L'addio a Vincenzo, motociclista scomparso domenica: "Una persona per bene e di piacevole compagnia"

4' di lettura 02/07/2020 - A Vincenzo.

Ogni volta che qualcuno se ne va così, all’improvviso, come ha fatto Vincenzo Panichelli fabrianese di nascita, esanatogliese di adozione, lascia di stucco l’intera comunità dove, vuoi o non vuoi, tutti si conoscono. Nel mezzo di una primavera torrida, dove il tempo e lo spazio sembrano dilatarsi a dismisura, la notizia del tragico incidente stradale (leggi), nel quale Vincenzo ha perso la vita a cavallo della sua passione a due ruote, è corsa veloce come un lampo tra i vicoli e nelle piazze del paese.

Vincenzo, ho avuto modo di conoscerlo, seduti sulla panchina vicino al Municipio, ma anche nel fazzoletto verde della sua “campagna” a cui dedicava le sue fatiche e il suo ingegno. In qualche occasione mi è capitato di assistere alle sue bonarie e pepate schermaglie con gli amici davanti a qualche bar e ai sedini, lui andava di fioretto per cercare di avvalorare i suoi punti di vista sempre acuti e argomentati e si difendeva bene dalle tesi contrarie del suo “avversario di turno” con il quale, finita la tenzone, si faceva un caffè, con il bene placido della sua compagna di vita Giuseppina. Cose che accadono in questo sputo di paese che, dopo iniziali diffidenze nei confronti dello “straniero”, tipiche di una mentalità montanara, è pronto ad accogliere tutti coloro che per un motivo o per l’altro, decidono di metter radici qua, a ridosso del fiume Esino.

E sì! Quel suo furgone bianco accostato di sbieco su una balaustra di Largo Porta Nuova, pronto alla partenza per la campagna, non lo si vedrà più, ma spesso, e quando meno te l’aspetti, il destino si fa avanti, spavaldo a dirti: te l’avevo detto, non ci andare con quella moto, vai a potare quel filare che si slancia verso il Fosso San Giovanni eccetera, eccetera! Le passioni però, sono il vero carburante della vita; vuoi navigare sotto costa per non rischiare di naufragare in alto mare? Bene fallo! Oppure goderti la tua “normalità” seduto sul divano reclinabile a vederti un Gran Premio di Formula Uno, o magari una partita del Campionato? D’accordo, allora non eccedere e metti nel serbatoio della tua vita quel tanto di benzina che ti basta per andare in tutta sicurezza da qui a là.

Vincenzo viveva, insieme alla cara Giuseppina, la sua quotidianità, fatta di passeggiate, piccole gite fuori porta e di cenette in qualche ristorante. Qualche viaggio ogni tanto e tutte le cose che normalmente una bella coppia affiatata, come quella di Vincenzo e Giuseppina e il loro cane era normale che facessero. Vincenzo però, era anche un tipo da cento all’ora, era uno di quelli che amava guardare il mondo in una visione prospettica, dove quello che è dietro di te si allarga e quello che è davanti al tuo bolide a due ruote si stringe sempre più, fino ad inghiottire alberi e cose in una sorta di cuneo temporale che muta velocemente, da non darti il tempo di guardare dettagli, ma solo un mondo che scorre a cent’allora e anche di più, rotolando sotto i pneumatici della tua motocicletta.

Vincenzo ha fatto il suo ultimo viaggio il 28 di giugno 2020 a cavallo della sua moto, ma il destino, questa volta, ci ha messo lo zampino e lo ha fermato per sempre, strappandolo ai suoi affetti e anche a chi come me, lo considerava una persona per bene e di piacevole compagnia. In qualsiasi parte il suo spirito si trovi adesso, dopo un breve periodo di ambientamento, mi piace pensare che dirà certamente la sua e si farà valere, come del resto ha sempre fatto nella sua avventura terrestre, con il garbo e l’acume che lo ha sempre contraddistinto. Un caro saluto e la mia vicinanza a sua moglie Giuseppina e al loro cagnolino, rimasto orfano del suo padrone.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2020 alle 18:57 sul giornale del 03 luglio 2020 - 1686 letture

In questo articolo si parla di cronaca, esanatoglia, comunicato stampa





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