Alla scoperta della Compagnia Arcieri Fabriano. Intervista al presidente Piero Ciarlantini

7' di lettura 23/03/2020 - Compagnia Arcieri Fabriano, una tradizione decennale, affiliata alla Federazione Italiana di Tiro con l’Arco Storico e Tradizionale, tra le più numerose della Federazione e nel 2019 laureata Campioni d’Italia 2019 nella categoria Foggia storica. Ma il curriculum vitae di questo Gruppo non si esaurisce certo qui e il presidente, Piero Ciarlantini, nel corso di un incontro, ce ne fa conoscere tante altre peculiarità.

Daniele Gattucci: Iniziamo con uno sguardo al passato e ripercorriamo la storia del tiro con l’arco a Fabriano?

Piero Ciarlantini: “Il tiro con l’arco storico vede ufficialmente la sua nascita a Fabriano, nel 2006, quando un gruppo di “sconsiderati” messeri e madame, decise di dar vita a quella che oggi in tutta Italia è conosciuta come Compagnia Arcieri Fabriano. Un dragone alato – sottolinea - in procinto di scoccare la propria freccia e il motto di “Guerra”, In Animo Iuncti, ne costituisce l’araldica. Araldica di una Compagni che sin dalle prime gare si è contraddistinta come una delle Scuole di Arcieria storica migliori in Italia, non a caso da dieci anni siamo regolarmente iscritti al Campionato Italiano Arco Storico e Tradizionale (FITAST) e in questo contesto, nella passata stagione, gli Arcieri fabrianesi si sono laureati campioni d’italia 2019 nella categoria Foggia storica oltre ad aver portato molti atleti a podio nell’individuale.”

Risultati che non si raggiungono facilmente senza una struttura Direttiva ben conformata, oggi composta, il Consiglio direttivo si rinnova ogni quattro anni ed è in scadenza nel 2021, dal presidente Piero Ciarlantini; Vice, Fabio Tritelli; segretario, Enrico Maracchini; consigliere con delega alla Tesoreria, Vincenzo Raspatelli, consiglieri con delega rapporti con la Federazione, Antonino Santonocito.

“La Compagnia Arcieri – ci risponde Ciarlantini - è affiliata alla Federazione Italiana di Tiro con l’Arco Storico e Tradizionale, con cui partecipa al relativo Campionato Italiano, Federazione alla quale sono affiliate 45 società che coprono un pò tutto il territorio nazionale, Da Monselice in Veneto ad Enna in Sicilia. Ogni anno il campionato inizia ad aprile per poi concludersi ad Ottobre su uno scenario di 18 gare che vedono come palcoscenico, molti tra i borghi medioevali più belli d’Italia. La tappa fabrianese del campionato italiano quest’anno sarà il prossimo 7 giugno e lo scorso anno a questo appuntamento hanno preso parte 310 atleti provenienti da 32 diverse società sportive.”

Come si svolgono le gare di questa particolare disciplina?

“Su un percorso di 20 piazzole di tiro che gli atleti devono affrontare in un lungo percorso di spazio e tempo. Una gara può durare anche sei ore su un percorso di 4-5 kilometri, inoltre si eseguono in abito rigorosamente medievale, periodo di riferimento il 1300, al riguardo la Federazione, lo scorso anno, ha organizzato un vero e proprio convegno per spiegare la storia ed evoluzione dei costumi ed abiti in voga nel medioevo. Anche gli archi stessi sono fatti a mano, sapientemente lavorati dai mastri arcai, cosi come le frecce e ogni atleta deve provvedere alla costruzione delle proprie frecce con i nostri corsi durante i quali si tengono lezioni dedicate a questo argomento.”

Da quanti elementi è composta la Compagnia Arcieri Fabriano?

“E’ tra le più numerose della Federazione, contiamo su circa 45 atleti: Messeri e Madonne, a cui vanno a sommarsi 15 ragazzi: Pueri e Juvenis e ad esempio lo scorso anno abbiamo avuto una partecipazione media di 30 atleti a gara. Non c’è un limite di età per gareggiare, andiamo dai dieci anni ai settante anni e tutti sono accomunati dalla stessa passione”.

L’Associazione ha realizzato un impianto sportivo dedicato al Tiro con l’Arco o meglio quale è la vostra palestra?

“Purtroppo gli eventi sismici del 2016 ci hanno portato via la storica sede di via Cavallotti. ora, anche grazie alla Curia Cittadina e Don Umberto, abbiamo creato la nostra sede presso i locali del nuovo seminario in Via Serraloggia. In questi locali, sapientemente adattati, possiamo non solo svolgere sessioni di allenamento, ma anche corsi di avvio alla pratica del tiro con l’arco, (il prossimo inizierà il 3 marzo) e svolgere anche stage tecnici di tecnica di tiro. Poche settimane fa abbiamo avuto l'onore di accogliere nella nostra sede, Vincenzo Scaramuzza, sconosciuto ai non addetti ai lavori, ma posso solo dire che è stato allenatore della Nazionale Italiana di arco olimpico alle Olimpiadi di Atlanta e Sidney, attualmente è allenatore della nazionale Italiana tiro con l’arco di Campagna, ma il suo vanto maggiore è stato quello di aver scoperto ed allenato gente come Marco Nespoli, oro alle olimpiadi di Londra.”

A quante gare, prove, manifestazioni avete preso parte? Con quali risultati?

“Oltre alle gare di campionato, gli aricieri fabrianesi sono tra i fondatori ed ideatori del Torneo della Marca, la sfida tra le migliori squadre marchigiane di tiro con l’arco, molto sentita, purtroppo, Fabriano, non riesce a vincerla da dieci anni. Quest’anno Il Torneo della Marca, si svolgerà nella splendida cornice di Piazza del Popolo ad Ascoli il prossimo 27 settembre.”

Quale è il vostro Calendario per il 2020

“Oltre ai campionati federali, gli arcieri sono chiamati a moltissime manifestazioni rievocative che si svolgono nel circondario. Da anni partecipiamo alle manifestazioni rievocative per San Fortunato, patrono di Todi, alle rievocazioni per i Templari del Monte Cucco, Castello di Fiuminata, Castello di Genga ecc ma la manifestazione più importante a cui partecipiamo e senza dubbio il Palio di Fabriano”.

Ce ne spieghi i motivi?

“La gara del Palio è indubbiamente uno dei momenti più intensi e sentiti della stagione. Gli arcieri fabrianesi, per questa occasione, si troveranno suddivisi nelle quattro squadre che rappresentano le quattro Porte della città. Per una volta si affronteranno come avversari sul campo di tiro, sulla Piazza gremita di gente. Amici ed avversari allo stesso tempo, ognuno conosce dell’altro pregi e difetti, si temono e si stimano l’un l’altro. Una gara sempre ad alto contenuto tecnico, emotivo e spettacolare. Tutti i bersagli, sia per la gara fITAST che per la gara del palio, sono fatti esclusivamente a mano. nella compagnia abbiamo dei veri e propri maestri nell’artte di costruire bersagli, sempre più belli e spettacolari.”

In chiusura, abbiamo parlato delle diverse categorie di Archi, ce le illustri?

“Per quanto riguarda gli Archi, cosi come 700 anni fa, anche oggi sono divisi in due categorie Arco Storico/Tradizionale, vicino alla tradizione Occidentale e Foggia Storica vicino alla tradizione orientale/mongola, nel dettaglio abbiamo Arco storico. Nella sua costruzione vengono utilizzati solo materiali naturali (monolitici in legno, compositi in legno, corno e tendine) e se sono costituite da più parti da assemblare è ora ammesso l'uso di colle artificiali. Anche frecce e corda devono essere interamente costruite con materiali naturali. Per le corde solitamente si usa la fibra di lino. Recentemente è stata regolarizzata la corda in materiale sintetico (Dacron). Arco Tradizionale o "arco lungo" costruito in genere con più strati di legno incollati con inerti di carbonio e/o vetroresina. II tradizionale esteticamente è molto simile ad uno storico se non per il fatto di avere una "finestra" nell’impugnatura dove alloggiare la freccia. La tecnica di costruzione, però, è moderna: il legno è inserito all'interno di fibre artificiali che ne aumentano notevolmente le prestazioni (si avvicinano a quelle di un ricurvo di pari libbraggio). Sono permesse in questa categoria esclusivamente frecce con asta in legno e penne naturali. Infine l’Arco Foggia Storica, con una doppia curvatura che lo rende più morbido e contenuto nella lunghezza è molto simile allo storico ma possiede inserti di carbonio e/o vetroresina anche in questo caso le frecce devono essere di legno con piume naturali.”








Questa è un'intervista pubblicata il 23-03-2020 alle 17:25 sul giornale del 24 marzo 2020 - 563 letture

In questo articolo si parla di sport, redazione, arco, fabriano, intervista

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