Urbino: Cambiamenti climatici, a Frontone un’eccellenza internazionale

2' di lettura 23/10/2020 - Un’eccellenza interamente marchigiana alla ribalta della comunità scientifica internazionale, nello studio dei cambiamenti climatici.

È ormai operativo da mesi e rappresenta un punto di riferimento primario per chi guarda al futuro del pianeta nell’ottica della sostenibilità, l’Institute for Climate Change Solutions, (ICCS), nato recentemente da un’intesa siglata tra Università Carlo Bo di Urbino, Fondazione Medit Silva, Congregazione dei Monaci Calmaldolesi di Fonte Avellana e la stessa Regione Marche: nell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino, nell’area del Monte Catria.

Il Centro “integra le molteplici competenze che operano nell’ambito dei cambiamenti climatici - spiega lo stesso Direttore dell’Iccs, Simone Galeotti - Siamo una vera e propria piattaforma sinergica tra ricercatori e scienziati utile ad individuare le possibili soluzioni per gestire questo fenomeno, più che mai in corso e addirittura incombente anche nelle prospettive di breve periodo, che è il cambiamento del clima, con i suoi effetti, in alcuni casi dirompenti, sulla vita delle popolazioni”.

Pochi mesi di attività alle spalle nella sede della Fondazione Medit Silva, a Frontone, e l’autorevolezza dell’Istituto sta già affermandosi a livello mondiale: “La nostra impronta internazionale è testimoniata non solo dall’ampiezza delle ricerche che non si fermano al solo territorio nazionale, ma anche dalla provenienza geografica dei soggetti che partecipano attivamente alla vita del Centro, dagli Stati Uniti all’Australia e Nuova Zelanda, più ovviamente da Paesi europei come la Francia e l’Olanda”. Obiettivo, quindi, studiare ed offrire proposte per prepararsi “non solo alla mitigazione ma anche all’adattamento al cambiamento climatico in una chiave di soluzioni attive e propositive. Confrontandoci con le esperienze, anche passate, sulla climatologia di altre nazioni e proiettando sul futuro gli esiti di ricerche condivise, avremo maggiori probabilità di identificare possibili scenari futuri, cercando soprattutto di verificare l’efficacia su grande scala degli stessi modelli locali”.

Proprio in quest’ottica, l’Institute for Climate Change Solutions è stato tra i protagonisti del recente appuntamento svoltosi a Roma Custodiamo le foreste che ci custodiscono”, durante il quale è stata rilanciata la candidatura a Patrimonio dell’Unesco del Codice Forestale Camaldolese: “Anche a Fonte Avellana, proprio come a Camaldoli, sono iniziate circa 850 anni fa pratiche concrete di gestione virtuosa del territorio, mantenute poi per secoli. Ecco, quindi, anche nelle Marche un esempio, storico e concreto, su cui riflettere per orientare nuovi modelli, adatti al presente e soprattutto al futuro”, chiude Galeotti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-10-2020 alle 08:51 sul giornale del 23 ottobre 2020 - 411 letture

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