Ancona: Che Piano! Gli anconetani battono le mani al ritmo di “Soldi” di Mahmood. Prima del Festival la visita al Salesi

3' di lettura 15/09/2019 - In migliaia a Pian San Lazzaro per il festival Primo Piano Festival. In 5 mila attendono Mahmood, piazze e stand pieni. L’artista prima del festival ha fatto visita ai piccoli del Salesi

Un Pian San Lazzaro inedito

Trova una nuova dimensione il quartiere di Pian San Lazzaro, che mostra il meglio di sé nella notte bianca del Primo Piano Festival. Gli spazi vivono una nuova funzione, grazie al lavoro di organizzatori e commercianti, che hanno aperto e allestito con cura e partecipazione i loro locali e i loro stand. Nello scoprirsi mondano il Piano non rinuncia però alla sua anima di verace anconetanità ed esotica multietnicità. Gli anziani guadagnano le loro panchine in Corso Carlo Alberto, commentando tra loro l’andirivieni del mercatino e assaporando una delle tante gastronomie regionali degli stand. I residenti sopportano con il sorriso le zone pedonali e qualche parcheggio in meno nel rivedere (finalmente) il loro quartiere vissuto dalla cittadinanza tutta, gli anconetani riscoprono quei luoghi frequentanti di giorno, come piazza Ugo Bassi o il mercato di Piazza D’Armi in una dimensione di svago, che si scopre naturalmente addirsi a quegli spazi. L’evento è stato all’altezza delle aspettative e possibile incipit di un modo diverso di vivere questa zona della città, magari anche più di una volta l’anno.

Integrazione

Primo Piano Festival è un evento che tra gli altri valori vuole anche promuovere e sottolineare l’integrazione culturale tra le oltre 100 etnie che vivono e gravitano nei confini di Piano San Lazzaro. Numerosi gli eventi e le occasioni di scambio, culturale, musicale e gastronomico, ma forse più significativa ancora è la partecipazione, naturalmente spontanea, dei cittadini di origine straniera a quella che è diventata una grande festa di quartiere. Famiglie, ragazzi e anziani si godono la loro città assieme ai vicini di casa, colleghi e amici italiani di nascita; negozi etnici e commercianti stranieri collaborano con le botteghe storiche del Piano per dar vita alla festa. Gli abitanti del Piano l’integrazione culturale sembrano già averla raggiunta e guadagnata, forse ancora prima che se ne iniziasse a parlare, con la pacifica convivenza di tutti i giorni. Forse per la partecipazione all’evento della cittadinanza, forse per l’imponente e necessario apparato di sicurezza, efficace quanto discreto, ci si dimentica dei numerosi fatti di cronaca delle notti del Piano. Criticità di un quartiere esistenti, ma a cui probabilmente bisognerebbe riferirsi come atti di criminalità e questioni di sicurezza, piuttosto che a una mancata integrazione culturale.

Mahmood

Evento clou del festival il concerto di Mahmood. In 5000 entrano nello spiazzo dietro il Mercato di Piazza D’Armi. Numero deciso per rispettare le norme di sicurezza, che lascia appena fuori dal concerto numerosissimi fan del cantante vincitore di San Remo, che non si lasciano però scoraggiare, seguendo il concerto dal limite dell’area. L’esibizione inizia alle 23 e 30, orario deciso per lasciare spazio anche agli altri eventi del festival, orario che non scoraggia il pubblico quanto mai variegato. Nelle prime file entusiasti teenager cantano all’unisono con il proprio idolo, ma non sono da meno le tantissime famiglie che poco dietro si scatenano al ritmo del successo “Soldi”. Sono infatti tantissimi i bambini accompagnati dalle famiglie, spesso non meno entusiaste, a vedere Mahmood. L’esibizione è breve (circa 40 minuti), ma briosa e intensa. Mahmood dimostra la propria abilità nel gestire il palco, anche con simpatica autoironia: “Alla fine oggi siamo in un parcheggio. Ma va bene così, rimaniamo umili” e affiancando ai successi pop un’intensa interpretazione di un brano arabo. Rimane tuttavia il tormentone “Soldi” la canzone più attesa dal pubblico, che Mahmood ripete nel bis, scendendo anche dal palco per abbracciare i fan della prima fila.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un editoriale pubblicato il 15-09-2019 alle 13:52 sul giornale del 16 settembre 2019 - 985 letture

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