Sassoferrato: "Il Chi è Sentinate", sabato la seconda conversazione su Pietro Paolo Agabiti

2' di lettura 24/10/2019 - Iniziato Sabato 19 Ottobre a Palazzo Oliva, il primo ciclo di conversazioni (‘300/’400/’500), promosso dall’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”, in collaborazione con il Comune di Sassoferrato, sul tema Il “Chi è?” Sentinate.

Il primo intervento, su Bartolo da Sassoferrato (1313-1357), è stato del Prof. Diego Quaglioni, dell’Università di Trento ed uno dei maggiori conoscitori dell’opera di Bartolo, il più grande studioso e interprete del diritto in età medioevale e moderna.

Quaglioni ha fornito ai presenti un’immagine ampia e documentata dell’importante vicenda accademica di Bartolo - iniziata e poi conclusasi a Perugia dopo essere passata per Bologna, Pisa e Siena -, del suo pensiero politico-giuridico, inserendolo nel contesto del suo tempo, il sec. XIV, e sottolineandone gli influssi nei secoli successivi. Ne ha evidenziato, in particolare, alcuni temi, tra i quali la sua spiritualità ed umanità, che già l’illustrissimo storico del diritto medioevale, il Prof. Francesco Calasso, aveva posto al centro dell’opera bartoliana e che viene richiamata nella lapide apposta nel 1967 nella casa natale di Bartolo, a Rave di Venatura: “Auspicando una nuova umanità, rispettosa del diritto, propizia al dovere, interpretando lo spirito del diritto romano, ideando istituti e forme per le nuove convivenze, esaltando la giustizia e l’equità nell’esercizio delle azioni umane, dettò le norme che regolarono e regolano il vivere civile”.

La seconda conversazione, sempre a Palazzo Oliva alle ore 17, si tiene Sabato 26 Ottobre su Pietro Paolo Agabiti (1470-1540). Ne parlerà la Prof.ssa Tiziana Gubbiotti, che da anni sta lavorando alla ricostruzione dell’operosa esperienza artistica dell’Agabiti, le cui pur eccellenti qualità pittoriche sono state come oscurate dal più noto, posteriore Giovan Battista Salvi (1609-1685). Agabiti e Salvi – quest’ultimo dà il nome alla storica “Rassegna internazionale d’arte / Premio” che il prossimo anno toccherà la sua 70ma edizione – esprimono quella linea artistica che, insieme a quella giuridica e a quella umanistica, caratterizza l’identità di quella che è stata definita “la cittadella della cultura”. Nato a Sassoferrato, l’Agabiti si trasferisce a Padova e subisce l’influenza della pittura veneta. Fu poi attivo a Sassoferrato e a Jesi dove ebbe modo di conoscere Lorenzo Lotto e dove ha lasciato varie opere conservate nella Pinacoteca cittadina. A detta di taluni studiosi, si dedicò anche all’arte plastica, e di questa esisterebbero alcune opere, ma di dubbia attribuzione, a Cupramontana, ove concluse la sua vita, a Jesi e Castelplanio.

Importanti opere di Pietro Paolo Agabiti si possono ammirare nella “Raccolta civica d’arte” di Sassoferrato, collocata a Palazzo Oliva: l’“Annunciazione” e il trittico, dipinto a tempera su tavola, raffigurante la “Madonna con Gesù Bambino in trono”, “San Marco Evangelista” e “Santa Maria Maddalena”.

In allegato la locandina.


da prof. Galliano Crinella
Università di Urbino “Carlo Bo”







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-10-2019 alle 15:02 sul giornale del 25 ottobre 2019 - 227 letture

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