Pedemontana: il Comitato, "Il destino di un'incompiuta"

Pedemontana 06/03/2019 - Mentre in questi giorni si deciderà probabilmente il destino del TAV, su cui lo scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle sta rischiando seriamente di far cadere il Governo, ed al contempo è scoppiato lo scandalo dell’asfalto ai rifiuti tossici, la cui inchiesta sta coinvolgendo attualmente tre Regioni, ma è destinata ad allargarsi, anche il destino della Pedemontana Fabriano – Muccia resta appeso ad un filo.

Le sorti di quest’opera stradale, ormai concettualmente e strutturalmente superata, perché concepita per il traffico e per una situazione economica di 40/50 anni fa, sono strettamente legate a quelle della Società Astaldi, la multinazionale costruttrice dell’opera, entrata in sofferenza e quindi in procedura di concordato preventivo a causa di due commesse internazionali andate male in Venezuela e Turchia e su cui l’Impresa aveva riposto gran parte dei propri investimenti.

Oggi le obbligazioni di Astaldi hanno perso circa il 75% del valore, rilasciate a pacchetti minimi di 100.000 euro, ed essendo entrata la Società in concordato preventivo, la cedola scaduta a dicembre non è stata corrisposta. Il piano di salvataggio ha previsto un prestito-ponte, già concesso dalla finanziaria statunitense Fortress, con un elevato tasso di interesse e la ristrutturazione condotta da Salini Impregilo a cui forse si aggiungeranno, stando a notizie di stampa, peraltro in continuo aggiornamento, Intesa Sanpaolo o anche Cassa Depositi e Prestiti. Il tribunale fallimentare, dopo aver concesso una proroga di 60 giorni ad Astaldi per definire questo quadro, ha preso atto del deposito di un piano di risanamento che prevedrebbe anzitutto una ricapitalizzazione e l’ingresso con quote di maggioranza di Salini Impregilo.

Per fine marzo si attende il parere del tribunale fallimentare e quindi di avere lumi definitivi sulla sopravvivenza o meno di Astaldi (che diventerà in ogni caso azionista di minoranza). Nel frattempo i lavori sulla Pedemontana e sulla S.S. 76 Ancona – Perugia sono fermi dalla scorsa estate e, a meno di sorprese, si ha la netta sensazione che rimarranno ancora bloccati. La strada è diventata molto pericolosa, nei mesi scorsi si sono verificati numerosi incidenti, anche mortali e i mezzi di soccorso vi accedono con grande difficoltà. Vanificati completamente gli studi di impatto ambientale, che non prevedevano fermi lavori per lunghi periodi, il rischio incompiuta resta quindi elevatissimo, come paventiamo da anni.

Le tutele costituzionali sono state subordinate alle alterne fortune di un soggetto privato come la Astaldi, uno scenario regressivo, da far west, altro che volano dell’economia! Secondo noi, uscire da questo empasse è possibile solo restituendo alla sfera pubblica il ruolo guida che le compete. Il fallimento del principio di sussidiarietà è conclamato, ma di certo non solo qui, basta guardare la debàcle della ricostruzione post-sismica che dopo quasi tre anni dal terremoto non è ancora iniziata! Chi ricostruirà i paesi fantasma del cratere che si allunga da Sulmona a Matelica, dove peraltro è stato deciso che dovrà passare, in piena area sismica, un pericoloso gasdotto che rappresenterà la mazzata finale per il nostro territorio? E perché poi dobbiamo affidare i nostri destini ad una famiglia come Astaldi, dove uno dei suoi elementi di spicco, Duccio Astaldi, è oggi sotto inchiesta per corruzione per fatti legati a commesse in provincia di Messina? Perché non ridare invece fiducia alle prerogative dello Stato?

Che sia ANAS dunque a completare la S.S. 76, non la Società mista pubblico/privato Quadrilatero SpA, ma con l’obiettivo del risparmio, del rispetto per l’ambiente e del tessuto più genuino dell’economia del territorio, basato sull’agricoltura di qualità e vocato al settore vitivinicolo e agrituristico. Proponiamo dunque lo stralcio dal progetto della Pedemontana, moncone inutile e super-impattante, di cui venga ultimato solo il tratto Fabriano – Matelica Nord, i cui lavori sono già iniziati. Questa è la razionalizzazione che auspichiamo per far sopravvivere le nostre comunità e per dare ancora una speranza di futuro e di vita alle nuove generazioni nel nostro territorio!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2019 alle 12:01 sul giornale del 07 marzo 2019 - 845 letture

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