"I Senzanome. Mostra di acquerelli di Christian Flores", l'inaugurazione al Museo della Carta e della Filigrana

4' di lettura 29/01/2020 - La Stanza dell’Arte, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Fabriano e con gli Archivi del Centro Studi Milano ‘900, presenta presso il Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano la mostra personale con quaranta acquerelli dell’artista peruviano Christian Flores, già ospite del museo in occasione del Premio Biennale internazionale di acquerello “Marche in acqua” - Fabriano Watercolor del 2018.

Protagonisti della mostra I senzanome: viene in questo modo espressa la figura del migrante attraverso le tre sezioni dedicate, ossia donne e bambini, uomini soli e famiglie.

La mostra, cogliendo l’occasione dell’anniversario della scomparsa di Raffaello, aprirà con un omaggio alla figura dell’Urbinate grazie alla rilettura da parte dell’artista contemporaneo dell’iconografia rinascimentale della Madonna con Bambino; ne scaturisce una nuova iconologia che ha come leit-motiv il viaggio e come tappe le tre dimensioni esistenziali che più rappresentano il migrante: la partenza, il cammino, l’approdo.

Lo sviluppo narrativo prende corpo nel trasferire l’immagine rinascimentale della Vergine col Bambino in una figura archetipica che rappresenta in un ideale piano sequenza le forme essenziali del mito.

Ecco apparire l’uomo solitario, moderno Ulisse, la donna e il bambino, Penelope e Telemaco, e finalmente alla fine di questa Odissea, la famiglia ricongiunta nella ricomposizione dei frammenti del sogno del Rinascimento.

IL CONCEPT DELLA MOSTRA

Il ciclo comprende l’ultima produzione che il Maestro Christian Flores dedica a una delle sue poetiche maggiori, la migrazione, fenomeno sociale su vasta scala di cui è sottolineato nel titolo il rapporto complesso tra il pubblico e le figure mirabilmente rese all’acquerello che si stagliano al centro del foglio bianco.

Infatti, considerata la forza espressiva delle persone così descritte, di cui tutto si può dire fuorché non abbiano una identità, sorge il dubbio che chi è senza nome sia in realtà lo spettatore, ribaltando il ruolo da soggetto a oggetto dello sguardo dei migranti. Se da una parte, infatti, Flores indica una società spesso incapace di guardare con attenzione ai nuovi bisogni di inclusione di quelli che con distacco considera “migranti” - termine così generico da denotare solo una dimensione transitoria dell’esistenza, tralasciando gli elementi costitutivi della sua storia o formazione - dall’altra, le sue opere ci permettono di misurare il livello di civiltà dei paesi che li accolgono, nella loro capacità di dare un nome ai volti qui rappresentati.

Queste figure parlano del confine estremo degli eventi e s’inseriscono in quel novero affascinante e riconoscibile dell’arte che tenta di connettersi con le cronache del nostro tempo, ma senza fermarsi al mero reportage, bensì stimolando la riflessione con una specifica funzione educativa. (Antonio d’Amico)

La tecnica è piegata all’effetto espressivo ricercato, diventando segno, indice della condizione umana ritratta: nebulizzato, il corpo diventa mobile, l’identità impermanente, pronta ad adattarsi a nuovi contesti. Infatti, ciò che si legge nella maggior parte dei personaggi ritratti è disperazione, spaesamento, perplessità, ma anche determinazione, fierezza e desiderio di una nuova vita. Fino a denudare i personaggi, indugiando sulla resa della carne viva, ritraendo di fatto i nostri progenitori, Adamo ed Eva, cacciati dal Paradiso per “migrare” sulla Terra.

La relazione che si è chiamati a stabilire con i ritratti è frutto dell’esperienza dell’artista rispetto alla situazione esistenziale rappresentata. Christian Flores, nato in Perù ad Arequipa, la Città Bianca evangelizzata sotto l’impulso dei padri missionari, ha vissuto in prima persona tanto gli orrori perpetrati dal Sentiero Luminoso, contando molti amici e parenti tra le vittime dei terroristi, quanto il distacco dal proprio paese.

Dopo esser stato celebrato in patria con numerosi e prestigiosi premi, a partire dalla consacrazione alla Biennale Nazionale di Lima nel 2000, per essere poi presente in tutti i maggiori musei del continente sudamericano, Flores decide di venire in Europa, prima ospite della Fondazione Cartier e poi invitato in Italia dall’Associazione Italiana degli Acquarellisti (AIA), per confrontarsi con lo sguardo dell’altro Mondo.

Oggi, attivo a Milano, è seguito dal Centro Studi Milano ‘900 che ha ideato questo progetto espositivo in partenariato con La Stanza dell’Arte, associazione che ne cura e sviluppa l’operato sul territorio, a partire dall’indirizzo ermeneutico attraverso il quale vengono elaborati gli archivi dei maestri contemporanei attivi a Milano.

MUSEO DELLA CARTA E DELLA FILIGRANA, FABRIANO
I SENZANOME. MOSTRA DI ACQUERELLI DI CHRISTIAN FLORES
Inaugurazione 7 febbraio 2020
Aperto dal 7 febbraio al 15 marzo 2010
Ingresso GRATUITO.
Orari mostra:
dal Martedì alla Domenica
Mattino: 09.00 - 13.00 - Pomeriggio: 14.30 - 18.30
Lunedì chiuso

In allegato la locandina.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2020 alle 15:10 sul giornale del 30 gennaio 2020 - 844 letture

In questo articolo si parla di cultura, inaugurazione, fabriano, Comune di Fabriano, Museo della Carta e della Filigrana, comunicato stampa, I Senzanome, Mostra di acquerelli di Christian Flores

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bfER





logoEV