Elena Giommetti (Forza Italia): il carosello delle sedi del CPIA di Ancona

12' di lettura 18/09/2020 - Lettera di una preside triste e delusa dalle pubbliche Amministrazioni e dalle istituzioni locali.

Vorrei innanzitutto ringraziare la mia collega Lidia Mangani per avermi espresso solidarietà, con riferimento alla difficile situazione che vado ad illustrare, con la pubblicazione, il 13 settembre u.s., su centropagina Jesi, dell’articolo “Istruzione per adulti, nei CPIA campanella al via ma non per tutti”.

Tutti mi conoscono, nel mio ruolo di Preside, come una persona sempre positiva, solare e allegra, che accetta con facilità e leggerezza ogni proposta di variazione che gli viene in qualche modo imposta dall’alto, sempre accomodante con tutti gli interlocutori della sua attività lavorativa, ma i fatti accaduti proprio in questi ultimi giorni mi lasciano ora triste e delusa.

Devo premettere che non posso che ringraziare l’Ufficio scolastico regionale delle Marche, nella veste del dott. Filisetti, per aver valorizzato il mio operato da dirigente scolastica, assegnandomi nuovamente la reggenza di una scuola tanto famosa e meravigliosa quale l’I.C. Montessori di Chiaravalle.

Allo stesso tempo, tuttavia, non posso vivere serenamente questo premio e questa gratificazione a causa di incresciose vicessitudini di queste giornate di inizio anno scolastico che penalizzano in maniera pesante la mia scuola di titolarità, ossia il C.P.I.A., Centro provinciale di Istruzione per Adulti.

Il C.P.I.A. nasce dalla coesione degli ex centri EDA, chiamati CTP, sempre rivolti agli adulti, ora riuniti in questa unica scuola che abbraccia tutto il territorio della provincia nelle 4 sedi associate di Ancona, Jesi, Fabriano e Senigallia, oltre alle due sedi carcerarie, presso la Casa circondariale Montacuto di Ancona, e la Casa di reclusione Barcaglione di Ancona.

Questo centro di istruzione per adulti è stato istituito nel 2014 dal Ministero della Pubblica Istruzione con DPR 29 ottobre 2012, n. 263, offre servizi a cittadini italiani e stranieri di età superiore ai 16 anni e la sua utenza, nella provincia di Ancona, è composta da circa 1500-1800 adulti, prevalentemente stranieri, dislocati in tutta la provincia e talvolta alloggiati presso cooperative.

Si tratta quindi di una scuola rivolta ad una utenza molto particolare e bisognosa di massima attenzione. Proprio a causa del disagio in cui vive, la nostra utenza avrebbe assoluto bisogno di una sede che possa offrire loro quella tranquillità e stabilità di cui la società e la loro storia di vita li hanno privati. Si tratta di alunni che prevalentemente frequentano percorsi di alfabetizzazione funzionali all’ottenimento del permesso di soggiorno e cittadinanza, nonché a conseguire la ex licenza media. Ad essi è rivolta anche una specifica didattica, inerente temi come l’educazione civica e l’educazione finanziaria, la cui conoscenza mira a consentire una più facile integrazione nella nostra vita sociale.

Per questa utenza che, in prevalenza, proviene da vari Paesi extracomunitari, occorre ancor più aumentare e garantire spazi sicuri e il rispetto delle normative anti Covid-19. Inoltre, il fatto che gli alunni siano molto spesso privi di dispositivi adatti e connessioni digitali, oltre alle difficoltà di apprendimento in una lingua non propria, spesso non rende possibile l’utilizzo della didattica a distanza in uso nelle altre scuole, rendendo così necessario garantire la didattica in presenza.

Su queste premesse mi accingo a delineare lo stato attuale del CPIA provincia Ancona, dando conto di alcune specifiche situazioni, particolarmente significative:

  1. La DSGA, fondamentale nello svolgimento del ruolo amministrativo della Dirigente Scolastica, è stata nominata soltanto il 10 settembre scorso, e profilata al lavoro il 14 dello stesso mese, ossia a scuole già aperte;

  2. La sede centrale è priva di collaboratore scolastico e ogni sede associata ha un solo collaboratore scolastico a fronte di PREVEDIBILI turni di apertura della sede dalle 8:00 alle 22:00, il che significa che la scuola ha complessivamente a disposizione 4 collaboratori (di cui 3 con la 104), per ben 5 sedi, aperte teoricamente per 14 ore al giorno.

  3. Mancano ancora le nomine di 2 assistenti amministrativi su 5, il che comporta che la sede associata di Ancona, con 900 iscritti in media, è priva di un assistente amministrativo, e così lo è anche la sede centrale, che svolge quindi il delicato coordinamento di tutte le altre sedi, dei circa 1800 alunni e di tutti i progetti, senza un assistente amministrativo.

  4. la sede del CPIA di Jesi è tra tutte la più fortunata, non avendo subito variazioni di sede nel corrente anno, ed è ubicata nello stesso edificio dell’I.I.S. “Marconi Pieralisi”, con la conseguenza che non vi è disponibilità presso la struttura di aule per lo svolgimento di attività didattica durante la mattina, situazione che crea profonda difficoltà per l’utenza, e talvolta la necessità di rinunciare addirittura ai corsi. Questo avviene soprattutto per le mamme che hanno figli a scuola o che per altre necessità possono frequentare le lezioni soltanto al mattino, situazioni con riferimento alle quali occorre avvalersi di altri centri, come moschee o casa delle culture, che prestino volta per volta la loro disponibilità. Osservo in proposito che il CPIA è una scuola per adulti, ma non una scuola serale, e come tutte le scuole dovrebbe organizzare le lezioni in base alle esigenze di frequenza degli alunni e dei trasporti, potendo quindi prevedere lo svolgimento delle lezioni anche al mattino, in tutte le proprie sedi.

  5. A Fabriano, proprio in questi giorni si sta eseguendo il trasloco dalla sede del Liceo Scientifico “Volterra” alle nuove aule ricavate all’interno dell’I.I.S. “Morea Vivarelli”, (ringrazio il DS Prof.Procaccini per avermi accolto con calore). Il trasferimento velocissimo avviene in base ad una autorizzazione della Provincia di Ancona pervenuta in data 09.09.2020 a fronte di una richiesta inoltrata dal CPIA addirittura a febbraio del corrente anno.

  6. la sede associata di Torrette si sarebbe dovuta trasferire, dal 20 agosto scorso, dall’ITIS Volterra all’IC Fermi (sempre a Torrette), per poter iniziare, come tutte le scuole, l’anno scolastico 2020-21. Purtroppo, a tutt’oggi i lavori di adeguamento della nuova sede, programmati dal Comune di Ancona, non sono ancora neppure iniziati. I docenti della sede di Ancona-Torrette, quindi, fino a questo momento non hanno avuto in alcun modo a disposizione spazi in cui lavorare, dato che la Dirigente dell’ITIS di Torrette ha inibito l’accesso del personale del CPIA al suo Istituto, consentendolo per il solo prelievo di materiale, e che la DS dell’IC Fermi ha consegnato le chiavi dei locali a noi destinati soltanto lo scorso 15 settembre, dietro nostre ripetute pressioni, posto che altrimenti l’intenzione originaria era quella di mettere a disposizione i locali a noi destinati soltanto a lavori completati. Sorvolo sul fatto, ancor più rattristante, che, a fronte di specifico atto di assegnazione al CPIA dei locali da parte dell’Ente proprietario, ben poca discrezionalità competeva alla Dirigente in merito alla loro consegna.

  7. Solo lo scorso 9 settembre, è poi pervenuta da parte della Provincia una vera e propria “diffida di sfratto” DA ESEGUIRE IN soli DUE GIORNI, con la quale si chiedeva di liberare le DUE (notiamo SOLO DUE) STANZE, destinate a DS e DSGA, che da ben 3 anni erano ubicate presso l’Istituto Corinaldesi di Senigallia, per essere trasferite in due stanze dell’ex Istituto nautico di lungomare Vanvitelli ad Ancona. Il trasloco è stato ultimato nella giornata di sabato 12 settembre, quando il materiale è stato infine depositato in quelle due aule sporche, senza linea telefonica e senza connessione internet o qualsiasi forma di cablaggio. In merito a questa frettolosa decisione, assunta all’ultimo momento, seppur con datata delibera regionale, e in palese difetto di preparazione dei locali di destinazione, è lecito chiedersi se sarà possibile, e quando, far funzionare in quella sede così decentrata rispetto agli altri plessi la struttura organizzativa e tecnica, tra cui il server principale, con cui si gestisce una scuola di 1800 alunni coinvolgente 2 carceri e che per circa altri 1000 alunni svolger progetti ed esami anche per la Prefettura. Ancor più dato che la sede del Corinaldesi, adiacente alla sede associata di Senigallia ubicata presso l’Istituto Panzini consentiva al DS ed alla DSGA di interagire facilmente con una buona parte dell’utenza e del personale, mentre allo stato attuale esse si vedono, paradossalmente, costrette a stazionare, da sole, nei locali dell’ex nautico, consegnati senza neppure una imbiancatura, ed evidentemente nemmeno sanificati. Non credo esista in Italia altra scuola in cui Dirigente e DSGA, due donne, vengono lasciate sole, in locali siti in una struttura vuota, isolata, priva di assistenti amministrativi, sorveglianza o altro potenziale aiuto in caso di bisogno, lontane da tutte le sedi associate con relativa utenza e personale (ci vogliono da 30 a 90 minuti di macchina per raggiungerle, senza considerare la necessità di attraversare la zona del porto di Ancona ed il centro della città, con immaginabili problemi di traffico). Tutti i DS e i DSGA delle scuole d’Italia, come è giusto che sia, sono peraltro in continuo contatto con il proprio personale ed i propri alunni, mentre nel caso del CPIA, ripristinata finalmente la didattica in presenza, sarà necessario utilizzare collegamenti in videoconferenza dal Porto di Ancona per riuscire a parlare con personale e utenza.

Concludo osservando che probabilmente, per evitare la solitudine delle nostre stanze e l’isolamento della nostra sede, si auspica che magari ci adopereremo ad aprire ed arieggiare lo spazio assegnato, a pulire i locali e i bagni, considerato che a tutt’oggi non è neppure in programma (giustamente sarebbe uno spreco per così poche stanze) l’inserimento di un bidello in tale sede.

  1. Resta da aggiungere un commento per la sede associata ubicata al Panzini di Senigallia. Dal mese di marzo 2020, nel periodo del Covid, il dirigente di tale Istituto, preoccupato (con fondata ragione) per la potenziale infettività dei nostri studenti stranieri, ha creato delle divisioni fisiche tra la nostra sede CPIA e la sua sede Alberghiero-Turistico, destinandoci 3 aule ampie e 4 più piccole (per un TOTALE di 7 AULE) per destinarle in parte ai docenti ed al personale di segreteria, e in parte all’attività didattica per i nostri circa 450 iscritti, riservando al CPIA in tutto circa 300mq di edificio. Il Panzini, che ha subito in questi anni un notevole calo di alunni passando da circa 1400 a meno di 1000, si è pertanto riservato addirittura circa 30.000 mq di edificio. Durante il periodo estivo, incredibilmente, sono stati quindi spesi soldi pubblici per accorpare tre delle aule già destinate al CPIA per ricavarne un unico spazio ampio con destinazione INTERNET-CAFE’. Fortunatamente, nell’incontro del 17 settembre u.s., in presenza dei DS del CPIA e Panzini, l’ing. Vallasciani della Provincia ha mostrato comprensione e attenzione anche alle nostre esigenze didattico-organizzative acconsentendoci, nella divisione degli spazi, due aule ad uso del personale e due aule didattiche full-time, alle quali si aggiungeranno altre quattro aule per le nostre necessità pomeridiane.

Il quadro delineato nelle specifiche situazioni di cui ho dato conto mostra pertanto, a mio avviso, una pressoché scarsa considerazione delle necessità del CPIA e della sua numerosa utenza. Sembra in particolare che la necessità di poter frequentare i nostri corsi di mattina, sentita maggiormente da madri che in tali orari possono approfittare della frequenza scolastica dei figli, non potendosi permettere di lasciarli con una baby-sitter negli orari pomeridiani o serali, venga poco tenuta in considerazione nella maggioranza delle sedi.

Infine, e ciò che più dispiace, il lavoro continuo e intenso che si trova dietro il regolare funzionamento del CPIA, e anzi l’aumento della sua utenza negli ultimi anni, appare del tutto svalutato e privato di considerazione.

Lo dimostrano chiaramente gli ultimi provvedimenti adottati, quanto ai frettolosi trasferimenti dell’ultima ora, ma anche all’isolamento di DS e DSGA disposto verso una sede reietta, abbandonata da anni, che non si ha avuto neppure la accortezza di sistemarla prima dell’arrivo dei materiali.

Duole infine constatare anche l’atteggiamento di alcuni Dirigenti scolastici delle strutture ove il CPIA è collocato, che vedono probabilmente tale Centro di istruzione come una scuola “di serie B”, sentendosi così in diritto di prevaricarlo, anziché collaborare, pure in un momento particolarmente difficile come quello attuale.

Così facendo, però non si tengono minimamente in conto l’umanità e l’impegno dei numerosi alunni del CPIA, che non chiedono altro che poter accedere, a parità di condizioni rispetto agli altri studenti, al diritto allo Studio garantito dalla Costituzione Repubblicana.

Tutta la situazione che ho cercato di delineare, è dunque purtroppo giunta a privarmi infine del sorriso, anche per il fatto di aver dovuto constatare che quelle stesse istituzioni da cui mi attendevo la tutela delle ragioni del CPIA e del lavoro di chi c’è dietro, sembrano invece essere divenute le prime a non tenerne in considerazione le specifiche e la assolutamente peculiare vocazione.

Spero quindi che i gravi problemi evidenziati potranno presto trovare soluzione, e che potrò così continuare a svolgere il mio compito con il consueto ottimismo ed entusiasmo.


LA DIRIGENTE DEL CPIA ANCONA
Prof.ssa Elena Giommetti
Candidata indipendente Forza Italia Consiglio Regione Marche 2020


da Elena Giommetti
Candidata per Forza Italia al Consiglio Regione Marche 2020





Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 18-09-2020 alle 15:05 sul giornale del 18 settembre 2020 - 19 letture

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