Sassoferrato: al Teatro del Sentino lo spettacolo "Regalo di Natale", tratto dal film di Pupi Avati

2' di lettura 24/02/2020 - Il nuovo appuntamento della stagione di prosa è con una pièce teatrale di grande intensità ed anche di estrema attualità. Stiamo parlando di “Regalo di Natale”, spettacolo che vedrà in scena al Teatro del Sentino, sabato 29 febbraio alle ore 21,00, un cast di attori di assoluto valore, composto da Gigio Alberti, Valerio Santoro, Giovanni Esposito, Gennaro Di Biase e Fulvio Pepe.

La rappresentazione, la cui regia è firmata da Marcello Cotugno e l’adattamento teatrale da Sergio Pierattini, è tratta dal celebre film di Pupi Avati del 1986. Un film che, oltre ai tanti consensi di critica e di pubblico, ottenne alcuni prestigiosi riconoscimenti: David di Donatello e Nastro d’Argento nel 1987, e “Coppa Volpi” a Carlo Delle Piane per la migliore interpretazione maschile in occasione della 43^ edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 1986. “Regalo di Natale” è innanzitutto una profonda e amara riflessione sulla perdita dei valori umani.

Quattro amici di vecchia data, Lele, Ugo, Stefano e Franco, si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro vi è anche il misterioso avvocato Santelia, un ricco industriale sulla sessantina, ovvero il classico “pollo da spennare”. La partita si rivela ben presto tutt’altro che amichevole. Sul piatto, oltre a un bel po’ di soldi, c’è il bilancio della vita di ognuno: i fallimenti, le sconfitte, i tradimenti, le menzogne, gli inganni, le recriminazioni e le speranze. /

«Originariamente ambientato negli anni ‘80 - scrive Cotugno nelle note di regia - il testo è stato trasposto ai giorni nostri, in cui la crisi economica globale si è abbattuta sull’Europa segnando profondamente la società italiana. In risposta a recessione e precariato, il gioco d’azzardo vive una stagione di fulminante ascesa, e - dalle slot che affollano i bar e al boom del poker texano - si moltiplicano i luoghi e le modalità in cui viene praticato. Con la sua stringente contemporaneità e la sua universalità fuori dal tempo, la parabola di “Regalo di Natale” è allora il trionfo del singolo sul collettivo, è la metafora del successo di uno conquistato a spese di tutti, è il simbolo di una teatralità doppia e meschina, è un’amara una riflessione su come stiamo diventando. O su come forse siamo già diventati».

Dunque, un cast di eccezionale bravura, capace di coinvolgere gli spettatori e di farli entrare dentro la scena, per uno spettacolo dalle tinte “noir”, ma che, al tempo stesso, sa regalare momenti di leggerezza e ilarità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2020 alle 10:58 sul giornale del 25 febbraio 2020 - 175 letture

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