Punto nascita, Santarelli: "Ministero non può imporre la chiusura, Regione può agire diversamente"

nascita neonato bambina nascite 3' di lettura 17/01/2020 - Qualche giorno fa ho appreso che in Emilia Romagna ci sarebbe l'intenzione di riaprire alcuni punti nascita in aree geograficamente disagiate. La notizia mi è giunta prima dell'incontro con la Sottosegretaria Zampa e chiaramente è stato uno dei principali argomenti di discussione nella riunione che abbiamo avuto mercoledì scorso al Ministero dove ho anche sottoposto la situazione della localizzazione degli ospedali nella nostra regione con i relativi servizi evidenziando l'assenza di assistenza alla fascia pediatrica in tutto l'entroterra.

La strada indicata dal Ministro Speranza segue quella tracciata dal suo precedessore e si basa sugli stessi principi: a 4 anni dall'applicazione della norma c'è la possibilità di analizzare quanto fatto e applicare dei correttivi se e dove necessario.

Ho letto diversi articoli e dichiarazioni su quanto sta succedendo in Emilia Romagna e sono contento di aver trovato una costanza nell'informazione data: la regione può in autonomia decidere di tenere aperti i punti nascita. Riporto in particolare un passaggio che ricalca perfettamente quanto ho avuto modo di dichiarare in diverse occasioni:

"Nel lontano 2017, al netto delle proteste dei comitati locali, la questione sembrava ormai un caso chiuso. 'Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare', disse Bonaccini. La Regione sostiene di aver dovuto prendere atto del diniego alla deroga arrivato da Roma, anche se il ministero non può 'imporre alcuna chiusura'. 'Sono stata quattro volte al ministero - rivela Emanuela Cioni, del comitato di Porretta - e i miei interlocutori mi hanno sempre detto che la Regione avrebbe potuto decidere diversamente'".

Sono due i passaggi che mi interessano e che confermano quanto ho sempre detto:
1. IL MINISTERO NON PUO' IMPORRE LA CHIUSURA
2. LA REGIONE PUO' DECIDERE DIVERSAMENTE

In più occasioni ho sostenuto le stesse cose ricevendo accuse di voler solo scaricare le responsabilità. Individuare i responsabili è indispensabile per provare a contrastarne le decisioni. Ma a volte nella nostra città la voglia di colpire "l'avversario" di turno è più forte della volontà di voler risolvere i problemi e si perde di vista l'obiettivo che dovrebbe sempre essere il bene comune.

Quello che sta succedendo in Emilia Romagna è questo: la regione si fa carico della riapertura dei punti nascita assumendosene le responsabilità in maniera piena. E' chiaro che la prossimità delle elezioni contorna tutto con un alone di opportunismo elettorale. Ma quello che a me interessa in questo momento è avere la conferma, io non ne avevo bisogno perché lo sapevo già, che LA REGIONE PUO' LASCIARE APERTO O ADDIRITTURA RIAPRIRE un punto nascita di sua iniziativa indipendentemente da quanto indicato dal comitato punto nascita nazionale.

E' una questione di volontà.

Altro discorso è la annunciata volontà di revisione del decreto 70/2015 che apre le porte a uno scenario più ampio.

Concludo con un dato a mio avviso significativo. Nel 2019 sono state 80 le nascite nell'ospedale di Branca contro le 30 nell'ospedale di Jesi. A quelle della struttura di Gubbio si aggiungono le nascite avvenute a Foligno e a Perugia per un totale di quasi 100 nascite fuori regione che corrisponde a circa il 60% dei nuovi nati e residenti nel nostro comune. Ho chiesto di avere i dati relativi agli altri comuni che facevano riferimento al Profili per avere un quadro che mi consenta poi di chiedere alla Regione quali sono stati i costi sostenuti per ripagare la Regione Umbria di queste prestazioni.

Ma soprattutto questi dati evidenziano l'assurdità per la quale in nome della tanto sbandierata sicurezza basata su freddi numeri sono state mandate delle mamme a partorire in un ospedale che fino alla chiusura del nostro punto nascita faceva meno parti del Profili.


da Gabriele Santarelli
sindaco di Fabriano





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2020 alle 17:52 sul giornale del 18 gennaio 2020 - 948 letture

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