Fondi per il rilancio delle zone colpite dal sisma, Pieroni, "Critiche strumentali"

6' di lettura 06/02/2019 - Non si può parlare in maniera così superficiale di distrazione di fondi, non posso ammettere questa terminologia spicciola che mina la credibilità del secondo volano di sviluppo della nostra economia: il turismo.

Così si denigra gratuitamente il lavoro di quanti si sono impegnati nel condurre procedure, elaborare responsabilmente atti e provvedimenti e specialmente non lo si può fare utilizzando il dramma che molte persone purtroppo ancora vivono, solo a fini propagandistici. Il sistema turistico regionale non lo merita, non lo meritano i tanti operatori turistici. Semmai si può parlare di vera “distrazione” di qualche operatore dell’informazione o deputato che strumentalizza, ignora od omette come stanno realmente le cose, senza analizzare oggettivamente i fatti e piegandoli a costruire polemiche di piccolo cabotaggio.

Oltre 7 milioni di fondi europei aggiuntivi sono stati impiegati attraverso atti strategici approvati ad ogni livello e liquidare la questione in modo strumentale per far emergere ciò che realmente non ha motivo di esistere è qualunquista e semplicistico, invece di ricordare che sono fondi vincolati dall’Unione Europea per promuovere il turismo di tutte le Marche finalizzati al rilancio delle zone colpite e quindi del cratere anche là dove il flusso turistico in ingresso nella regione è storicamente maggiore (Gradara per esempio con 250 mila visitatori all’anno) e dove si intercettano con messaggi rassicuranti sui territori colpiti il maggior numero di persone.

Rilancio non significa destinarli alla ricostruzione delle case, per quello ci sono altri fondi. Rilancio significa ed ha significato in questi anni, riportare un’attenzione positiva sul turismo nelle zone colpite dopo aver avuto un crollo del 72% delle prenotazioni in tutte le Marche , perché la percezione globale , nel senso di mondiale, era che all’indomani del sisma tutte le Marche erano state colpite (non solo Amatrice e Norcia, ma una regione intera). E quindi azzeramento quasi completo delle prenotazioni, prospettive future molto incerte, inattività delle strutture alberghiere e ricettive in genere se non utilizzate temporaneamente per l’ospitalità delle popolazioni sfollate, stato di crisi profonda del settore e dei sub settori all’industria turistica e ricettiva collegati, con perdita di migliaia di posti di lavoro.

Combattere contro questa realtà e un immaginario collettivo da catastrofe generale, come si potrà intuire, non è stato facile e non va ignorato dal contesto se si è intellettualmente onesti. L’intento della giunta regionale è stato quello di riposizionare le Marche sui mercati altrimenti rischiavamo di cadere nel dimenticatoio da post tragedia. E lo testimonia proprio l’Unione Europea che ha ben compreso la situazione nel destinare i fondi: “Obiettivo specifico: “Riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche, attraverso la valorizzazione integrata di risorse e competenze territoriali”.

Così la giunta regionale ha recepito la decisione comunitaria che si proponeva di: “…accrescere anche il posizionamento turistico regionale proponendo nuovi prodotti volti anche alla destagionalizzazione” e nel contempo indica di utilizzare le risorse aggiuntive per supportare gli interventi previsti nel Piano straordinario per lo sviluppo, la promozione e la valorizzazione delle Marche per fronteggiare la complessa situazione creatasi a seguito degli eventi sismici. E sempre la UE sottolinea: si evidenzia altresì, quale ostacolo al conseguimento dell’obiettivo, “la debole connotazione identitaria delle Marche come destinazione turistica, che richiede quindi di essere rafforzata” oltre che “la presenza di una motivazione prevalentemente balneare nella domanda di turismo”.

Se non bastasse parlare di cosa significa promuovere un rilancio turistico, la conferma di aver lavorato bene e scrupolosamente e di aver ottenuto risultati concreti sta in quel 20% in più di flussi turistici nelle zone terremotate proprio nel 2018 rispetto al 2017. A me conforta molto questo dato e mi stimola a proseguire sulle linee tracciate. E invece alcuni nel cavalcare la polemica insinuano che i fondi sono stati destinati solo a pochi comuni del cratere non facendo differenza tra soggetti attuatori, e quindi capofila dei progetti finanziati, e i beneficiari , cioè i tanti territori colpiti che rientrano nelle provvidenze di quei progetti. Un esempi: la mostra su Lorenzo Lotto che è stata fortemente voluta dalla Regione a Macerata, che non è città lottesca, ma ne hanno beneficiato anche Comuni del cratere che hanno ringraziato la Regione per il raddoppio di flussi turistici registrati durante il periodo dell’esposizione.

Allora non si può affrontare questo argomento con superficialità, su cui posso sorvolare da chi vive il disagio della situazione e può ignorare le procedure comunitarie, ma non da chi deve fare informazione corretta o da deputati della Repubblica. Non si può non evidenziare che da parte della competente autorità di gestione dei Fondi Comunitari, c’è stato il parere favorevole di conformità delle attività proposte agli obiettivi del POR ed ai contenuti della scheda MAPO di riferimento.

Tutti gli atti attuativi delle deliberazioni della giunta regionale sono state oggetto di parere preventivo favorevole della stessa autorità di gestione, che ha autorizzato l’utilizzo delle risorse. Risorse cioè destinate a far riemergere le aree regionali colpite duramente dal sisma del 2016 attraverso una serie di attività concatenate e integrate di destination marketing, sinergicamente declinate per tutti i cluster turistici regionali e diversificate sui vari mercati e su vari target di riferimento. “ In quest’ottica rientrano alcuni interventi come la valorizzazione dei Cammini lauretani nell’area colpita dal sisma finalizzato al recupero e/o nuova progettazione di tratti della “Via Lauretana” per una somma di 2.500.000 euro.

Un intervento previsto nella scheda MAPO sottoposta all’autorità di gestione dei Fondi POR FESR con un del Comune di Tolentino quale ente coordinatore e trattandosi della valorizzazione dei Cammini lauretani si è deciso di ampliare il tracciato a disposizione dei pellegrini e camminatori aggiungendo a quello della via cinquecentesca anche un altro tracciato più antico che passava per la valle del Potenza e oggetto di ricerca dell’Università di Camerino.

In questo modo si sono notevolmente ampliate le possibilità di rivitalizzazione anche di ulteriori zone e comuni su cui insiste il tracciato più antico con la possibilità per il pellegrino e turista di scegliere tra due percorsi e decidere così di ritornare nella nostra regione o di sceglierne uno per l’andata e uno per il ritorno. Ricordo inoltre che per la Via lauretana (cinquecentesca Strada Regia Postale) con ente capofila Comune di Tolentino, sono coinvolti Serravalle di Chienti, Visso, Muccia, Camerino, Valfornace, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Serrapetrona, Belforte del Chienti, San Severino Marche, Tolentino, Pollenza, Cessapalombo, San Ginesio, Treia, Appignano Macerata.

Per il secondo tracciato ente capofila Unione Montana Esino, Potenza Musone, gli enti coinvolti sono Serravalle del Chienti, Camerino, San Severino Marche, Treia, Pioraco, Castelraimondo, Serrapetrona. Come si potrà notare entrambi i tracciati si snodano interamente in area cratere.


da Moreno Pieroni
Assessore Regionale Turismo-Cultura





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-02-2019 alle 19:04 sul giornale del 07 febbraio 2019 - 198 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/a33I