Dalla Pedemontana alla discarica, Comitato NO Pedemontana Matelica: "Si realizza la 'strategia dell'abbandono'"

5' di lettura 14/09/2020 - Dopo l’approvazione dei criteri localizzativi per l’individuazione delle aree idonee per l’impianto di discarica dell’ATO 3 Macerata, da parte dell’assemblea dei sindaci del 26 giugno scorso, come avevamo paventato già un anno fa, stanno aumentando in modo esponenziale le probabilità che il sito prescelto ricada tra le 6 macro aree individuate nel territorio del Comune di Matelica.

Conclusa infatti la fase I Regionale e la fase II Provinciale, si è aperta l’ultima sessione decisionale, che vede coinvolta direttamente l’Assemblea Territoriale d’Ambito, per il tramite della società pubblica Cosmari, coadiuvata dal pool di esperti della Oikos. A seguito di informazioni riservate, ma ben informate, uno dei 6 siti individuati nel Comune di Matelica sarebbe nella “terna” dei più “papabili” ad ospitare la futura discarica provinciale, subito dietro un sito nel Comune di Recanati, dove infatti la cittadinanza è già mobilitata da mesi, ed uno nel Comune di Corridonia. Il sito individuato nel Comune di Matelica è contrassegnato con il numero 33 e si trova in un’area compresa tra le loc. Cime Basse e Pezze (dove guarda caso è ubicata anche la famigerata centrale biogas) al confine con i Comuni di Esanatoglia e Cerreto d’Esi. Quest’area, che già una trentina di anni fa era stata individuata come possibile sito di discarica, avrebbe il grande vantaggio di essere attraversata dal tracciato della Pedemontana Fabriano – Muccia e si troverebbe anche in corrispondenza dello svincolo per l’area industriale di Matelica.

Essa quindi risponderebbe al meglio ad uno dei requisiti principali richiesti dai criteri di individuazione e cioè a quello della presenza di infrastrutture viarie in grado di facilitare l’accessibilità al sito e la comunicazione per i mezzi di trasporto e del conferimento dei rifiuti. La realizzazione in corso della Pedemontana ha infatti aumentato il punteggio dei siti matelicesi e questo spiegherebbe l’accelerazione in atto nell’ultimo anno alla realizzazione della nuova strada, anche rispetto all’asse principale della Quadrilatero, la S.S. n. 76, i cui lavori invece vanno molto a rilento, specie nel tratto tra Borgo Tufico e Serra San Quirico. La Pedemontana, quindi, da “strada in cerca d’autore”, superata ormai tecnicamente e fuori dal tempo (era stata progettata 50 anni fa e poteva avere uno scopo allora come volano allo sviluppo dell’entroterra) potrebbe quindi oggi acquistare un “senso” come “nastro trasportatore” per l’enorme numero di autoarticolati che porteranno i rifiuti alla nuova discarica provinciale.

Non solo, in prospettiva, una volta completati tutti i lati del “Quadrilatero”, essa potrebbe fungere da collegamento a nord con la superstrada Ancona – Perugia, ed a sud con la superstrada Civitanova Marche – Foligno e quindi con le autostrade A1 ad ovest ed A14 ad est, permettendo così un’agevole e veloce percorrenza per i mezzi pesanti che trasporteranno i rifiuti in quello che potrebbe diventare il nuovo “Polo Rifiuti” del centro Italia e che avrebbe a quel punto come centro Matelica! Peraltro, nella discarica potranno essere conferiti anche i rifiuti “non pericolosi”, ovvero anche quelli appartenenti a varie tipologie di rifiuti industriali e in base alla recentissima deroga approvata dalla maggioranza uscente in Regione nell’ultima seduta, il percolato della discarica potrebbe essere sversato anche in fognatura, anziché essere trattato come rifiuto pericoloso, con un danno ambientale gravissimo per il fiume Esino e per la salute stessa dei cittadini!

Sarebbe questo il compimento della cosiddetta “Strategia dell’abbandono”, narrata dallo scrittore gengarino Leonardo Animali, una strategia “pensata” a tavolino, nelle stanze dei bottoni in Ancona e a Roma. Una storia che viene da lontano, sin dal primo terremoto del 1997 che ha devastato queste “Terre Mutate”, a seguito del quale i Governi di allora, sia di centrosinistra che di centrodestra, pensarono bene che per “ricostruire” il tessuto economico dei nostri territori servisse una strada, la “Pedemontana” appunto, inserita in un quadro più “articolato”, il “Quadrilatero”! Una “strategia” che invece di arrestarsi con la successiva crisi industriale ed economica e l’implosione del modello “Merloni”, si è invece “alimentata”, ritrovando nuova linfa ed identità con il successivo sisma del 2016, che ha nuovamente colpito il nostro territorio, ed infine trovando la definitiva consacrazione con l’ultima emergenza legata al Covid 19. Se questo “disegno” troverà, come temiamo, attuazione nella realtà, esso rappresenterebbe la pietra tombale su ogni possibilità di rinascita delle nostre comunità, perché a quel punto si dovrebbe dire addio per sempre alle uniche potenzialità offerte dal nostro territorio e su cui si dovrebbe invece puntare: le nostre bellezze ambientali, le produzioni tipiche del Verdicchio DOC, del miele e dello zafferano, ed il turismo enogastronomico e di qualità ad esse collegato. Con buona pace per tutti coloro, soprattutto giovani, che in questo settore hanno creduto, ed hanno investito risorse umane e denaro per uno sviluppo ecosostenibile ed in armonia con la Natura!

Alla cittadinanza di Matelica rimane dunque l’estrema decisione: abbandonare definitivamente il proprio territorio o ritrovare di nuovo quello spirito di appartenenza e di coesione sociale, volta alla salute e al benessere della comunità, che sembra, dopo le vicende del terremoto, appannaggio di battaglie, relegate alla memoria della propria storia passata.

Comitato NO Pedemontana Matelica






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2020 alle 15:10 sul giornale del 15 settembre 2020 - 481 letture

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