sessantadue artisti, quelli che si è riusciti a raggiungere, hanno risposto positivamente alla richiesta di far liberamente dono di una loro opera per dare vita a questa iniziativa. Sono presenti molte autorevolissime opere, e per queste basti citare alcuni tra gli autori, artisti presenti: Renato Bruscaglia, Arnoldo Ciarrocchi, Bruno D’Arcevia, Pericle Fazzini, Francesco Garofoli, Mario Giacomelli, Franco Giuli, Giuliano Giuliani, Edgardo Mannucci, Ivo Pannaggi, Nino Ricci, Roberto Stelluti, Sandro Trotti, Wladimiro Tulli, Valeriano Trubbiani, Giuseppe Uncini, Walter Valentini.

Padre Stefano ci ha insegnato a saper cogliere sempre gli aspetti positivi nelle nostre situazioni esistenziali, insieme con l’armonia e la moralità insite nella bellezza. Ci ha ricordato, con infiniti esempi, che l’uomo può lasciare un segno nella storia trasformando i propri ideali in opere concrete, la propria immaginazione in realtà. E ancora che la stessa esperienza artistica, che ha mosso costantemente i suoi interessi, è un atto di amore verso la vita che cerca sempre più vita, che in essa risiede la nostra identità più alta, in grado di tramandare i valori della cultura e lasciare agli uomini che verranno il significato di verità del passato. E allora viene da pensare: che cosa vi può essere di più significativo di un uomo che ha saputo raccogliere in sé la bellezza della gioia di vivere, offerta allo studio, all’ascolto, all’accoglienza, all’umiltà e alla bontà?

Il poeta Eugenio De Signoribus ha dedicato a Padre Stefano questi versi “(passi francescani):
briciole di pane sulla mensa/alle labbra come frammenti d’ostie/volti assorti passeri pietosi/tra rovine o febbrili nelle soste/e frantumi di occhi temporali/e storte menti con spietati becchi…/oh sconfinata mensa di frugali/avanguardie dell’operoso vivere!/camminando tra rifiuti e inciampi/non avete perduto la purezza/e indicate un passo di salvezza/malgrado i vostri sanguinanti piedi…/(-ehi, tu, che sei lì e ci contempli,/esci dal mito e vieni qui in aiuto!-/muovo la testa e dico “sì”, muto,/ma non vedo chi mi si rivolge/non c’è nessuno infine a tutta vista/nessuno mi chiama a una conquista/grande è il pudore della carità!/La mia anima proietta/un più franco sembiante/e il me gli va incontro/in mezzo agli uni e agli altri).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-12-2018 alle 11:56 sul giornale del 31 dicembre 2018 - 206 letture

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