Genga: settimana positiva per le Grotte di Frasassi, che chiedono maggiore sostegno dalla Regione

5' di lettura 24/05/2020 - Le Grotte di Frasassi, tra tutte le grotte turistiche italiane, sono state le prime a riaprire in un periodo di grande difficoltà. Da lunedì 18 maggio il “sistema” gengarino che, non bisogna mai stancarsi di ripeterlo, implica sotto la spinta della sua vitalità la ripartenza del territorio, è di nuovo al lavoro per ospitare turisti.

Nell’arco di una settimana, come primo buon risultato, rispetto ad una situazione al limite della catastrofe se si fa riferimento allo stesso periodo dell’anno scorso siamo già a -65mila presenze, è stata rimessa in moto una struttura che rappresenta il volano turistico del nostro entroterra e della regione. Questo, senza dimenticare che da pochissimo tempo è stato (in particolare per dare concrete risposte in termini di forte riduzione di budget dovuto ai mancati introiti) riorganizzato il Consorzio Frasassi, Ente che gestisce il complesso ipogeo: Concetta Bettarelli, presidente; consiglieri, Marta Paraventi e Lorenzo Burzacca con quest’ultimo riconfermato nella carica di Vicepresidente; Roberta Bisello, nuovo Direttore con duplice funzione di segretario comunale.

Neo eletto Consiglio di Amministrazione del Consorzio Frasassi, che come prima cosa ha dovuto metter mano all’economia di cassa, in quanto nei mesi di lockdown è venuto a mancare più di un milione di euro di incassi, preoccupanti perdite in termini di entrate dirette che vanno ad incidere sulla capacità d’investimento in opere d’ammodernamento, gestione del personale, promozione e soprattutto vanno ad incidere sul bilancio del Comune. Dopo il terremoto del 2016 la principale attrattiva turistica della regione aveva in poco tempo recuperato e rilanciato l’offerta, oggi, a distanza di sette giorni dalla ripartenza per gli effetti del Covid, si vive una fase di moderato ottimismo dove non mancano le incognite. Un dato su tutti, nel ponte pasquale 2019 registrati ottomila accessi in grotta (18 euro a biglietto intero, quindi oltre 140 mila euro di incassi), a cui si sono aggiunte le altre gravi perdite per i ponti del 25 aprile e primo maggio.

Date risolutive per il bilancio penalizzato ulteriormente dalla perdita del turismo scolastico delle gite di primavera e altra incognita, purtroppo con molte certezze, che dovrà rinunciare anche all’arrivo degli stranieri nel periodo estivo. Chiaro pertanto che la nostra eccellenza turistica vive una situazione mai vista prima, neanche con i terremoti 1997 e 2016 quando però le cavità naturali erano rimaste sempre aperte al pubblico, se pur registrando una flessione negli ingressi legata alla psicosi da sisma. Ora, invece restano le incognite sopra citate, ma grazie alla riapertura sono ripartite le prenotazioni per gli ingressi ed è partita la ‘fase due’ con precauzioni, accorgimenti e modalità di accesso diverse dal passato, tra le quali la possibilità di estendere gli orari di accesso in grotta poiché si e ridotto il numero delle persone che compongono il gruppo.

Certo è che il 2020 sarà il peggiore del millennio in termini di visitatori e ciò senza considerare che il 2019 aveva fatto registrare un’importante impennata con ben 280mila accessi. Comunque, questa prima prova ha avuto esito positivo che ha dovuto varate regole per l'ingresso e la fruizione del percorso in un più che complicato e problematico contesto. L’amministrazione comunale, con il sindaco Marco Filipponi a guidare la cordata e il Consorzio Frasassi, guardano già al futuro per dare risposte concrete in tempi relativamente brevi. Il primo passo, come detto, è stato compiuto ma essendo il turismo tra i settori più colpiti e in tal caso rappresenta una filiera importante che non può fermarsi ulteriormente s’è deciso di seguire le parole d'ordine quali: sicurezza, cambiamento e rilancio. Ecco perché, ora l’alto e delicato compito sarà quello di preparare un protocollo che permetta, almeno per ora al turismo di prossimità, di usufruire dell'offerta messa in campo da Genga e dal suo territorio.

Del resto il simultaneo accorpamento di criticità (non ci sono storici in merito alla Covid-19 ma soltanto confronti con i terremoti del ’97 e del 2016 che comunque non hanno avuto gli effetti devastanti rispetto a questo Virus) è ancor più pesante per le Grotte, perno dell’economia dell’entroterra e uno dei principali organi turistici delle Marche. Il Parco con le sua capacità di creare attrazione turistica (quello esperenziale in testa) e al tempo stesso occasione di conoscenza e approfondimento dell’ambiente circostante, le meraviglie storiche ed architettoniche dei borghi e delle abbazie che costellano questa porzione di area interna dell’Appennino, il mercatino di oltre 30 bancarelle, la gestione della Biglietteria, le guide e il servizio di accoglienza e accompagnamento, il sistema di trasporto navetta, gli agriturismi, i B&B, i ristoranti, le case vacanze e tanti altri fattori che sarebbe lungo elencare, costituiscono una massa critica nei confronti della quale, oggi ancor più di ieri, vista la verticale caduta degli incassi che si riflette in maniera cospicua anche sul Bilancio del Comune, si trovano a dover ridefinire le modalità di azione.

Da subito, gli Amministratori, son chiamati a sostenere una nuova e inaspettata sfida che è quella di una progressiva e perseverante apertura, confidano su un rinnovato flusso di prossimità nelle Marche (questa settimana ha dato i primi positivi riscontri) poi tra regioni, Umbria e Emilia Romagna hanno già deliberato in tale senso; ma appena possibile si punta al turismo nazionale per condividere con tutti opinioni e progetti. Altre risposte si attendono dalla Regione, soprattutto in termini di sostegno finanziario, poiché la Grotte rappresentano un fondamentale tassello nella costruzione di rapporti territoriali destinati alla costruzione del pacchetto turistico Marche e non a caso c’è un suo rappresentante nel nuovo Consiglio di Amministrazione. In questo quadro, si può certo dire che un messaggio di fiducia è partito e pur seguendo un sano senso di realismo che porta a non immaginare flussi pre-emergenza, ci sono conoscenze che confermano come le recenti richieste dei visitatori guardano ad un turismo “lento” fatto di emozioni ed esperienze autentiche sul quale lavorare per la promozione di una realtà territoriale diversificata, di qualità che partendo dalle Grotte di Frasassi ha molto altro da offrire.








Questo è un articolo pubblicato il 24-05-2020 alle 15:24 sul giornale del 25 maggio 2020 - 233 letture

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