Ancona: Porto, scoperto traffico illecito di rifiuti dall'Italia al Nord d'Africa. Al vaglio la posizione di aziende umbre

3' di lettura 12/09/2019 - Sono stati i Carabinieri del Noe insieme ai funzionari delle Dogane a scoprire il traffico illecito di rifiuti che andava dall'Italia fino al Nord Africa. Il tutto era partito da un controllo al Porto di Ancona lo scorso 10 settembre. E' maxi sequestro da 27 mila Kg. Tre camerunensi nei guai. Al vaglio anche la posizione di aziende umbre coinvolte: si indaga.

Un traffico illegale di rifiuti che andava dall'Italia fino al Nord d'Africa. E' questo quanto appurato dai Carabinieri del nucleo tutela ambiente del NOE di Ancona guidati dal Capitano Antonio De Santis insieme all'Agenzia delle Dogane. Si tratta in particolare di un maxi sequestro di 27 mila Kg di rifiuti vari ed un ingente quantitativo del cosidetto RAEE ovvero i rifiuti difficili da smaltire se non in centri autorizzati quali apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il tutto era partito dal Porto di Ancona lo scorso 10 settembre quando i funzionari dell'Ufficio delle Dogane di Ancona insieme al Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Ancona, controllavano un container in procinto di essere spedito presso lo Stato del Camerun.

Già in precedenza, attraverso lo scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane, era emersa la promiscuità del carico e la presenza di varie tipologie di rifiuti accatastati alla rinfusa. Dall'estrazione di parte dei materiali stivati nel container si notava quello che poteva condurre ad un illecito: numerosi televisori a schermo piatto di varie dimensioni, monitor a “tubo catodico”, veicoli agricoli, varie apparecchiature telefoniche di vecchia concezione nonché modem e varie matasse di cavi elettrici, trasformatori, componenti meccaniche non meglio identificabili percolanti olio minerale, forni a microonde, parti di motori di condizionatori d’aria, parti di ammortizzatori usati per veicoli, reti da letto, materassi, radio, compressori, idropulitrici e non solo. In particolare la modalitàcon cui era stato caricato il container, rendeva impossibile la catalogazione della merce contenuta e la riconduzione della stessa alle singole operazioni doganali di esportazione.

Tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche nonché meccaniche presentavano carenti modalità di stivaggio, privi di protezione e imballo nonché delle previste certificazioni di funzionalità previste per legge (art. 21 del D.L.vo n. 49 del 14.03.2014 ndr), dove la spedizione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche usate devono essere effettuate in conformità ai requisiti minimi del Decreto. Alla luce di quanto emerso il container, per un carico complessivo corrispondente a 27.200 Kg circa, veniva posto sotto sequestro penale e deferiti all’Autorità giudiziaria di Ancona tre persone di origini camerunensi, ma residenti da tempo in Umbria. le ipotesi di reato sono: art. 256 comma 1 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, per aver effettuato la messa in riserva e il deposito preliminare illecito di rifiuti speciali costituiti da apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso; art. 259 comma 1 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, per aver effettuato illecite spedizioni transfrontaliere di R.A.E.E. in Camerun in violazione dell’allegato VI del D.L.vo 49/2014.

A seguito della convalida degli atti ora sarà la Procura della Repubblica di Ancona ad assumere la direzione delle indagini, anche per eventuali ed ulteriori sviluppi. Tra le ipotesi di reato possibili ci potrebbe essere - dicono dai vertici del Noe - il coinvolgimento di alcune aziende umbre per eventuale concorso, dunque se ci sia o meno stata consapevolezza dell'illecito.








Questo è un articolo pubblicato il 12-09-2019 alle 11:46 sul giornale del 13 settembre 2019 - 150 letture

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