Il Rotary Club dedica una serata alla fisarmonica

4' di lettura 15/02/2020 - “Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani, la sua testa e il suo cuore è un artista”.

L’asserzione è di San Francesco d’Assisi e compendia mirabilmente la serata organizzata dal Rotary Club di Fabriano, dedicata allo strumento inventato nelle Marche e conosciuto in tutto il mondo, la fisarmonica, con Fabriano che ha in Diego Trivellini, non soltanto un provetto strumentista ma anche un interprete all’avanguardia e straordinario innovatore di questo macchina del suono. Procediamo con ordine per comporre il pregiato mosaico di un meeting che il Rotary Club, presieduto da Patrizia Salari, ha riservato a Moreno Giannattasio, Tonino Alessandrini, Sergio Domesi e Diego Trivellini, sorprendenti quanto singolari protagonisti della realtà davvero stupefacente che gravita intorno alla fisarmonica.

A Moreno Giannattasio, già assessore alla cultura di Castelfidardo, presiede la Civica Scuola di Musica Paolo Soprani, fondatore del portale theaccordionist.it , direttore del Polo Tecnologico delle valli dell'Aspio-Musone, membro del Cda della Fondazione Marche Cultura, animatore culturale che ha pubblicato oltre 10 libri, tra i quali l'ultimo uscito sull'inventore dell'industria della fisarmonica, è spettato il compito di illustrare ai Rotariani, partendo dal tratteggio della figura di Paolo Soprano la storia di un dispositivo musicale che oggi trasforma l’artigiano in un artista. “Nel 1863 un giovane contadino, Paolo Soprani – ha spiegato Giannattasio - intuisce che un piccolo organo portativo può diventare un’intera orchestra. Nasce la fisarmonica e la sua industria, che sviluppa una competenza artigianale così sapiente da trasformarsi in manifattura d’arte. Oggi Castelfidardo è il Paese leader nel mondo per la produzione dei marchi più prestigiosi ed è la seconda patria sulla carta d’identità di ogni suonatore ed è famosa nel mondo per il Premio Internazionale della Fisarmonica.”

Ovviamente tanti altre interessanti notazioni sono arrivate da Giannattasio, dall’alto della sua profonda conoscenza della materia, così come da Tonino Alessandrini, contitolare della ditta a conduzione familiare Alessandrini di Castelfidardo, che produce e restaurano fisarmoniche da due generazioni e Sergio Tomesi, davvero un genio di una macchina del suono per la cui costruzione devono essere assemblati da artigiani esperti oltre cinquemila parti della fisarmonica. Dalla parte del canto, al mantice e i bassi come in una catena di montaggio severamente organizzata (per la fabbricazione occorrono dai 5 ai sei mesi) il lavoro di una equipe che dal falegname arriva all’officina, permette di creare esemplari unici dalle straordinarie sonorità, per altro come quelle sviluppate dagli anni Ottanta, con la fisarmonica elettronica, di cui il nostro Diego Trivellini è figura di spicco e star incontrastata nel Bel Paese e magari poco conosciuta ed apprezzata in città e qui nemo propheta in patria è la frase consunta ed abusata ma quanto mai centrata. Spiego subito il perché. Diego Trivellini è il fisarmonicista elettronico di Fabriano più conosciuto in Italia, arrangiatore ed esecutore di celebri colonne sonore per la musica per il cinema in particolare ed apprezzato musicista che nel ’98, dopo aver frequentato il Conservatori G. Rossini di Pesaro, ha iniziato a sperimentare con una Azienda di Castelfidardo per la progettazione di una fisarmonica elettronica, oltre ad aver iniziato a collaborare con il giornalista, presentatore e artista Paolo Notari e oggi, soltanto per parlare della sua ultima attività è “l’orchestra” della commedia musicale su vecchi oggetti e abitudini ormai dimenticate, che fanno tornare indietro nel tempo, tempo fatto di sorrisi, musica e sogni con un attore come il grande Stefano Masciarelli”.

“Chi suona uno strumento a mantice – è stato detto - compie un gesto unico: spinge il vento con la forza di un abbraccio, seleziona le voci armoniche con l’intelligenza delle dita e crea la musica. E il suono della fisarmonica non ha confini, conquista il mondo e crea aggregazione.” In buona sostanza, la interessante e vivace conviviale rotariana voluta dalla presidente Patrizia Salari, conclusa da un magnifico ed esaltante concerto di Diego Trivellini, ha provato, semmai c’è ne fosse bisogno, che Castelfidardo e la Patria della fisarmonica, ma Fabriano ne vanta uno prodigioso interprete da ospitare, magari al Teatro Gentile, per farne conoscere al meglio e in tutta la sua bravura, la qualità assoluta.








Questo è un articolo pubblicato il 15-02-2020 alle 16:59 sul giornale del 17 febbraio 2020 - 264 letture

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