Inaugurata la mostra fotografica “La battaglia di Mosul” di Emanuele Satolli

3' di lettura 15/12/2019 - Inaugurata dallo stesso autore, con grande successo di pubblico, sabato 14 dicembre alle ore 17, al Complesso “Le Conce” la mostra fotografica “La battaglia di Mosul” di Emanuele Satolli.

Rassegna già esposta a Milano e promossa in quella sede dal Gruppo Redattori Iconografici Nazionale, che offre un resoconto della battaglia per liberare la città di Mosul, in Iraq, caduta in mano all’Isis nel giugno 2014. Per catturare i trentuno scatti, nei circa 9 mesi di conflitto, l’autore, fabrianese doc, è stato a Mosul e nelle zone limitrofe sei volte, come freelance e successivamente per la rivista Time ma anche per Repubblica la cui Foto Editor, Giulia Micozzi, ha affiancato Satolli in questa riuscitissima esposizione, preceduta appunto da una interessante presentazione conclusa con una lunga serie di domande dei partecipanti.

“Spesso guerre e conflitti si delineano nell'immaginario collettivo attraverso parole e dichiarazioni, vaghe e distanti, di politici e burocrati – ha risposto Satolli alle domande del giornalista Alessandro Moscè - la fotografia ha il compito di dare un volto a chi, suo malgrado, si ritrova a fare l'esperienza di una guerra e ha il potere di evocare un senso di umanità. Di registrare la storia attraverso il destino degli individui. Mostrare la quotidiana tragedia di un singolo uomo, di una singola famiglia.

Svelare anche la prossimità dell'uomo alla tragedia. E lo spettatore a cui la foto è destina­ta è chiamato a partecipare a un dialogo, avvi­cinandosi in maniera del tutto personale all'essenza della natura umana. Per gli antichi greci la tragedia era l'unica forma narrativa che includesse tutta la verità della condizione umana (di esseri finiti, man­canti). Il suo sorriso transitorio e il suo dolore irrimediabile. La battaglia di Mosul è stata, per i nostri giorni, una battaglia unica. Il più grande e impegnati­vo conflitto urbano dalla Seconda Guerra Mondiale.

Migliaia di civili in fuga hanno abbandonato le proprie case. La propria città. Chi non c'è riuscito, tra le 9000 e le 11000 persone secondo l'Associated Press, è morto durante i combatti menti. Soldati iracheni, rimasti per nove mesi in bilico tra la vita e la morte, sono arrivati a fare cose di cui l'essere umano sembra non esserne capace. E l'umanità, debolmente riemersa di un combattente dell'isis poco prima di essere giustiziato, è stata ricacciata per sempre sotto le macerie di una città ago­nizzante ma liberata.

Questa è la mia testimonianza che vuole evocare un senso di umanità. Di registrare la storia attraverso il destino degli individui. Mostrare la quotidiana tragedia di un singolo uomo, di una singola famiglia. Svelare anche la prossimità dell’uomo alla tragedia.

E lo spettatore a cui la foto è destinata è chiamato a partecipare a un dialogo, avvicinandosi in maniera del tutto personale all’essenza della natura umana.” Come detto, la mostra curata negli allestimenti da Nicola Cristalli (anche la Diasen ha preso parte con il colore dato alle superfici di supporto alle foto) e realizzata grazie al sostegno del Comune di Fabriano, di Elica (presente Francesco Casoli) Faber e la Fondazione Carifac”, presente anche il presidente Marco Ottaviani, è stata davvero partecipata, sollevando grande interesse “Siamo molto felici, come ProLoco Fabriano – sono parole del presidente, Paolo Mearelli – di dare il giusto spazio a un nostro concittadino che ha realizzato un lavoro culturale, umanitario e comunicativo di alto livello. Non possiamo non rimanere toccati dalle sue foto che raccontano l’orrore della guerra”.

Gli Orari che consentono di vistare “La battaglia di Mosul”: dal 14 dicembre, dalle 18.00 alle 20.00, fino al 12 gennaio 2020, esclusi i giorni di Natale e Capodanno.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-12-2019 alle 09:42 sul giornale del 16 dicembre 2019 - 282 letture

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