Inuaugurata la mostra “Il potere dei senza potere. Interrogatorio a distanza con Václav Havel”

4' di lettura 01/02/2020 - Inaugurata sabato mattina, presenti il sindaco Gabriele Santarelli, il Vescovo emerito Giancarlo Vecerrica, il presidente della Fondazione Francesco Merloni, il Rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari e il curatore Ubaldo Casotto, la mostra “Il potere dei senza potere. Interrogatorio a distanza con Václav Havel” curata, da Ubaldo Casotto e Francesco Magni.

Nella splendida sede del Palazzo del Podestà, tra testi, immagini e filmati, la Rassegna voluta dalla Fondazione Costruiamo il Futuro e della Fondazione Aristide Merloni, racconta pagine di storia moderna di estremo interesse sociale e politico. Dall’1 al 21 febbraio questa che è al tempo stesso una vetrina, una esposizione, una bacheca ed una cronistoria sul presidente della Rivoluzione di velluto, potrà essere visitata, come auspicato da tutti coloro che hanno preso la parola prima del taglio del nastro, dai giovani di tutte le scuole della città e del comprensorio, che saranno accompagnati, come del resto gli altri visitatori, da quaranta persone del Gruppo Giovani Guide. In estrema sintesi la mostra è una lunga intervista postuma ad Havel, con domande poste da giovani di oggi è risposte rigorosamente tratte dai suoi libri e dai suoi discorsi. Si spazia dalla Primavera di Praga del 1968 alla sua elezione a presidente del 29 dicembre 1989, da Charta 77 agli anni di prigione, dal significato del dissenso nei Paesi dell’Est al valore dell’integrazione europea, dal compito della politica alla centralità dell’uomo nell’economia.

“Il potere dei senza potere Interrogatorio a distanza con Vàclav Havel – ha spiegato Casotto - ripropone a quarantanni dalla pubblicazione italiana de II potere dei senza potere (1979) e a trenta dalla sua elezione alla presidenza della Federazione Cecoslovacca (1989) il pensiero e la testimonianza di Vàclav Havel, facendone emergere tutta Fattualità. La forma è quella dell’intervista (Havel, con indubbio humor, le chiamava «interrogatori a distanza» per distinguerli da quelli, numerosi, che ha subito nelle carceri ceche). Le domande sono poste oggi, le risposte sono tutte tratte, liberamente ma fedelmente, dai suoi libri. Gli è stato chiesto di tutto: perché è diventato un dissidente, che cosa pensa della vita e della politica, dell’ideologia e della verità, dell’Est europeo e dell’Occidente, della crisi dell’uomo moderno e del suo rapporto con Dio, della fine del Patto di Varsavia e dell’adesione all’Unione europea, della fede e dell’esperienza dell’assurdo, della dignità dell’uomo e della speranza. E del potere dei senza potere, cioè dell’ortolano di Praga e del birraio boemo. Cioè di ciascuno di noi”.

“Nel trentennale della caduta del muro di Berlino – ha dichiarato Francesco Merloni, presidente della Fondazione Aristide Merloni - abbiamo voluto ospitare questa mostra su Václav Havel, stupenda figura di uomo che si è battuto per la libertà del suo popolo, prima da dissidente, più volte incarcerato, e poi da uomo delle istituzioni, come presidente della Repubblica cecoslovacca prima e Ceca dopo la separazione dei due paesi: 1989 al 2003. Impressionante rileggere oggi quell’esperienza e vedere come quel regime, che all’epoca ritenevamo inscalfibile, sia caduto senza violenza, grazie a manifestazioni assolutamente pacifiche”. Altrettanto interessanti al riguardo le dichiarazioni fatte pervenire da Maurizio Lupi presidente della Fondazione Costruiamo il futuro ““Havel è un personaggio che con la sua testimonianza mi motivò molto nel mio impegno politico, lessi il suo saggio sul dissenso, “Il potere dei senza potere” nel 1979, da giovane universitario, e penso che il suo messaggio, proprio perché insiste sulla centralità dell’uomo, sulla sua responsabilità, sulla preminenza della vita rispetto alla politica, sul mettersi insieme fra diversi invece che dividersi in nome di ideologie astratte, sia un messaggio molto attuale che lo rende una persona che anche i giovani d’oggi possono incontrare e che può dare loro quelle ragioni, quell’esempio che li spinga a impegnarsi per il bene comune e la cosa pubblica. Io sono molto grato a Francesco Merloni per aver voluto portare questa Mostra a Fabriano, così come ringrazio il sindaco Gabriele Santarelli per l’ospitalità che ci accorda”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2020 alle 13:01 sul giornale del 03 febbraio 2020 - 284 letture

In questo articolo si parla di attualità, redazione, fabriano, comunicato stampa

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