Per l'ospedale di Fabriano è il momento del rilancio: si recuperino i mancati investimenti progressivi degli anni scorsi

3' di lettura 21/05/2020 - Le strutture ci sono, anche perché c’è un fondo di un milione e mezzo di euro per ristrutturare l’ala ospedaliera resa inagibile dal sisma del 2016 e prima ancora di questo vanno ripristinati il servizio di Pedriatria, reintegrata la dotazione organica, innanzi tutto della Cardiologia, subito dopo della Riabilitazione, dell’Ortopedia anche se è arrivato il nuovo Primario, della Medicina Interna rimpolpando la Terapia Intensiva collegata al Pronto Soccorso.

Tutto questo senza dimenticare che è stato Presentato Il ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar delle Marche che ad ottobre del 2019, ha respinto l’istanza del Comune di Fabriano di evitare la chiusura del Punto Nascita dell’Engles Profili. Quindi, Se non ora quando?

Oggi ancora più di ieri e ora che la pandemia ha evidenziato le criticità dei servizi offerti dal nostro nosocomio, è necessario puntare sulla classe medica e infermieristica che in questi ultimi mesi ha lavorato senza tregua salvando vite, prendendosi cura dei pazienti e garantendo l’assistenza necessaria. L'emergenza pandemica di questo inizio 2020 ha dimostrato il costo davvero caro sull’insieme dei servizi sanitari, nazionali e regionali, dovuto alle politiche di razionalizzazione basate sui parametri della ragioneria, piuttosto che su quelli della salute, della riduzione della spesa, in onore a politiche europee e nazionali di esclusivo contenimento.

Come più volte sottolineato dagli organi sindacali e dagli stessi medici “La vera parola d'ordine di questi anni è stata: disinvestire, e le conseguenze si sono viste, dal calo di posti letto a quello del personale sanitario, sino al sovraccarico di lavoro per i medici, i veri pilastri del Ssn e prima linea contro la diffusione del Corona virus”. Questo encomiabile lavoro, tra gli altri risultati sopra citati ha determinato “una nuova significativa alleanza tra le professioni sanitarie, patrimonio che non va disperso e alle quali va permesso esercitare in un 'habitat' lavorativo adeguato, eliminando le incombenze che 'rubano' il tempo clinico, ma anche rinnovando i contratti, le convenzioni, senza dimenticare la formazione, determinando un ricambio generazionale graduale, una volta andati in pensione i senior”.

Altro aspetto più volte ribadito dagli organi sindacali e medici, anche se va detto a grandi lettere nei confronti del “Profili” c’è stata una grandissima movimentazione di fondi e strumentazione “vanno dotati tutti i medici di dispositivi di protezione adeguati. Gli stessi medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, la medicina del territorio in generale, devono poter essere attrezzati, anche con la nuova tecnologia da usare a casa del paziente, per compiere al meglio le visite e poter utilizzare sia gli strumenti terapeutici, come la prescrizione di farmaci appropriati, sia quelli diagnostici, come la prescrizione di esami validati, di tamponi, quando si rendono necessari, permettendo una più precisa mappatura del contagio. La conoscenza del paziente da parte dei medici di famiglia è una risorsa che non si può disperdere”.

Questa la sfida sul terreno della politica, rinnovando il dialogo con i cittadini e ovviamente con le Istituzioni, da attuare non soltanto per l’Ospedale di Fabriano ma anche nei confronti di tutti gli altri 13 nosocomi delle Marche fortemente penalizzati dalla pesantissima riduzione della spesa: una rivoluzione etica da attuare con un confronto serrato tra il presidente Ceriscioli, con delega alla Sanità e il Direttore dell’area Vasta 2, Guidi.gatt






Questo è un articolo pubblicato il 21-05-2020 alle 12:31 sul giornale del 22 maggio 2020 - 240 letture

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